Cosa si muove

[Rosarno] Appello contro lo sgombero della tendopoli dei braccianti
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Le persone che vivono nella tendopoli di San Ferdinando (tra Rosarno e Gioia Tauro) si stanno organizzando per resistere all'imminente sgombero (18 agosto). Finora le rivendicazioni portate avanti con determinazione durante anni di lotte hanno ricevuto come risposta dallo Stato solo violenza e repressione. Alle ripetute richieste di permessi di soggiorno per tutti, contratti regolari, case e trasporti le istituzioni hanno risposto con la predisposizione di un nuovo campo, circondato da recinzioni, controllato da telecamere e con accessi regolati da badge con foto e impronte digitali. Gli abitanti della tendopoli hanno più volte espresso il loro totale rifiuto a vivere in un luogo che assomiglia a un carcere a tutti gli effetti, dove non è lasciato spazio all'autodeterminazione personale e alla libertà di circolazione, per la costruzione e mantenimento del quale sono stati spesi circa 600000 euro. Loro non si arrendono, ed il 18 agosto sono determinati a far sentire la loro voce, a decidere delle proprie vite.
Per questo invitano tutti a conoscere la loro situazione e a supportarli. Ripubblichiamo il loro appello fatto circolare tramite la rete Campagne in lotta..

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[Napoli] Aggioranamento sulla lotta dei quattro lavoratori Hitachi.
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AGGIORNAMENTO VERTENZA HITACHI. SOSTENIAMO I LAVORATORI LICENZIATI, DA DUE GIORNI SU UNA GRU A 40 GRADI!

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[Salerno] Tavolo in Prefettura a Salerno per lavoratrici Unisa.
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Ripubblichiamo dai compagni dello Spazio Pueblo un aggiornamento sulla vertenza delle addette alle pulizie dell'Unisa

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[Roma] Gli scioperi nel trasporto pubblico pagano: frenata su privatizzazioni e tagli ai diritti dei lavoratori
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Quello che nel 2015 la corte costituzionale ha bocciato, alla fine solo la lotta dei lavoratori è riuscita veramente a stroncare!

Non vogliamo cantare inni di gloria prima di aver sentito il fischio di fine mancando ancora il passaggio alla camera, ma con un emendamento fatto al DL sul mezzogiorno è stato reintrodotto il regio decreto 148.

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Tuodì: nulla di fatto al tavolo al MiSE
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Continua la crisi del gruppo della grande distribuzione Tuo che gestisce la catena di supermercati Tuodì. A rischio migliaia di posti di lavoro a fronte di un'azienda che non si è neanche degnata di presentarsi al tavolo convocato al Ministero dello Sviluppo Economico! Questo il livello di arroganza espresso dall'AD Faranda nel silenzio del governo e nell'impotenza dei sindacati confederali.
Sotto al ministero intanto si svolgeva il presidio dei lavoratori: obiettivo primario è e dev'essere quello di difendere posti e condizioni di lavoro, evitando che i comportamenti speculatori e rapaci dei padroni ricadano sul destino di migliaia di persone. Per questo era doppiamente importante la presenza dei facchini del magazzino Tuodì di Roma organizzati con il SiCobas, vittime per anni di sfruttamento abominevole e truffe continue da parte delle cooperative che il gruppo utilizza per assoldare manodopera a prezzo stracciato. Importante per ricordare quanto non ci si possa fidare di padroni del genere e di sindacati che non hanno fatto niente per fermare situazioni intollerabili come questa, ma anche per ribadire l'importanza di muoversi uniti per mantenere e conquistare un lavoro dignitoso!

di seguito il comunicato del SiCobas di Roma.


Trasformare la delusione in Rabbia!

La giornata del 26 Luglio sarà stata vissuta da molti commessi e commesse del gruppo Tuo dì come una amara sorpresa. Niente pagamento della quattordicesima, niente ritorno al lavoro per tutti e neanche la certezza della Cassa Integrazione per i periodi di forzata inattività, visto che è tutto da verificare la disponibilità dei fondi presso l’Inps (esattamente come nell’accordo truffa firmato dalla Filt qualche giorno fa). Ma soprattutto NESSUNA CERTEZZA DI RILANCIO DELL’AZIENDA, visto che il piano industriale è ancora interamente da scrivere! L’incontro non è stato convocato per decidere nulla, ma solo per informare i consulenti addetti alla scrittura delle soluzioni che riguardano il futuro delle nostre vite sui particolari miserevoli delle nostre vite.
La chiusura di più di cento negozi prima del 17 Luglio (giorno che doveva essere la rinascita dalle ceneri di Tuodì) appare per quello che è: il primo passo per preparare lo spezzatino dei pezzi considerati vendibili.
A tanto è servito un lungo tavolo al MISE dove neanche la direzione dell’azienda e il nuovo Commissario Giudiziario hanno avuto il coraggio di presentarsi lasciando i sindacati a confrontarsi con dei consulenti come se la stesura del piano fosse una mera questione tecnica e non la riaffermazione del principio che la crisi di Tuo dì LA DEVE PAGARE CHI L’HA CREATA.
L’assenza totale di prospettiva che si rivela dopo la giornata di oggi deve convincerci tutti che non sarà vedere Faranda (che neanche si degna di presentarsi) ad un Tavolo governativo a garantirci il posto di lavoro! Se Faranda non gradisce parlare con i suoi dipendenti neanche Noi abbiamo bisogno di parlare con un padrone che ha portato sull’orlo del fallimento un gruppo di migliaia di dipendenti. È evidente che è necessario cambiare controparte e rivolgerci direttamente al Commissario Governativo che dovrà vigilare sulla stesura del Piano Industriale, e riaffermare che neanche un esubero deve uscire da questa sporca crisi!
Lo dovremo fare con la lotta però, senza guardare alle appartenenze, e coinvolgendo tutti quei colleghi, dipendenti diretti e non che sono sfiduciati dall’inerzia di questi mesi e convincendoli del fatto che senza mettersi di traverso il piano industriale verrà scritto sulle nostre teste!
C’è ancora molto spazio per lottare e tutto da conquistare perché troppo poco è stato fatto in questi mesi! Se le banche vengono salvate con soldi pubblici allora i creditori devono essere obbligati a non pretendere esuberi.
È l’unica strada che ci garantirà qualcosa ora che lo spettro del fallimento si avvicina sempre di più!

Comitato di sciopero Tor Cervara
Coordinamento Provinciale Sì Cobas Roma

[Roma] Sky: esuberi in HD
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L’ennesimo incontro di ieri al Ministero del Lavoro tra sindacati confederali e Sky Italia per discutere del futuro dei 124 lavoratori destinati al licenziamento e dei 400 destinati al trasferimento si è concluso con un nulla di fatto.

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Rete Camere Popolari del Lavoro