Amazon: cosa si nasconde dietro un click

amazon matrix

2.000 lavoratori di Amazon in Germania (secondo nodo Amazon nel mondo per mole di spedizioni), hanno scioperato e sono scesi in piazza per rivendicare miglior salario e migliori condizioni di lavoro.

Lo Sciopero cominciato durante il turno notturno nella sede di Bad Essen il 21 settembre 2014, si è diffuso in altre tre diverse sedi tedesche:  Leipzig  (Sassonia), Graben  (Baviera) e Rheinberg (Nord Reno-Westphalia).

La rivendicazione principale è la richiesta di un contratto di lavoro di  “addetti alle vendite”. Nell'ultimo rinnovo contrattuale questa categoria ha infatti ottenuto un'incremento salariale del 5,1%, (circa 11,50 euro l'ora), mentre i “logistici” (nel quale sono inquadrati i lavoratori Amazon tedeschi) solo del 3%. In sostanza i dipendenti di altre compagnie che effettuano lo stesso lavoro percepiscono una paga oraria più alta. I 9.000 dipendenti tedeschi di Amazon ad esempio percepiscono 9,55 euro l'ora (lordi) che si eleva a 10,47  euro l'ora nel secondo anno di lavoro.
L'azienda in modo arrogante afferma semplicemente  : “ Voi non avete contatto col pubblico, per cui non necessitate di alcuna formazione, non lavorate mica da Harrod's;  dovete solo impacchettare , impilare e spedire, perciò non siete addetti alle vendite, e ringraziate la nostra magnanimità se abbiamo già elevato la vostra paga quest'anno”.

Ovviamente la pretestuosità impera; come abbiamo già detto  altri lavoratori di altre compagnie simili, che fanno lo stesso lavoro, sono inquadrati con contratti di “addetti alle vendite”.
I lavoratori speravano in una soluzione rapida grazie alla loro prova di forza, ma non è stato così: “Siamo pronti ad un autunno caldo” dice  Bernhard Schiederig del sindacato dei Ver.di. “ Amazon farebbe bene a smettere di respingere le nostre richieste”.

Questo è il fatterello iniziale, ma giustamente la lotta dei lavoratori è inquadrata in un contesto più ampio che riguarda non solo il salario ma anche le condizioni di vessazione e di umiliazione che sono costretti a subire, specie quelli a tempo determinato  (infatti in totale,  da 9.000,  arrivano a esserne  14.000 in tutta la Germania  durante i “picchi di vendita”, ad esempio a Natale, Epifania ecc.).
Molte cose nessuno le sa o fa finta di non saperle, ma la realtà a volte si fa beffe  dell'inverosimile.

Nel Febbraio 2013 la rete televisiva tedesca ARD mandò in onda un documentario sulle condizioni dei lavoratori stagionali (circa 5.000, per lo più immigrati) che venivano  “ospitati” in ostelli-dormitori forniti dalla compagnia, dopo essere  stati  trasportati via autobus tramite una compagnia subappaltatrice austriaca chiamata “Trenkwalder”.
Il documentario testimonia, grazie a video, interviste e fotografie , che gli addetti alla sorveglianza di una compagnia che addestrava i suoi vigilantes secondo la disciplina nazista e che si chiama : HESS Security (vi ricorda qualcosa?) vessavano in continuazione i lavoratori fin dentro i dormitori con ispezioni notturne in camera e in cucina dicendo : “Noi qui siamo la Polizia”: il loro compito era tenere l'ordine negli ostelli. Una donna, ad esempio, veniva sbattuta fuori,  minacciata e licenziata per aver  messo ad asciugare i vestiti sui termosifoni un'altra perché portava con sé i panini per la colazione ecc.
Il titolare della Hess inoltre risultava essere un ex hooligan di dichiarata fede nazista già conosciuto dalla polizia. Le guardie indossavano uniformi con stemmi nazisti.
I lavoratori percorrevano avanti e indietro, per impacchettare e spedire, in media 17 km al giorno sotto la costante minaccia di licenziamento e alla fine del lavoro le paghe promesse venivano sistematicamente decurtate con vari pretesti.
Amazon, dopo il polverone alzatosi in seguito a tutto ciò, affermava che non era a conoscenza di niente e che avrebbe indagato e preso provvedimenti.
Non ci stiamo inventando nulla, è tutto qui.

Ma non finisce qui; questo accade non solo nella civile Germania dove “dietro il velo perbenista si svela il volto di medusa” , come diceva un altro tedesco con la barba.
In Inghilterra, in particolare in Galles, a Swansea, i lavoratori erano costretti a ritmi inumani, per una paga di 6,5 - 8 sterline all'ora ( a seconda del turno) con turni di oltre 10 ore, percorrendo mediamente  11 miglia al giorno (circa 18 Km), indossando uno scanner da polso  collegato con un dispositivo visionato dal caporeparto che mostrava quanti secondi passavano fra un'operazione e l'altra; se il tempo eccedeva si sentiva un beep... al terzo beep : vaffanculo e licenziato....
Non è né Matrix né Minority Report :   il video è più eloquente delle parole e consigliamo vivamente di andarlo a vedere

In USA , in particolar modo in Pennsylvania, patria della dichiarazione dei diritti costituzionali americani, i lavoratori di Amazon sono costretti a lavorare in condizioni ambientali da girone dantesco;   le temperature raggiungevano i 100 gradi e chi si lamentava o si sentiva male e denunciava infortunio sul lavoro, se ne andava a fanculo pure lui.
I ritmi insostenibili e le minacce di licenziamento erano una cosa normalissima.
Una ispezione medica addirittura affermò che il clima e le temperature erano insostenibili e tra l'altro testimoniava di  una donna incinta addetta al magazzino che sveniva per il caldo insostenibile. Una ambulanza con dei paramedici stazionava regolarmente fuori l'azienda ( che generosità e premura però....)
Non ci credete? Allora leggete qui

Intanto i profitti crescono in maniera direttamente proporzionale allo sfruttamento intensivo.
Il profitto netto è salito da 97 milioni di dollari a 235 nell'ultimo trimestre del 2013. L'incremento di vendite complessivo annuale del 2013 è aumentato del  22% e con un fatturato di 74.45 miliardi di dollari , rispetto ai  61.09 del 2012 .
Ma gli investitori chiedono di più, perché i conti a volte tornano, altre invece, dipendono da come uno li guarda: nel capitalismo la matematica spesso, influenzata dall'estrazione di plusvalore con un saggio di sfruttamento sempre più elevato, diventa un'opinione.

Se diamo un'occhiata al bilancio dell'azienda a livello globale ci rendiamo conto della situazione come meglio non si può.

Intanto la lotta dei lavoratori tedeschi continua e quest'autunno , in Amazon e nella logistica in generale, in italia e in europa, si preannuncia abbastanza caldo.

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