AMA Roma: cassonetti pieni...di chi è la colpa?

AMA Roma: cassonetti pieni

Secondo il sindaco e i giornali romani la colpa è degli operatori Ama che sarebbero troppo assenteisti e sfaticati, un'accusa che da 30 anni Governi e televisioni lanciano ai lavoratori pubblici per giustificare le privatizzazioni.

In realtà un lavoratore Ama carica ogni giorno più rifiuti di quanto dovrebbe, nei camioncini arriva oltre le sponde, contravvenendo al regolamento. E allora perché i rifiuti restano per strada?

  • Perché gli impianti pubblici e privati dove vengono smaltiti i rifiuti di Roma non bastano dopo la chiusura della discarica di Malagrotta, e spesso i camion restano in fila fuori perché non possono scaricare.
  • Il problema non è che Malagrotta è stata chiusa dopo 30 anni, ma che è stata tenuta aperta tutto questo tempo: inquinando definitivamente la zona e tutta la città, arricchendo a dismisura il suo proprietario Cerroni – ora agli arresti domiciliari assieme ai politici che lo hanno favorito.
  • Tutti parlano di puntare sulla differenziata, e la raccolta porta a porta è partita in tante zone della città. Ma nessuna nuova assunzione è stata fatta per un lavoro che necessità di più braccia umane, per ogni tipo di rifiuto da raccogliere. I lavoratori per il porta a porta sono stati spostati dalle zone dove non c'era, diminuendo ulteriormente le braccia al lavoro e quindi i rifiuti raccolti in quelle zone.
  • Chi presenta la privatizzazione come la soluzione del problema dei rifiuti fa finta di non sapere che tanti problemi della gestione dei rifiuti derivano proprio dalla relazione, criminale o meno, tra l'amministrazione e le ditte private che hanno preso in appalto il servizio: sia Cerroni sia le cooperative che raccoglievano la differenziata da uffici, ristoranti ed altri privati, tra le quali la 29 giugno di Buzzi!
  • Proprio come per l'Atac un migliore servizio necessiterebbe di più assunzioni per svolgere un lavoro, quello della differenziata, che necessita di più braccia, più manutenzione dei camion e camioncini, che spesso non viene potuta fare per mancanza di pezzi di ricambio, e impianti di trattamento della differenziata che siano fatti nell'interesse collettivo e non in quello dell'arricchimento dei privati.
  • E i soldi? I soldi li dovrebbero intanto pagare tutti i ministeri, enti pubblici e amministrativi, grosse committenze private, che hanno accumulato centinaia di migliaia di euro di debiti con l'Ama per mancato pagamento del servizio reso (e che ora si lamentano degli sprechi!). Si dovrebbero togliere dalle buste paga dei dirigenti che arrivano a 100.000 euro l'anno. Le dovrebbero versare le casse dello Stato che negli ultimi decenni non ha fatto che tagliare soldi alla spesa locale, per diminuire le tasse ai ricchi, fare opere inutili per arricchire i privati come la Tav, regalare soldi alle imprese come il miliardo di euro che quest'anno verrà dato in premio a chi assume con il nuovo contratto precario a tempo indeterminato di Renzi.

Per approfondire leggi l'inchiesta del Coordinamento Operaio AmaI RIFIUTI DEL(LA) CAPITALE

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