Tre indizi fanno una prova: CGIL SI' o NO?

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cgil referendum

“Ho fatto fatica, leggendo ‘il giornale della effelleci’ (la newsletter del sindacato della conoscenza della CGIL, n.d.R.), a trovare subito l’indicazione di voto. Solo al terzultimo rigo, preceduta da analisi esitanti, inviti alla responsabilità e dichiarazioni di rispetto della libertà di scelta degli individui: non è strano secondo voi, da parte di un sindacato che ha esplicitamente scelto il NO al referendum?”

Ecco quello che ci scrive un insegnante. Sarebbe strano, diciamo noi, in un mondo in cui alle parole seguissero fatti coerenti: nella realtà la dichiarazione formale della Direzione Nazionale CGIL per il NO è stata seguita da ben altri fatti.

Accordo sulle pensioni, rinnovo del contratto dei metalmeccanici, riapertura della trattativa del contratto per gli statali: in poche settimane il governo Renzi ha avuto tre cartucce da sparare per accreditarsi come “governo del fare” e dare dell’Italia un’immagine di paese in movimento. Molto banalmente, ha goduto dell’illusione, diffusa a piene mani dai media, di qualche boccata d’ossigeno per svariati milioni di lavoratori e pensionati; di più, nel caso dei pensionati e degli statali, si è presentato proprio come chi “sblocca” situazioni ferme da tempo, aggiusta delle storture, elargisce “materialmente” del denaro.

A trainare questo carro di carnevale, a tutta forza, la  direzione CGIL che nei fatti sta dando una mano a questa colossale propaganda governativa, mentre sui posti di lavoro molti delegati e iscritti CGIL stanno lavorando in direzione opposta per mandare a casa questo governo il 4 dicembre!

Rimandando ad altri contributi analisi più dettagliate sui singoli provvedimenti, infatti, possiamo fin da ora dire che:

* l’accordo sulle pensioni è una bufala: contiene le quattordicesime, qualche piccolo vantaggio economico derivante dalla no tax area (38 euro all’anno per i redditi bassi, qualcosa in più per gli over 75) ma soprattutto contiene l’APE, l’anticipazione pensionistica che altro non è che una forma di indebitamento, in tutto uguale alla richiesta di un prestito a interesse, con tutti i vantaggi per chi i soldi li presta

* il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici è una truffa: l’aumento, nella migliore delle ipotesi, sarà di 51 euro al mese fra quattro anni; la cifra non è certa perché non si tratterà di vero aumento, ma solo di recupero dell’inflazione ex post. In cambio, deroghe normative a livello aziendale, incentivi alla previdenza complementare e acceleratore sul welfare aziendale

* il tavolo sugli statali è una trappola: a fronte di 85 euro indicati come valore medio complessivo dal governo (potrebbero essere, quindi, molto meno per le categorie più numerose), il rinnovo servirà da testa d’ariete per introdurre licenziabilità, aumenti orari, formazione obbligatoria

La direzione nazionale CGIL si è accorta di tutto questo? A quanto pare NO, dato che spinge a tutta forza il governo nella sua azione di propaganda, tutta tesa da un lato a spaventare i sostenitori del NO, dall’altro ad irretire con promesse di soldi che mai ci saranno milioni e milioni di lavoratori e pensionati.

Sarebbe il caso di ricordare, al “più grande sindacato in Italia” (e certo non alla minoranza interna, che ad esempio ha rigettato fermamente l’accordo metalmeccanico), uno degli slogan contro la violenza sulle donne: NO VUOL DIRE NO!

Ma forse nella neolingua della direzione CGIL è da tempo che NO vuol dire SI'...

Rete Camere Popolari del Lavoro