Omsa: si conclude (male) la vertenza

Tutto era iniziato con la delocalizzazione in Serbia, poi la riconversione dello stabilimento di calze in divanificio, infine la battaglia delle ultime 58 lavoratrici dell’Omsa è arrivata all’ultimo affondo e dopo 5 anni di cassa integrazione, dal primo aprile, torneranno tutte “a casa”, con l’unica prospettiva di fare richiesta dell’indennità di mobilità.

boicotta omsa

Avevano provato a lottare e a dare voce alla loro vertenza in tutti i modi, anche mettendo in scena uno spettacolo teatrale che raccontava – per le vie di Bologna, Faenza, Genova, Mantova – la loro storia, una piéce dal titolo amaramente profetico: “Licenziata” (guarda in basso il trailer).

A molte di loro era stato promesso che sarebbero state ricollocate nel Centro Commerciale “Le Perle”, un outlet per grandi firme, ma la costruzione del complesso è rimasta incompiuta e tutt’ora si è incerti riguardo ad una possibile apertura nel 2015. I commenti delle ex-operaie Omsa fanno trasparire la disillusione e lo sconforto, “Cinque anni di speranze tramutate in polvere” commenta una delle più combattive tra loro, Clara Zacchini, protagonista delle iniziative di protesta degli ultimi anni.

Eppure, sebbene sia una magra consolazione, alle lavoratrici, che ormai devono preoccuparsi di ricollocarsi sul mercato, resta il merito e l’orgoglio non solo di aver combattuto fino in fondo la loro battaglia, ma anche di aver aperto e indicato una strada per tanti altri nelle loro stesse condizioni: le campagne di boicottaggio da loro promosse hanno avuto, aldilà dell’esito finale della vertenza, grande successo, mettendo in discussione l’immagine dell’azienda e costringendola a fare i conti con i suoi ex-dipendenti che invece avrebbe voluto semplicemente scaricare nel silenzio e nell’indifferenza generali.

Boicottiamo chi licenzia! Boicottiamo Omsa!