Il 1 Maggio non si lavora… si lotta. Un report dalle “piazze”

In questo post troverete una prima carrellata delle diverse iniziative di oggi – e scusate se dimentichiamo qualcuno. Però una cosa la possiamo dire da subito: ci sembra che di questo Primo Maggio possiamo già fare un piccolo bilancio, certamente positivo. Nonostante la situazione politica e sociale sia estremamente difficile, l'Italia intera oggi è stata attraversata da decine di mobilitazioni, manifestazioni, iniziative che hanno posto al centro il protagonismo dei lavoratori, dei giovani, le esigenze di chi sta pagando questa crisi.

E non ci riferiamo certo alle iniziative dei sindacati confederali, ormai sempre più inutili e sempre meno seguite - si pensi che a Napoli, anche per il ricordo delle contestazioni dello scorso anno, CGIL-CISL e UIL hanno addirittura deciso di rinunciare al corteo -, e nemmeno a quelle di ridicoli partiti di destra che cercano di rifarsi una verginità parlando di lavoro (alludiamo alle squallide iniziative dei fascisti Fratelli d'Italia e della Lega, gli uni che scoprono i precari e le partite IVA, gli altri gli esodati, iniziative che però testimoniano di quanto consenso di costruisca sui temi del lavoro, di come sia necessario per qualsiasi movimento politico avere un ragionamento ed essere in grado di sviluppare lotte, radicamento e programma su questo tema).

Il bilancio del Primo Maggio è positivo perché tante forze autorganizzate, tanti collettivi e compagni oggi si sono messi in gioco per far vivere questa data dal basso, per coprire quello spazio di lotta - e di lotta di massa - che i sindacati confederali e i partiti ufficiali non riescono più a coprire. Certo, siamo solo all'inizio, la fase non è facile: il Governo Renzi finora ha effettivamente funzionato - sia con la sua “novità” che con la quantità dei proclami - come un elemento di freno alla rabbia montante in milioni di italiani... Ma oggi abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione che, anche se c'è da crescere e migliorare in termini di coordinamento e di azione, un Primo Maggio di lotta, che rimetti al centro il proletariato in tutte le sue molteplici forme e che cerchi di intercettare i lavoratori - più o meno precari – e di praticare azioni di lotta radicali non solo è necessario, è sempre più possibile!

In particolare quest’anno si è affermata l’idea che IL PRIMO MAGGIO NON SI LAVORA, che cioè è prioritario, per mantenere in piedi il senso di questa giornata su cui si gioca fra le classi un conflitto che è davvero poco definire simbolico, una battaglia contro il lavoro festivo introdotto dai governi di centrosinistra e di centrodestra negli ultimi dieci anni. In molte città si è deciso di sostenere la mobilitazione che i lavoratori del commercio e della grande distribuzione stanno portando avanti da anni, in molte città si è provato a impedire il “normale” svolgimento della giornata lavorativa.

Ma molte altre iniziative hanno messo in discussione anche le forme della rappresentanza politica tradizionale che oggi non ha niente a che vedere con gli interessi proletari, hanno contestato chi ci governa anche grazie ai suoi manganelli, e hanno provato a mettere al centro della giornata il lavoro e chi lavora o aspira a farlo.

Invitiamo a segnalarci altre iniziative, interventi, azioni portate avanti nelle varie città.

 

Cominciamo da Torino, dove lo spezzone autorganizzato, netto contro il Governo Renzi e che poneva al centro della giornata questioni legate al Jobs Act, al Piano casa e del No Tav è stato più volte caricato dalle forze dell'ordine per evitare che entrasse in contatto proprio con la sfilata dei confederali e del PD. Cominciamo quindi esprimendo la nostra vicinanza e solidarietà. Inoltre è stato ribadito, al termine dal corteo dal palco sottratto alle dirigenze sindacali, il percorso di mobilitazione che porterà verso il semestre di presidenza italiana dell'UE e la mobilitazione contro il vertice sulla disoccupazione giovanile che si terrà proprio nel capoluogo piemontese l'11 Luglio.

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Napoli
In un centinaio tra lavoratori, studenti, sindacati di base, hanno presidiato il centro commerciale Leroy Merlin di Afragola che ha deciso di restare aperto il 1 Maggio, nonostante le proteste dei lavoratori delle ultime settimane proprio sui turni di lavoro e le mancate domeniche e festività di riposo. Un minicorteo è entrato all'interno del centro commerciale, presidiato dalla polizia e ha comunicato la propria solidarietà ai lavoratori e le lavoratrici costrette a stare sul posto di lavoro in questa giornata e invitando i clienti a fare altrettanto consegnando alle casse un coupon indirizzato alla direzione in cui si esprime solidarietà con chi lavora e si sceglie di non spendere più in quel punto vendita. [qui un commento]

Nel pomeriggio un corteo contro precarietà e devastazione ambientale ha attraversato le strade di Bagnoli, in quel territorio che l'anno scorso ha visto la contestazione proprio al concerto vetrina che i sindacati confederali avevano messo in piedi per lucrare e speculare ancora su un territorio devastato.

Roma
200 persone, studenti, disoccupati e lavoratori, si sono riuniti davanti ad Eataly (stazione Ostiense) per protestare contro l'apertura del centro commerciale proprio nel giorno della festa dei lavoratori. Lavoratori, quelli di Eataly, su cui pende il costante ricatto del non rinnovo del contratto, dato che sono tutti a tempo determinato. [qui un commento]

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Mantova
Al Fashion District di Bagnolo San Vito di Mantova si è tenuto un partecipato presidio per lo sciopero indetto dai sindacati. Importante la presenza di delegazioni di altri centri commerciali dell'Hinterland cittadino che hanno cosi espresso la loro solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori in sciopero. Gli attivisti di eQual hanno appeso ai cancelli dell'outlet uno striscione con su scritto "Precarietà, crisi e sfruttamento. Noi andiamo controvento", in riferimento al tanto contestato concerto che si terrà (?) stasera di Arisa, proprio nell’Outlet mantovano.

Livorno
Collettivi politici e sindacali livornesi riuniti sotto la sigla #boicottalosfruttamento hanno celebrato il Primo Maggio con iniziative articolate tramite affissioni di striscioni, presidi, e anche un volantinaggio in sostegno ai lavoratori e le lavoratrici di Pennymarket aperto la domenica e nei giorni festivi, 1 Maggio compreso. [qui più info]

Brescia
Il corteo sanziona e chiude il centro commerciale PAM aperto il 1 Maggio, contro il lavoro nei giorni festivi, il presidio si è mosso sotto la Prefettura dove è stato esposto uno striscione contro Governo Renzi, Piano Casa e Jobs Act

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Bologna
Due cortei hanno attraversato la città.
Il primo la mattina, lanciato dal sindacato di base Usb in piazza contro Renzi, il jobs act e lo spezzone per il diritto alla casa, per la scuola pubblica e contro la precarietà. Arrivati di fronte al McDonald’s di via Indipendenza, rimasto aperto nonostante il Primo Maggio viene lanciato sul pavimento un sacco pieno di vermi. “Il primo maggio non si lavora, si festeggia il lavoro e i lavoratori, il primo maggio è un giorno di lotta”.
Il corteo è stato raggiunto dallo spezzone "no coop" partito da via Zamboni promosso dall'assemblea studenti, lavoratori e pracari che sta portando avanti la lotta all'Unibo.

Il secondo corteo è partito alle 15 da piazza dell'Unità composto dai facchini non solo della Granarolo bolognese e da tanti solidali e occupanti case.

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Bergamo
Lo spezzone sociale composto da realtà di base, sindacati di base e occupanti case, attraversa la città dietro lo striscione "solo la lotta ci rappresenta". Al termine contestato e interrotto il comizio dei vertici dei sindacati confederali che provano a coprire con la musica la protesta, in particolare contro l'accordo sulla Rappresentanza del 10 Gennaio. [più info su bgreport]

Padova
Al presidio permanente ad Este si è pranzato in solidarietà alla lotta delle lavoratrici del Santa Tecla. Più di una cinquantina di persone tra tra lavoratrici e altri lavoratori e realtà solidali. La giornata prosegue fino a sera con altre iniziative di visibilità delle lavoratrici ad Este.

Salerno
A Salerno corteo organizzato da collettivi ed associazioni che si occupano prevalentemente di questioni ambientali. Pur essendo questo il tema centrale della manifestazione, non mancavano le realtà lavorative (Nexans, Filtrona, Isochimica), oppresse dalla crisi, che sfilavano cercando innanzitutto di avere un minimo di visibilità per vertenze in cui troppo spesso i lavoratori e le lavoratrici sono lasciati completamente soli. In primis da quel sindacato che sempre più spesso viene additato come complice delle politiche aziendali che significano chiusure, licenziamenti, cassa integrazione, riduzione del salario, intensificazione dei ritmi.[qui un commento]

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