[Foggia] Prime vittorie dei braccianti agricoli della Capitanata... quando solo la lotta paga!

Il corteo a Foggia

Quando le cose proprio non vanno, quando l'unico modo per sopravvivere a quanto pare è stare chinati sotto il sole, e se va bene 'solo' per 10 ore, a raccogliere pomodori a un ritmo velocissimo perché, anche quando si tratta di pomodori per la trasformazione, che quindi non hanno l'urgenza di arrivare super freschi sugli scaffali dei supermercati, la filiera ha comunque i suoi tempi, e sono tempi stringenti.

Quando non si ha alternativa se non accettare questo sistema perché tanto si è invisibili o lo si diventa improvvisamente, perché per rinnovare il permesso di soggiorno ad esempio le istituzioni preposte iniziano a pretendere requisiti non previsti dalla legge, e non si può che accettare tutto ciò. Quando dopo tutti i soprusi della giornata finalmente si torna a casa... però in realtà non è proprio una casa, e non la si può definire così neanche lontanamente, piuttosto una tenda in cui a malapena si riesce a respirare, o una baracca da dividersi con qualche ratto... Quando le cose proprio non vanno, è ora di cambiare, e solo quando lottiamo insieme e uniti arriva il vero cambiamento!

La settimana scorsa i braccianti della Capitanta sono scesi nelle strade di Foggia perché le istituzioni e i padroni non possono continuare a far finta di nulla, o a fare grandi discorsoni per poi non prendersi alcuna responsabilità. E la lotta dei lavoratori agricoli ha pagato: la Prefettura ha immediatamente convocato due tavoli nei giorni successivi al corteo, uno per i documenti e uno per il lavoro, in occasione dei quali i lavoratori sono riusciti a conquistarsi importanti vittorie, per nulla scontate.

Di seguito vi riportiamo i due comunicati della rete Campagne in Lotta relativi ai tavoli che si sono tenuti presso la Prefettura di Foggia i giorni 9 e 10 settembre.

 

Foggia: Prime Vittorie per i Lavoratori delle Campagne

Ieri 9 settembre la Rete Campagna in Lotta e il Comitato dei Lavoratori delle Campagne hanno preso parte al primo tavolo istituzionale ottenuto dopo la manifestazione di venerdì scorso. Permessi di soggiorno e residenza erano l’oggetto dell’incontro, al quale hanno partecipato, oltre alla Prefettura, anche il Questore e la Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Foggia.

Ad accompagnare la delegazione, sotto il palazzo della Prefettura sono accorsi molti lavoratori provenienti da diversi insediamenti in Capitanata, per continuare a sostenere le proprie richieste.

I lavoratori hanno rivendicato con determinazione la possibilità di accedere a servizi e tutele – dai contratti di lavoro alla sanità, per citare soltanto le questioni più salienti – attraverso il riconoscimento di permessi di soggiorno, residenze ed altri documenti. Prefettura e Questura si sono impegnate a garantire tutele minime attraverso l’attivazione di diversi percorsi, tra cui:

- Riesame delle posizioni giuridiche dei lavoratori senza permesso di soggiorno da parte della Questura di Foggia

- Attivazione dell’iscrizione anagrafica per senza fissa dimora, valida come residenza e per il rinnovo dei permessi di soggiorno, presso tutti i comuni della provincia di Foggia.

- Verifica da parte delle autorità competenti di irregolarità relative al rinnovo del permesso di soggiorno (nella fattispecie requisiti, procedure e tempi di attesa), e al rilascio del titolo di viaggio.

Per i lavoratori stranieri scesi in piazza si tratta di una prima importante conquista, ottenuta grazie ad una lotta portata avanti nonostante pesanti ricatti. Chi lavora senza tutele né alternative, come la maggior parte dei braccianti stranieri, ha messo in gioco la propria sopravvivenza scegliendo di organizzarsi contro un sistema di sfruttamento e isolamento.

 

Foggia: nuovo tavolo in prefettura sul lavoro

Ieri 10 Settembre la Rete Campagna in Lotta e il Comitato dei Lavoratori delle Campagne hanno preso parte al secondo tavolo istituzionale ottenuto dopo la manifestazione di venerdì scorso. L’incontro si è strutturato intorno alla questione lavorativa. All’incontro erano presenti oltre alla Prefettura, anche il Questore, le associazioni datoriali, i sindacati di categoria, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, la direzione provinciale del lavoro e alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio.

Anche ieri ad accompagnare la delegazione, sotto il palazzo della Prefettura sono accorsi molti lavoratori provenienti da diversi insediamenti in Capitanata, che hanno dimostrato solidarietà con i loro portavoce impegnati nelle discussioni all’interno e hanno continuato a sostenere le proprie richieste.

In questa seconda giornata di discussione i lavoratori in sit-in sotto la prefettura hanno continuato a rivendicare con determinazione la possibilità di accedere a servizi e tutele – dai contratti di lavoro al trasporto sui campi, alla questione abitativa e la sanità, per citare soltanto le questioni più salienti – ribadendo la necessità di lavorare in parallelo sull’accesso ai documenti e la tutela dei diritti sul lavoro.

La Rete Campagne in Lotta ed il Comitato dei Lavoratori hanno proposto al tavolo di concentrasi su tre questioni fondamentali:

  1. Garantire il rispetto della normativa sul trasporto dalle abitazioni ai luoghi di lavoro, con riferimento all’articolo 53 del contratto provinciale sul lavoro, che già prevede che i lavoratori abbiano garantito il trasporto gratuito. Offrire il trasporto verso i luoghi di lavoro rappresenta un’azione concreta ed indispensabile per attaccare frontalmente il fenomeno del caporalato. L’onere finanziario – come citato dalla norma contrattuale – ricade sulle aziende. Pur rimanendo centrale l’onere aziendale proponiamo, affinché si affronti l’emergenza nell’immediato, una partecipazione pubblica al finanziamento. Consideriamo di facile applicazione una formula che veda la messa a disposizione dei mezzi di trasporto pubblici da parte della COTRAP con una tariffa agevolata per le imprese. È necessario istituire punti di raccolta da cui i lavoratori possono essere trasportati verso le aziende agricole.

  2. Affrontare la questione abitativa in quanto problema strutturalmente legato all’organizzazione del lavoro nel settore agricolo. Perciò rifiutiamo qualunque tentativo di risoluzione tramite canali “emergenziali” quali l’istituzione di tendopoli “provvisorie” (si veda il caso di Rosarno, dove la tendopoli si è rapidamente trasformata in un nuovo ghetto) e lo sgombero di insediamenti più o meno informali. Piuttosto ci rifacciamo all’esempio della Riforma agraria (1950) riguardo la gestione massiva della questione abitativa e invitiamo a riflettere insieme sul possibile recupero di stabili costruiti in quel periodo, quali case consortili e casolari, che ad oggi rimangono in disuso o addirittura già abitate nonostante le condizioni precarie dagli stessi lavoratori. Questi stabili sorgono in posizioni strategiche nelle campagne, facilmente collegabili con i luoghi di lavoro. Alcuni esempi di queste strutture si possono trovare a Borgo Tressanti, Borgo TreTitoli (Cerignola) e all’interno del Ghetto che sorge nel territorio del comune di S.Severo. Proponiamo altresì il recupero dei molti hotel in abbandono tramite l’acquisizione e la ristrutturazione di questi da parte della Regione e delle organizzazioni datoriali.

  3. Nell’attesa che la questione abitativa sia affrontata come sopra, richiediamo l’istituzione immediata dei servizi minimi essenziali e dei presidi sanitari pubblici all’interno degli attuali insediamenti dei lavoratori in Capitanata. L’intento ancora una volta è quello di uscire da una logica di gestione contingente ed emergenziale in cui ancora oggi tali servizi vengono in parte forniti da organizzazioni del terzo settore.

Vogliamo sottolineare come all’interno del tavolo le associazioni datoriali ed i sindacati abbiano dimostrato la mancanza di volontà di confronto con i lavoratori e di considerazione per le proposte concrete che sono state portate da chi ha chiesto il tavolo. Tanto che durante l’incontro non è stato possibile discutere nessuno dei punti sopra elencati se non in maniera assolutamente superficiale.

L’unica proposta concreta strappata al tavolo è stata di organizzare un incontro tecnico al fine di raggiungere un accordo sulla questione dei trasporti. I lavoratori attendono da tempo una risposta a queste questioni fondamentali, adesso è il momento di concretizzare le molte promesse fatte dalle istituzioni, dai sindacati e dalle associazioni datoriali. Ci auguriamo dunque che tale incontro possa tenersi nel piu breve tempo possibile.

 

Rete Camere Popolari del Lavoro