[Padova] Prosegue la lotta contro i licenziamenti del magazzino PAM

Da oltre un mese si è aperto a Padova un nuovo capitolo della lotta per i diritti dei lavoratori della logistica. Tutto ha avuto inizio tra fine agosto e inizio settembre, quando la cooperativa Ellemme, che gestisce i magazzini di PAM e Aspiag/Despar all’interno dell’Interporto di Padova, ha di fatto licenziato un lavoratore del magazzino PAM

Da oltre un mese si è aperto a Padova un nuovo capitolo della lotta per i diritti dei lavoratori della logistica. Tutto ha avuto inizio tra fine agosto e inizio settembre, quando la cooperativa Ellemme, che gestisce i magazzini di PAM e Aspiag/Despar all’interno dell’Interporto di Padova, ha di fatto licenziato un lavoratore del magazzino PAM

, utilizzando la formula dell’esclusione da socio. Una mossa frequente, nelle finte cooperative della logistica: prima si impone ai lavoratori di diventare “soci” della cooperativa e poi si utilizza questa loro qualifica per allontanarli dal posto di lavoro senza far figurare un licenziamento formale.
ADL Cobas ha cominciato a lottare per il reintegro del lavoratore (la cui vicenda è stata anche portata direttamente a conoscenza del ministro Poletti quando è venuto a Padova alla festa del PD il 20 settembre), che ha portato negli ultimi due mesi a diversi blocchi e rallentamenti dell’Interporto: tra questi, il più duro è stato il 21 ottobre, in concomitanza con lo sciopero “generale” di ADL, USB e SI Cobas che ha visto azioni di lotta in tutta Italia. E in seguito a questa giornata, altri 7 lavoratori sono stati sospesi da Ellemme – anche loro con la minaccia incombente dell’esclusione da socio: nelle lettere che notificano il provvedimento, tra le principali contestazioni figura proprio la partecipazione ai blocchi del 21.

In poche settimane, questa lotta ha assunto i contorni di uno scontro politico di più ampio respiro. Con Ellemme, infatti, si sono schierati anche la dirigenza dell’Interporto, che lamenta negli ultimi due mesi perdite complessive di oltre 75.000 euro a causa dei blocchi (tanto che Pam e Aspiag minacciano di trasferirsi a Monselice), la Confindustria locale e pure la CGIL. Il problema centrale rimane quello dell’organizzazione sindacale e politica dei lavoratori: questa sembra essere la vera posta in gioco dello scontro (come già accaduto, sempre in Veneto, per esempio nel 2014 al magazzino Aspiag e all’inizio del 2016 al Prix di Grisignano di Zocco).

Ma la capacità dei lavoratori di tenere duro e addirittura rilanciare si può misurare dall’importante notizia che è arrivata proprio in questi giorni: ADL Cobas e SI Cobas hanno firmato un importante accordo con i principali corrieri operanti in Italia (GLS, BRT, TNT e una dichiarazione di intenti da parte di SDA), generalizzando a livello nazionale le conquiste fatte nei singoli magazzini, quasi un nuovo CCNL!
E anche a Padova, nonostante le pressioni, la lotta non si ferma: il 2 novembre un centinaio di facchini ha rallentato i mezzi in entrata e uscita dall’Interporto, mentre il 5 un altro presidio davanti al supermercato PAM ha ricordato a Ellemme, Confindustria e a tutti i padroni che non possono fare i loro comodi sulla pelle dei lavoratori.

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