Lettera di una lavoratrice a nero

lettera di  una commessa

Pubblichiamo una lettera inviataci da una lavoratrice che per anni ha lavorato nel commercio a Roma, prima di essere messa alla porta da un giorno all’altro. La descrizione delle condizioni di lavoro è la stessa che ascoltiamo ogni giorno in decine e decine di racconti di lavoratrici e lavoratori del settore, dal Nord al Sud del paese.

Lo sfruttamento più brutale, le lunghe ore di straordinario non pagato, il ‘nero’, le comunicazioni che vengono date da un giorno all’altro, senza alcun rispetto dei lavoratori, di cui pure tanto si riempiono la bocca imprenditori e governo: ecco cosa emerge dalla lettera. Che si chiude col riferimento al Jobs Act del governo Renzi, ponendo un punto di domanda sulle priorità di questo governo, più intenzionato ad una guerra contro i lavoratori che ad una soluzione dei loro problemi, di quelli che un lavoro ce l’hanno e di quelli che lo cercano.

Leggendo la lettera, qualcuno dirà che non c’è scritto nulla di nuovo, che queste cose si sanno già. E sicuramente è così. Tuttavia, speriamo che possa essere da stimolo a tante altre e tanti altri, affinché condividano la loro personale esperienza di sfruttamento con chi vive quelle stesse condizioni, vale a dire le altre lavoratrici e gli altri lavoratori. Non per semplice sfogo, ma perché può essere il primo passo per ri-conoscersi e magari organizzarsi, anche perché, come bene viene evidenziato nella lettera, non possiamo certo aspettare l’intervento al nostro fianco di istituzioni e sindacati complici.

Buona lettura a tutte e tutti.

Sono qui per raccontare la brutta storia di di 4 lavoratrici, serie e oneste trattate come schiave!!!
Ho iniziato a lavorare una catena di negozi di grandi firme a Roma, una realtà importante per la vendita di abbigliamento di grandi marche italiane e estere (Burberry, Hogan; Tod's; Fay,Blauer; etc etc ).
Sono stata assunta nel 2009 a NERO, lavorando 44 ore a settimana, orario di negozio 9-13 16-20, il sabato orario continuato 12 ore, prendendo mille euro al mese. Dopo poco scopro con mio  stupore che sono tutti a nero, tutti i dipendenti di 9 negozi più magazzino e ufficio, per un totale di 30 dipendenti.
Lavoro senza contratto, senza essere retribuita per le molte ore di straordinario effettuate sempre, specialmente durante il periodo dei saldi.

Poi nel 2012 finalmente mi viene comunicato che la società ci farà i contratti... Veniamo chiamati tutti a firmare un contratto di 16 ore a SETTIMANA, lavorando le restanti ore a nero naturalmente.
Adesso, dopo averci fatto firmare con l'inganno dei documenti dei quali non conosciamo il contenuto (firmi o vieni licenziato come è successo a una mia collega) siamo state licenziate così dalla sera alla mattina senza motivazione e senza giustificazioni.

Adesso in base alla busta paga avremmo una miseria di disoccupazione, ma la cosa più che mi fa rabbia e che il proprietario continua a lavorare nello stesso modo, con la gente a nero costretta ad accettare tutto pur di lavorare.

Non sono molto brava a scrivere , ma una domanda vorrei farla: perchè nessuno fa niente?? Dov'è la guardia di finanza? I sindacati? L'ispettorato del lavoro?? In 5 anni che ho lavorato mai un controllo, anzi quando sono venuti una o due volte siamo stati avvisati e quindi ci siamo nascosti.
Chi risarcirà me e le mie colleghe degli anni di contributi persi?
Della disoccupazione che non prenderemo? Pur avendo lavorato come schiave per 5, 6 o 7 anni??
E a cosa pensa il nostro governo?? A togliere l'articolo 18?? Prima dovrebbero creare una condizione di lavoro seria e poi pensare a governarlo, la maggior parte della gente lavora a nero senza nessuna tutela, e nessuno l'aiuta, perché poi se vai a fare denuncia devi avere i testimoni le prove... Ma andate voi a controllare come si può gestire un negozio di abbigliamento con una sola dipendente dichiarata 16 ore a settimana?? Nessuno si chiede il resto nelle ore chi cavolo ci lavora??
Sono veramente amareggiata e delusa dall'Italia e dagli Italiani.

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