Dopo il tavolo con il ministro Lupi ancora nubi sul futuro di Alitalia

Se ne parla già da alcuni mesi, e in particolare dallo scorso 22 gennaio, quando i vertici di Alitalia avevano dichiarato l'intenzione di ricorrere a 1.900 esuberi (dopo i 4.500 lavoratori mandati a casa nel 2009) proponendo la cassa integrazione a zero ore per 280 piloti, 350 assistenti di volo, 480 assistenti di terra, 190 lavoratori della manutenzione e 600 degli uffici. Lo ha confermato ieri il segretario generale della Fit-Cisl, Giovanni Luciano, al termine dell’incontro tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, l’azienda e i sindacati.

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Il Piano Fenice elaborato nel 2009 dall'allora banchiere di Intesa San Paolo Corrado Passera (coadiuvato da altri 16 industriali tra cui Colaninno e Marcegaglia), come prevedibile, non è andato a buon fine e l'Alitalia del 2014 non sembra versare in acque migliori di quella di quattro o cinque anni fa: 280 milioni di perdita netta nel 2012, il 69% di load factor (in sostanza i voli partono con molti posti vuoti) e oltre un miliardo di indebitamento.

L’A.D. dell’azienda, Gabriele Del Torchio, ha sottolineato che risposte più chiare riguardo al futuro dei dipendenti Alitalia si avranno dopo il prossimo incontro con Etihad – compagnia degli Emirati Arabi che potrebbe divenire partner di Alitalia (o forse sarebbe meglio dire, volendo parlare in termini meno politically correct di quelli utilizzati nelle ultime settimane dai media, acquisirla).

Anche i sindacati confederali dichiarano – in maniera piuttosto fumosa – di confidare nell’intervento della compagnia di Abu Dhabi, sostiene ad esempio Luigi Angeletti “Etihad vuole un accordo entro il quale ci possa essere il consenso dei sindacati. Noi il consenso lo diamo, ma sulla base della soluzione dei problemi: se ci sono esuberi no, ma con una soluzione che garantisca tutti sì'".

Intanto, denuncia Andrea Cavola, dell'Esecutivo nazionale USB Trasporti “oggi al nostro sindacato era pervenuta la convocazione per riprendere la trattativa, con la possibilità di procedere ad oltranza. Dobbiamo invece registrare che la riunione viene rimandata di ora in ora e questo sta avvenendo per interessi che nulla hanno a che vedere con la procedura in sé. Stiamo infatti assistendo ad una triste sceneggiata, che vede da un lato diatribe interne a Cgil Cisl Uil,  dall'altro un'azienda che, di fronte a queste diatribe, rimane bloccata nell’ incapacità di proseguire la trattativa. Il dramma è che tutto questo avviene sulla pelle dei lavoratori” e aggiunge “il Governo deve fare la sua parte, per far sì che Alitalia abbia finalmente un futuro industriale e che questa ennesima ristrutturazione non sia solo un modo per licenziare altre persone”.

Insomma, sul futuro dei “migliori equipaggi del cielo” – come recita il nuovo spot della compagnia – le nubi sembrano tutt’altro che essersi dissipate...

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