[Roma] Appello per una mobilitazione contro Carrefour

Foto di un negozio Carrefour con cartello che pubblicizza l'apertura h24 7 giorni su 7

È l'appello che lancia una mobilitazione contro Carrefour e un'assemblea pubblica per martedì all'Università a cui invitiamo tutti a partecipare. Della lotta per la reintegra dei facchini licenziati per motivi sindacali nei magazzini Carrefour avevamo già scritto dopo i blocchi del 28 dicembre e del 15 gennaio.

 

APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE CONTRO CARREFOUR

Conosciamo bene le condizioni di lavoro che subiscono lavoratori e lavoratrici all'interno del comparto della Logistica e della Grande Distribuzione. Le lotte di facchini e dei corrieri in questi ultimi dieci anni hanno svelato il mondo che si cela dietro la movimentazione e distribuzione delle merci in Italia. Un sistema in cui le grandi multinazionali appaltano il lavoro a una miriade di cooperative spesso organizzate in consorzi molto più grandi.

Queste cooperative basano i loro profitti su un feroce sfruttamento della manodopera; non rispettano il già pessimo CCNL, costringono i facchini a carichi e orari di lavoro massacranti, sotto gli insulti e le minacce di capi e caporali, sottopagati rispetto alle ore di lavoro effettuate e senza retribuzione degli straordinari, tredicesima, quattordicesima, malattie, mentre i corrieri sono costretti a correre nel traffico per 12 ore con l'obiettivo di fare il maggior numero di consegne per portare a casa un misero stipendio. Tutto questo nel silenzio e spesso con la complicità dei sindacati confederali.

Quanto accade nel magazzino di Santa Palomba (zona Roma Sud, sull'Ardeatina) che rifornisce i supermercati Carrefour è emblematico di tutto ciò, veniamo ai fatti.
A giugno del 2015 nel reparto ortofrutta avviene un cambio di appalto che coinvolge oltre una ventina di lavoratori. Carrefour, la coop subentrante e la CGIL convincono i lavoratori a rinunciare al contratto a tempo indeterminato e a farsi riassumere con un contratto a tempo determinato di 6 mesi con la garanzia che al termine dei 6 mesi sarebbero stati riconvertiti a tempo indeterminato e a supporto di tale garanzia il rappresentante della CGIL mostra ai lavoratori un accordo in tal senso firmato con la cooperativa: la motivazione è che in questo modo la coop può usufruire degli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità del Governo Renzi che incentiva le nuove assunzioni o le trasformazioni a tempo indeterminato dei contratti a termine.
Nel frattempo in altro reparto del magazzino (salumi e formaggi) i lavoratori agli ordini di un altra cooperativa indicono spontaneamente degli scioperi per ritardi nel pagamento dello stipendio e chiedono il sostegno del SI.Cobas.
Così anche qualche lavoratore dell'ortofrutta entra in relazione con il SI.Cobas, questo non sfugge ai responsabili di Carrefour e della cooperativa che a fine novembre, al termine del contratto a tempo determinato, anziché convertire tutti i contratti in tempo indeterminato lasciano a casa 7 lavoratori, alcuni anche da più di 7 anni in servizio in quel magazzino. I lavoratori licenziati sono quelli che più si erano esposti nel voler tutelare le condizioni di lavoro e chi per vari motivi risulta sgradito alla cooperativa.
A quel punto i lavoratori licenziati chiedono alla CGIL di far rispettare l'accordo sottoscritto al momento del cambio di appalto ma il responsabile territoriale prima nega che esista questo accordo e ne produce altri con contenuti diversi poi sotto l'incalzare dei lavoratori ne produce un ennesimo che contiene la previsione della trasformazione dei contratti ma che comunque non è quello che i lavoratori avevano visionato al momento della firma dei contratti a tempo determinato.
Di fronte a questo ignobile comportamento di Carrefour, della cooperativa e della CGIL, ai lavoratori non resta che chiedere nuovamente il supporto al SI.Cobas e lottare per il reintegro.
Questo produce una serie di scioperi e blocchi del magazzino a dicembre a cui partecipano altri facchini in lotta oltre ai compagni/e che da anni ormai sostengono le lotte nel mondo della logistica a Roma. Iniziative che culminano il 28 dicembre in un blocco di oltre ottanta fra facchini e militanti per più di 5 ore fino all'intervento in massa delle forze dell'ordine con 4 blindati e numerose vetture. La mobilitazione riesce a strappare un tavolo di trattative tramite la mediazione del presidente del Municipio, ma è chiaro da subito che né la cooperativa, né Carrefour, vogliono cedere.
Quello che offrono sono le briciole di 6 mensilità come buonuscita.
I lavoratori non ci stanno e la lotta continua.

Questa vicenda è emblematica per capire come funziona la filiera della distribuzione in Italia e conferma una volta di più la dannosità del ruolo delle cooperative, le quali costituiscono vere sacche di caporalato legalizzato.
Sfruttamento e salari da fame sono l' altra faccia di un supermercato ben rifornito e aperto 24 ore su 24, o di un pacco ordinato su internet che arriva il giorno dopo direttamente a casa.

Vogliamo costruire una mobilitazione forte a favore del reintegro dei 7 lavoratori lasciati senza lavoro ed estendere le lotte nel settore della Grande Distribuzione a Roma , ragionando sul ruolo che hanno questi generatori di sfruttamento e precarietà, appunto i grandi Supermercati e le multinazionali che operano all'interno delle tante piattaforme commerciali che abbiamo in città.

Per l'estensione delle lotte!
Se toccano uno, toccano tutti!

Invitiamo collettivi territoriali e studenteschi, movimenti di lotta per la casa, organismi di lotta dei lavoratori sia sindacali che autorganizzati e chiunque comprenda l'importanza di sviluppare le iniziative contro padroni e loro complici ad una assemblea di confronto e organizzazione

MARTEDI 1 MARZO ORE 17

ASSEMBLEA PUBBLICA – UNIVERSITA' LA SAPIENZA

Assemblea di sostegno alle lotte della logistica – Roma
SI.Cobas - Coordinamento Provinciale di Roma

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