[Verona] Contratti a tutele decrescenti all'aeroporto Valerio Catullo

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Meridiana Fly è la seconda compagnia aerea italiana e uno dei vettori presenti all’aeroporto Catullo di Verona. 
Una decina di giorni fa è uscita la notizia secondo la quale essa intende licenziare circa 1600 lavoratori (213 a Verona) su un totale di 1742.

Dopo un tavolo di trattativa con il governo l’azienda ha bloccato la procedura di mobilità fino al 21 ottobre di qust’anno.
La situazione all’aeroporto Catullo, per ciò che riguarda i lavoratori, è drammatica.
Quella prospettata da Meridiana è, infatti, solamente l’ultima di una serie di operazioni tese alla riduzione del personale di volo e di terra. Il caso Meridiana merita un ‘approfondimento particolare, e lo faremo nel proseguio dell’articolo.
Prima di farlo va ricordato che:


1) Alitalia è intenzionata a lasciare la postazione del “Valerio Catullo” con il conseguente licenziamento di 40 dipendenti. Entro metà ottobre dovrebbe aprirsi un tavolo di trattativa, da tenersi al ministero, chiesto dal governatore del Veneto Zaia. E’ doveroso dire che le aspettative non sono esaltanti, visto che solo pochi giorni fa l’azienda ha disertato un incontro con le parti sindacali e quelle istituzionali al gran completo. Un’altra postazione che Alitalia è in procinto di abbandonare è Venezia, con altri 60 lavoratori sull’orlo del baratro.
Fa rabbia vedere come la “compagnia di bandiera”, che vanta il “fior fiore” del capitalismo italiano nel consiglio di amministrazione, da Benetton a Pirelli passando dalla Marcegaglia, (e uno stuolo di inquisiti quali Riva, Ligresti e Caltagirone), dopo aver depredato per anni gli italiani puntando sull’amor patrio e sulla necessità del tricolore dipinto aull’ala di coda, abbiano ora il coraggio di licenziare!

2) Avio Handling offriva servizi di terra all’interno dello scalo scaligero e contava 219 dipendenti. Oggi 90 di loro sono in cassa integrazione mentre gli altri hanno accettato un contratto peggiorativo con la subentrante Gh. Per i 90 “irriducibili” lo spettro della mobilità è ben presente, visto che la Cig scadrà a fine dicembre.


3) Per quanto riguarda Meridiana Fly il massiccio licenziamento in programma non sembra dovuto solamente ad una perdita aziendale di fette di mercato o di profitti. Il progetto aziendale prevede infatti già da qualche anno il trasferimento del personale al vettore AirItaly, sempre di proprietà Meridiana! Il passaggio a questa nuova azienda non sarebbe certo indolore per i dipendenti, che sarebbero costretti ad accettare un contratto… a tutele decrescenti!


Questo fatto è documentato da una comunicazione del 25 ottobre 2013 dell’amministratore delegato Roberto Scaramella nella quale lo stesso “offre” alla totalità dei dipendenti la possibilità di licenziarsi da Meridiana ed essere assunti da Ayr Italy.


Questo tentativo di dumping aziendale è anche documentato in una interrogazione al parlamento europeo.

Ecco di seguito il testo dell’interrogazione:

11 dicembre 2013 E-014040-13
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione

Articolo 117 del regolamento

Giommaria Uggias (ALDE)

Oggetto: Rapporti interaziendali Meridiana Fly — Air Italy e violazione delle condizioni contrattuali dei dipendenti
Risposta(e)

Da diversi anni il gruppo Meridiana versa in un grave stato di crisi aziendale che ha costretto i vertici societari a ricorrere all’istituto della cassa integrazione per migliaia di dipendenti (1350 Meridiana Fly, 180 Air Italy e 170 Meridiana Maintenance). Al fine di garantire la ripresa dell’azienda, nell’autunno del 2011, il gruppo acquisiva il vettore Air Italy, integrandolo nel proprio ramo aziendale. Il nuovo assetto societario avrebbe dovuto rendere maggiormente competitiva e efficiente la compagnia creando al tempo stesso i presupposti per il risanamento aziendale. A due anni di distanza, quella che sembrava essere una missione di salvataggio dell’azienda si configura invece come una vera e propria operazione di dumping. Essa infatti prevede, da una parte, il progressivo spostamento delle attività di volo dal ramo Meridiana Fly a quello Air Italy con la parziale dismissione degli aeromobili in quota Meridiana Fly e la conseguente acquisizione di nuovi aeromobili in quota Air Italy e, dall’altra, l’abbattimento dei costi del personale in quanto Air Italy applica contratti meno onerosi. Già a partire dal 2012, un numero sempre crescente di voli con identificativo IG (Meridiana Fly) sono stati programmati e operati da aeromobili e personale della società Air Italy.

Inoltre, si ha notizia di una comunicazione inviata il 25 novembre 2013 dall’amministratore delegato del gruppo Meridiana, Roberto Scaramella, e indirizzata ai dipendenti del ramo aziendale Meridiana Fly, con la quale si prospetta a tutto il personale navigante la possibilità di cessare il rapporto di lavoro con Meridiana Fly e essere assunti dalla Air Italy, a condizioni imposte dall’azienda con un contratto di lavoro meno oneroso per il vettore e negoziato solo con alcuni sindacati (UIL — AMPAV — AMPAC). Poiché i lavoratori attualmente in cassa integrazione verranno messi in mobilità a partire dalla primavera del 2015, periodo in cui verrà meno la copertura degli ammortizzatori sociali, i dipendenti Meridiana Fly si trovano a dover scegliere tra il futuro licenziamento o l’assunzione presso il secondo vettore del medesimo gruppo a condizioni contrattuali peggiori e più onerose.

Alla luce di quanto esposto, può la Commissione far sapere:

1. se considera legittima la scelta di Meridiana Fly di ricorrere a aeromobili e equipaggi dell’altro ramo aziendale del gruppo (Air Italy) con il conseguente trasferimento dell’attività produttiva, mentre i propri dipendenti sono collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS);

2. se un’azienda (Air Italy) che opera in regime di crisi con CIGS dei lavoratori autorizzata dall’INPS possa assumere personale, senza ricorrere preventivamente in modo obbligatorio e non facoltativo al proprio personale posto in CIGS o in subordine al personale del gruppo Meridiana Fly, mantenendo però ferme le tutele previste dal contratto siglato dall’azienda controllante?

Alla luce di questo appare ora più chiaro il tentativo di Meridiana Fly: abbassare i costi (e massimizzare i profitti a danno dei dipendenti!
La situazione complessiva è che all’aeroporto Catullo, se le cose non cambiano nei prossimi giorni, i lavoratori potenzialmente licenziati tra ottobre e dicembre saranno non 213 ma 333, perché come abbiamo visto, le aziende che intendono lasciare lo scalo veronase sono tre.


A tutto questo va aggiunta la pavidità di alcuni importanti soci veronesi di Catullo spa (banca popolare di Verona e fondazione Cariverona in testa), che si stanno sganciando dalla società; la conseguenza di questo sarà un calo sensibile degli investimenti e l’ulteriore ridimensionamento dell’aeroporto
.

Questa è una delle tante storie che di questi tempi rieccheggia nel nostro paese e il cui denominatore comune è il tentativo di riversare sulle spalle dei lavoratori i costi della crisi causata proprio da grandi compagnie e banche!


Cosa fare per risolvere positivamente le vertenze in atto al Catullo? Qualcuno potrebbe rispondere di rivolgersi alla politica, ma la risposta è data dal fatto stesso che comune, provincia e regione fanno parte del consiglio di amministrazione di Catullo spa e quindi dovrebbero avere la possibilità in qualche modo di frenare l’esodo e i maneggi delle compagnie. Se non lo hanno fatto fino ad ora significa che o non hanno interesse a farlo oppure, per qualche motivo, non lo possono farlo!


Noi pensiamo che la soluzione vada cercata nell’unità dei lavoratori di terra e di volo delle diverse aziende e fare fronte comune per avere più forza contrattuale in ognuna delle tre vertenze ed una maggiore visibilità dei lavoratori!


Il nostro appoggio va a tutti i lavoratori e il nostro disprezzo a chi cerca sempre il modo per vessarli!

Rete Camere Popolari del Lavoro