[Flumeri – AV] Operai Irisbus al MISE. Continuano cassa in deroga e fumo negli occhi

“Il sito di Valle Ufita sarà rilanciato e si punta a riassorbire l'attuale forza lavoro. Parola del vice ministro De Vincenti.” Ed allora ci sarà da fidarsi.

Ciò che emerge da una lettura dei giornali del ‘giorno dopo’ dell’incontro tenutosi presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) tra FIAT (CNH INDUSTRIAL), istituzioni (rappresentate da esponenti locali e da alcuni parlamentari), governo (nella persona del Vice Ministro Claudio De Vincenti) e segreterie nazionali di FIOM, FIM, UILM, UGL metalmeccanici, FISMIC, FAILMS CISAL, è la provvidenzialità del ruolo di mediazione svolto dal nuovo governo.

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De Vincenti avrebbe sbattuto il pugno sul tavolo (letteralmente), imbufalito per la posizione della FIAT che era quella di procedere alla mobilità a partire dal 15 aprile. E invece no, grazie a quel pugno sul tavolo si continuerà ancora con la cassa in deroga. La FIAT ha avuto una lavata di capo ed i 320 superstiti dell’Irisbus (su una forza lavoro che al momento della chiusura era formata da circa 650 operai ed operaie) possono dormire sogni tranquilli. Anche perché il governo si è impegnato al “debutto del polo nazionale di produzione di autobus”, addirittura il prossimo 30 aprile. A pochi giorni di distanza dalla Pasqua avremo quindi niente poco di meno che un’altra resurrezione.

Il polo nazionale nascerà dalla combinazione dell’Irisbus e della Breda Menarinibus, e De Vincenti ha promesso che la produzione di autobus nel sito di Flumeri (AV) ripartirà entro l’anno.

Fin qui la versione data da molti dei giornali che abbiamo potuto consultare. E allora lo dobbiamo proprio dire: Viva il governo Renzi!
Peccato che i soliti menagrane, i lavoratori e le lavoratrici dell’Irisbus, non aderiscano entusiasticamente a questo piano. E innanzitutto ci spiegano che in realtà non di ‘piano’ si debba parlare, ma di proclami. Perché al momento non esiste alcuna progettualità che tenga in conto mezzi necessari, tempistica, risorse richieste, competenze disponibili. Dubbi fatti proprio anche dalla FIOM presente alla Bredamenarinibus che si chiede, ad esempio, in che modo sarebbero suddivise le produzioni tra i due stabilimenti. Per di più, se il governo lancia il ‘polo unico’ e sembra quindi voler investire nel settore, FINMECCANICA, di cui fa parte Bredamenarinibus, e che è di proprietà pubblica, si è detta pronta a disfarsi dell’azienda perché non competitiva con i prodotti fabbricati in India, Cina. Nemmeno una parola poi sulla rivendicazione da sempre fatta propria dagli operai e dalle operaie dell’Irisbus, cioè l’implementazione di un piano nazionale trasporti capace di affrontare la questione della mobilità sul territorio in maniera strutturale.

Nulla di stupefacente se alcuni lavoratori hanno accolto i risultati dell’incontro con speranza. Con una fabbrica chiusa da ormai più di due anni e la disperazione che è entrata nelle case di molti, la prospettiva di un ritorno al lavoro è quanto meno consolatoria. Su che tipo di lavoro li aspetta anche nel caso in cui questa Newco si realizzasse per davvero e ripartisse la produzione a Flumeri non c’è da stare sereni. Gli ultimi provvedimenti del governo Renzi e quelli già annunciati in tema di lavoro con tutta probabilità significheranno anche per i ‘nuovi’ lavoratori Irisbus peggiori condizioni di lavoro, meno diritti, più ricattabilità. E non stiamo parlando di ‘giovani’, alla faccia dell’imperterrita retorica che contrappone i lavoratori in base alle fasce d’età d’appartenenza.

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fonti
- Ministero dello Sviluppo Economico
- Canale 58

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