[Casoria - Na] Lavoratori dell'Alenia in lotta

Contro il piano aziendale un corteo ed un consiglio comunale straordinario lo scorso lunedì 26 settembre.

Una mattinata di sciopero e corteo per la difesa del posto e delle condizioni di lavoro. Questa è stata la giornata di lunedì 26 settembre. Operai ed impiegati dello stabilimento Alenia di Casoria sono scesi in strada per protestare contro il piano industriale presentato dall'Alenia, società controllata da Finmeccanica.

Un piano che prevede a livello nazionale circa 1200 esuberi, la chiusura degli stabilimenti di Venezia, Roma e Casoria, i cui dipendenti sarebbero poi trasferiti in altre sedi del gruppo (per quelli di Casoria si parla di uno spostamento a Nola), periodi di cassa integrazione per 1000 lavoratori ed esternalizzazioni di attività che impiegano al momento circa 500 addetti. I settori colpiti dal piano di esternalizzazioni saranno la logistica, i magazzini, i servizi di guardia e quelli amministrativi.

 

alenia3.jpg

La fusione tra Alenia Aeronautica e Aermacchi (ad oggi controllata di Alenia) darebbe poi luogo ad uno spostamento della sede legale dell'azienda da Pomigliano d'Arco a Venegono, paesino di mille anime nel varesino, sede proprio dell'Aermacchi (tra i cui dirigenti figura la signora Emilia Macchi, moglie del ministro degli interni Roberto Maroni).

Si tratta quindi di un piano in piena linea con quella che politici, industriali e mass media propagandano come “razionalizzazione”, espressione tranquillizante per celare la realtà dei fatti che all'Alenia, così come in tante altre realtà industriali del paese – ed in particolare del Sud Italia – è fatta di estromissione di tante lavoratrici e tanti lavoratori dal ciclo della produzione. Le commesse che continuano ad arrivare in notevole quantità, un'attività industriale che procede a gonfie vele rendono ancor più difficilmente digeribili le scelte aziendali. Quali ragioni sono alla base del piano dell'Alenia? La motivazione che più circola tra operai ed impiegati è di carattere politico: la Lega Nord, rappresentata nel cda Finmeccanica, starebbe facendo pressioni per cercare di spostare attività produttive e ricchezza dal Sud al Nord del paese. Di qui un fortissimo sentimento antileghista, espresso durante tutto il percorso del corteo con slogan, striscioni e cartelli.

Il corteo, partito dai cancelli della fabbrica è arrivato alla sede del Comune di Casoria, dov'era stato indetto un consiglio comunale straordinario per affrontare il caso Alenia.

Ciò che vogliamo sottolineare di quest'incontro non sono tanto le parole dei politicanti presenti. Ce n'erano tanti, di ogni schieramento politico, dai rappresentanti comunali a quelli regionali fino a parlamentari con responsabilità di carattere nazionale. L'esperienza di anni di battaglie mostra che troppo spesso le parole di solidarietà rimangono tali; che le promesse profuse si rivelano da marinai; che i toni populistici possono incendiare gli animi ma hanno più la funzione di raccattare voti che quella di risolvere le questioni.
Vogliamo invece concentrarci su due aspetti: da una parte sulle parole dell'azienda stessa, dall'altra sul clima che si respirava tra gli operai di Casoria. L'amministratore delegato Giordo, tramite una lettera indirizzata al sindaco di Casoria, scriveva di un piano che avrebbe tutelato ogni singolo posto di lavoro ma, continuando a scorrere la missiva, parlava di una ristrutturazione “quantitativa” da accompagnare con strumenti che avrebbero il compito di minimizzare l'impatto sociale delle misure adottate. Dietro espressioni tanto arzigogolate, degne del miglior azzegarbugli, c'è il timore più che fondato che si vogliano far passare misure quali mobilità, cassa integrazione, anticipazione della pensione, ecc. La diffidenza degli operai sembra quindi più che giustificata. E questo è il secondo punto che vorremmo sottolineare. Operai ed impiegati sono giunti in consiglio comunale certamente con la speranza di trovare una sponda nella politica. Ma sono sembrati assolutamente convinti del fatto che solo con la lotta potranno spingere industriali e politici ad assumersi le proprie responsabilità e a fare marcia indietro. Gli applausi che scrosciavano ogni qual volta qualche RSU accennava alla possibilità di uno sciopero generale di tutto il gruppo Alenia sono il messaggio che i lavoratori di Casoria - ma anche le RSU di Pomigliano e Nola - hanno lasciato come eredità della giornata di lotta di lunedì.

C'è da star certi che venderanno cara la pelle.

Rete Camere Popolari del Lavoro