Almaviva al MISE, tutto da rifare

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Finito con un pareggio l’inconto del 16 Novembre al MISE che ha visto seduti al tavolo i delegati della multinazionale delle comunicazioni Almaviva, le sigle sindacali ed il ministro Bellanova. Peccato però che in ballo non c’è uno scudetto ma il futuro di centinaio di famiglie. 

L’azienda, insistente come un mulo, continua a ripete che i siti di Napoli e di Roma sono i siti più improduttivi, registrando un calo delle perdite del 50%. Come se le cause di tali perdite fossero imputabile ai lavoratori coinvolti o alle strutture in se, e non al fatto che l’azienda ha strategicamente dirottato i volumi di commesse verso altri siti. 

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Ancora più insistentemente i sindacati continuano a chiedere il coinvolgimento del governo, come se altre iniezioni di ammortizzatori sociali possano risolvere un problema politico che vede coinvolta una delle più grandi multinazionli al mondo della telecomunicazione che da anni  delocalizza, apre siti lì dove gli sgravi fiscali sono maggiori ed approfitta delle riforme sul lavoro per aumentare i profitti abbassando i costi del lavoro. 

La Bellanova, come da manuale del buon paciere, ha sospeso l’incontro, invitando le parti ad rincontrarsi. 
Questo gioco delle tre carte lo conosciamo bene, ce lo ha insegnato in primis la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici Almaviva la scorsa primavere, e sospendere, rinviare e placare non porterà a nulla di buono per i lavoratori. 
 Intanto in azienda, nonostante le difficoltà,  si continua a resprire un clima di mobilitazione e solidarietà tra i lavoratori. Delegare il proprio futuro ad altri non è possibile, e i lavoratori nel sito di Napoli si sono già organizzati con una raccolta firme per sostenere i sindacati nel rifiutare qualsiasi accordo bidone, ad alzarsi dal tavolo delle trattative e portare avanti le posizioni e le voci dei lavoratori. 

I LAVORATORI  Almaviva siamo NOI
Solidarietà con chi lotta. Solidarietà con i lavoratori e le lavoratrici Almaviva  

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