[Air France] 500 milioni di perdite e una lettera di scuse

lettera airfrance

Ciò che resta ad Air France dopo lo sciopero più lungo – e vincente? - della loro storia
Con 14 giorni di astensione dal lavoro, lo sciopero appena conclusosi dei piloti Air France è il più lungo nella storia della compagnia.

Ripercorrerne le ragioni è un'attività utile a capire, se ancora non fosse chiaro, che qualunque piano di qualunque padrone, alle strette, si riduce sempre ad una compressione del costo del lavoro e un aumento dello sfruttamento.

1. Air France-KLM lancia il piano Perform 2020, che prevede un potenziamento di Transavia al fine di portarla in 6 anni in posizioni di leadership nel settore delle low cost in Europa. Tra i passaggi necessari, l'aumento dei vettori dagli attuali 14 ai 37 previsti per il 2017.

2. I nuovi aerei dovrebbero essere pilotati da piloti Air France che aderiscono volontariamente al progetto

3. Lo sciopero scatta perché la compagnia vuole imporre a questi piloti di passare sotto contratto Transavia: in buona sostanza, un licenziamento e una nuova assunzione, a diritti e tutele che già oggi sono inferiori

I piloti Air France hanno, dunque, indetto lo sciopero chiedendo parità di condizioni contrattuali all'interno del gruppo, indipendentemente dalla compagnia in cui si lavora. Non è soltanto una richiesta sensata e razionale, ma è anche una richiesta oggettivamente progressiva, dal momento che si esige che siano le condizioni di lavoro migliori ad essere generalizzate, e non il contrario.
Lo sciopero si è concluso senza un accordo tra le parti. Il gruppo ha sospeso unilateralmente il progetto Transavia Europe per tre mesi, ma entrambe le parti sono rimaste sulle proprie posizioni o meglio: la società non ha accettato la proposta dei piloti, che si sono dichiarati disponibili ad accettare le condizioni di lavoro Transavia mantenendo però i salari Air France. Il dato positivo è che la sospensione del progetto è obbligata non tanto dallo sciopero, quanto dal fatto che i piloti volontari Air France non andrebbero a pilotare i vettori Transavia sotto contratto Transavia. L'azienda, inoltre, ha perso circa 500 milioni.

La chicca vera e propria è, comunque, la lettera che i manager Air France hanno inviato a tutti i passeggeri dei voli annullati: un vero e proprio capolavoro di farinettismo, cioè del mix del peggior populismo e neocorporativismo in salsa local, politicamente corretta.

“Signora, Signore,
lo sciopero iniziato lunedì 15 Settembre è finalmente terminato. Vi rinnoviamo le nostre sincere scuse per le difficoltà derivate da questa situazione.
Aldilà del malcontento, un gran numero di voi ci ha indirizzato dei messaggi di incoraggiamento e di sostegno. Ci teniamo a ringraziarvi calorosamente.
Dal momento che questo conflitto ha turbato le vostre attività e le vostre vite, vi dobbiamo delle spiegazioni.
Il mercato del trasporto aereo è cambiato, il vostro modo di viaggiare è cambiato e tocca a noi adattarci. La domanda di voli low cost vede una crescita costante in Europa e in Francia, e dal momento che la nostra offerta per questo segmento era insufficientemente sviluppata, questa crescita è convenuta solo ai nostri concorrenti.

Ll'impresa “si adatta” al “nostro” nuovo modo di viaggiare, e cerca di cooptarci nella guerra commerciale contro i loro concorrenti...guerra dove vince chi gioca meglio al ribasso con salari e diritti

Stiamo per dare un'accelerata allo sviluppo di Transavia, la compagnia low cost del gruppo Air France-KLM, e lottare così ad armi pari con la concorrenza. Questo progetto è vitale per il nostro gruppo, per questo, anche se abbiamo fatto tutto affinché lo sciopero terminasse il prima possibile, non abbiamo il diritto di rinunciarci.
Lo sviluppo di Transavia in Francia è una buona notizia per voi poiché, insieme ad Air France e Hop!, allargheremo la nostra gamma e risponderemo meglio a tutti coloro che vogliono viaggiare con un budget ridotto senza rinunciare all'attenzione e alla serietà del gruppo Air France-KLM. Questa sarà anche l'occasione per farvi scoprire nuove destinazioni.

Nessuna parola sulle ragioni dello sciopero: da una parte un pugno di psicopatici che ha tenuto sotto scacco l'azienda, dall'altra parte “noi” consumatori e “loro” compagnia, uniti dall'obiettivo di viaggiare a poco prezzo. Per dove non si sa, con quali soldi nemmeno

Lo sviluppo di Transavia in Francia è inoltre una buona notizia per i Francesi, perché saranno creati mille nuovi posti di lavoro, di cui 250 piloti. Affinché non ci sia alcun malinteso, lo ribadiamo ancora una volta: tutti questi posti saranno creati e resteranno in Francia.

La cifra è volutamente sparata a caso, la conclusione è falsante, si sono attaccati ad un'espressione “sintetica” dei lavoratori (vogliamo che i posti di lavoro restino in Francia) per non rispondere alla domanda: “Perché da un giorno all'altro decidete di applicare ai vostri dipendenti un contratto peggiore?” Il passaggio è pieno della peggior retorica nazionalista – stavolta in salsa francese, altre in salsa italiana, tedesca, etc. - che mira a far sentire i “Francesi” tutt'uno con la compagnia di bandiera...peccato che fossero francesi i piloti ai quali era stato proposto di cambiare compagnia e contratto, con condizioni peggiori, “per il bene dei Francesi” (in fondo basta poco a smontare discorsi di questo genere)

La nostra strategia mira a proporvi un'offerta allargata, tanto per i vostri spostamenti professionali quanto per quelli personali, dal low cost al prodotto di gamma molto alta. Potrete così scoprire pian piano le nostre nuove cabine sulle lunghe percorrenze, il migliore dei prodotti e dei servizi della Compagnia.

Se volessimo studiare la psicopatologia del capitalista contemporaneo dovremmo riflettere sul fatto che anche una lettera di scuse diventa uno strumento di marketing, con la promozione delle nuove cabine che, con Transavia e lo sciopero dei piloti, non c'entrano assolutamente niente...

Con l'aiuto dell'insieme del personale di Air France, siamo felici di accogliervi di nuovo sulle nostre linee e faremo di tutto per riconquistare la vostra fiducia.

La conclusione fa proprio il paio con le iniziative farinettiane, dalla lettera di dissociazione alle assemblee convocate dalla dirigenza: l'insieme del personale “buono”, farà quadrato contro poche “mele marce”...Riconquistare la fiducia fa molto ridere invece, ci sono 500 milioni di perdite da recuperare, cifra che a occhi e croce si traduce in diverse tonnellate di fiducia... :D

Frédéric Gagey
Président-directeur général d’Air France
Alexandre de Juniac
Président-directeur général d’Air France-KLM

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