[Napoli] 15 Dic: Siamo solo all'inizio! Come contrastare il Jobs Act, che prospettive organizzative?

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LUNEDI 15 DICEMBRE - 18:00
SPAZIO ME-TI (via atri, 6 - angolo pizzeria sorbillo tribunali)

Cosa resta all’indomani dello sciopero generale e dell’approvazione del Jobs Act? Dopo un autunno di lotte e rinnovato protagonismo da parte dei lavoratori, come proseguire? Che prospettive organizzative?

ci confronteremo con
- il Coordinamento lavoratrici e lavoratori livornesi
- lavoratori dell’Alenia di Nola (NA)

sulle possibili vie per contrastare il Jobs Act e sperimentare nuovi modelli organizzativi che, partendo dal basso, siano capaci di restituire a tutti lavoratori – tipici e “atipici”, precari o meno precari – la forza di far sentire la loro voce, sviluppando quell’unità e quell’autonomia di classe che sole possono permetterci di vincere.

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Cosa resta all’indomani dello sciopero generale e dell’approvazione del Jobs Act?

I sindacati confederali, dopo anni di pressioni dalla base, dicono di aver “fatto la loro parte” proclamando questo sciopero e il sì del Senato – incassato grazie al meccanismo del voto di fiducia sulla legge delega – sembra aver messo a tacere le timide rimostranze contro la riforma del lavoro proposta da Renzi e caldeggiata da Confindustria.

Questo almeno è quello che vogliono farci credere.

Ma se per alcuni quest’autunno di opposizione alle politiche di compressione dei diritti del Governo Renzi, ma soprattutto di lotte sui posti di lavoro (basti pensare al caso dell’Ast di Terni e della TRW di Livorno), è già acqua passata, questo per noi non è che l’inizio.

Non solo perché il Jobs Act, così com’è, si configura come una delega in bianco, è ancora tutto da scrivere e ci lascia dunque un enorme spazio di intervento per opporci ad esso, ma soprattutto perché il focolaio che si è acceso nei posti di lavoro in questi mesi non sarà così facile da soffocare. Dopo sei anni di crisi, la retorica sui sacrifici per il bene comune e sulla “flessibilità virtuosa” non basta più ad arginare un dissenso che già da tempo serpeggia, e se il sindacato – in particolare quello confederale – fa poco, rimanendo in bilico tra il tentativo di proporsi come interlocutore per il Governo e gestire del conflitto sui posti di lavoro, i protagonisti delle tante vertenze aperte nel nostro Paese sperimentano forme di lotta e di organizzazione della protesta alternative.

Esempio emblematico di queste sperimentazioni è il Coordinamento dei lavoratori livornesi, nato alcuni mesi fa, organizzato dal basso, a partire da condizioni materiali comuni, per costruire un movimento di classe che andasse oltre le singole sigle sindacali – e per costringere il sindacato a stare al passo con le esigenze e le rivendicazioni dei lavoratori – e le rispettive filiere burocratiche e capace di coinvolgere in maniera diretta le RSU.

Tentativi che si muovono nella stessa direzione sono portati avanti anche dal comitato Resistenza Operaia dell’Irisbus, che riunisce non solo operai della ex fabbrica della FIAT, ma anche lavoratori di altre imprese ed abitanti del luogo, sviluppandosi dunque potenzialmente su base territoriale o anche dagli operai dell’Alenia di Nola, che stanno cercando, con tutte le difficoltà di una situazione di frammentazione estrema, di muoversi al di là delle appartenenze sindacali, riunendo iscritti e non iscritti, ma soprattutto anche quei lavoratori di ditte terze che, come il caso dell’AST di Terni dimostra, sono intimamente legati alle sorti delle aziende “madre”, che reggono i fili, esternalizzando in maniera bizantina servizi che sono indispensabili al funzionamento di un’impresa.

Più che studiare le prossime mosse della Camusso o immaginare nuovi e improbabili “cartelli” politico/elettorali, oggi ci interessa ripartire da queste esperienze concrete, parlare non con i “ vertici”, ma direttamente con coloro che le hanno animate, quelli che, tutti i giorni, con la loro determinazione e irriducibilità, nelle piazze e sui posti di lavoro, costituiscono il fronte di opposizione reale al Governo Renzi e alle sue politiche.

Lunedì 15 dicembre ci confronteremo con i lavoratori del neonato Coordinamento di Livorno e dell’Alenia di Nola (NA) sulle possibili vie per contrastare il Jobs Act e sperimentare nuovi modelli organizzativi che, partendo dal basso, siano capaci di restituire a tutti lavoratori – tipici e “atipici”, precari o meno precari – la forza di far sentire la loro voce, sviluppando quell’unità e quell’autonomia di classe che sole possono permetterci di vincere.

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