[Verona] Azienda Trasporti Verona (ATV): I lavoratori contro la privatizzazione

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L’azienda dei trasporti di Verona (ATV) è in queste settimane sotto l’occhio del ciclone dopo che la Provincia ha deciso di mettere in vendita le sue quote (che divide con il Comune), pari al 50%. Con una proposta di 21 milioni di euro su una base di partenza di 12, Ferrovie Nord (partecipata della regione Lombardia) ha sbaragliato ogni possibile concorrente. Nonostante i bilanci del 2014 e del 2015 si siano chiusi in positivo (+1.7 e +1.5 milioni) la Provincia ha deciso di vendere e il Comune ha scelto di non usufruire del diritto di prelazione. In tutto questo non una parola è stata chiesta ai lavoratori e alle lavoratrici, tantomeno ai cittadini/e.  

Che una scelta di tale rilevanza per il territorio non sia condivisa è un fatto estremamente grave; l’esempio padovano di Busitalia ci parla di un drastico peggioramento delle condizioni lavorative, nonché del servizio offerto. E iniziano infatti ad emergere le prime contraddizioni, di fronte alla proposta di Ferrovie Nord, che non solo è doppia rispetto alla base d’asta, ma è anche superiore al valore di tutta l’azienda, pari a 20 milioni. I conti non tornano e se la situazione non è delle migliori in Lombardia, figuriamoci cosa accadrà nella città scaligera!

Le domande se le stanno ponendo anche i lavoratori, che ora si stanno mobilitando. Dopo un volantinaggio davanti alla Stazione, nella sera del 24/02 hanno appeso vari striscioni in alcuni luoghi simbolo della vicenda: davanti alla sede di ATV; presso la segreteria del partito del sindaco Tosi (Fare!) e nella sede centrale del municipio. Non è possibile gestire questa situazione senza rendere partecipi i lavoratori e tutti coloro che usufruiscono del trasporto pubblico. Gli autobus sono i mezzi di trasporto quotidiani di centinaia di studenti, lavoratori e anziani, e a loro bisogna far riferimento qualora si intenda intervenire sul servizio. Quando un servizio è pubblico i profitti ritornano sul territorio, quando non lo sarà più, dove finiranno? E che qualità del lavoro e del trasporto sarà offerta al fine di guadagnare sempre di più?

Dobbiamo pretendere chiarezza e trasparenza in questa vicenda, ma anche e soprattutto un trasporto pubblico che ritorni a pensare al popolo, alla gente che lo usa tutti i giorni.

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