[Turchia] Il governo “sospende” per decreto lo sciopero dei metalmeccanici

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Avevamo seguito la proclamazione dello sciopero dei metalmeccanici in Turchia pochi giorni fa. Ora arriva la sospensione da parte del governo.

Un atto di forza reso possibile dall’assetto legislativo del paese cui, non a caso, guardano con estremo favore i capitalisti ed i governi nostrani, ricordandoci, ancora una volta, che il paese che ha vissuto la rivolta del Gezi Park, la strage dei minatori di Soma, le dure lotte dei lavoratori del settore aereo, di quello delle telecomunicazioni, ecc., più che rappresentare un passato che ormai per noi è definitivamente alle spalle, costituisce un futuro possibile e, da qualcuno, addirittura agognato. La continua limitazione al diritto di sciopero cui assistiamo in Italia è un esempio tangibile.

Ma torniamo ai fatti. Cos’è successo in Turchia?

Un decreto governativo, firmato sia dal presidente Erdogan che dal primo ministro Davutoğlu, ha stabilito che lo sciopero dei metalmeccanici costituisce una “minaccia per la sicurezza nazionale”. Nel corpo normativo dello stato turco, la legge 6356, Legge sui Sindacati e gli Accordi Collettivi di Lavoro, contiene un articolo che recita che “uno sciopero o un blocco legale, che siano stati indetti o iniziati, possono essere sospesi per un periodo di 60 giorni dal Consigllio dei Ministri con un decreto, nel caso in cui ci sia pregiudizio per la salute pubblica o per la sicurezza nazionale. La sospensione entra in vigore nella data della pubblicazione del decreto.”

Nel 2014, lo stesso articolo era stato utilizzato per stroncare gli scioperi indetti dalle organizzazioni dei lavoratori nel settore del vetro e in quello minerario. Ovvio il ricorso, per parte sindacale, ai tribunali per chiedere l’annullamento del decreto. Un atto che sembrerebbe di comune buon senso, ma che è stato già smentito l’anno scorso allorquando la magistratura ebbe a confermare la decisione del governo in merito alla sospensione dello sciopero dei lavoratori del vetro.

Fonte: IndustriALL Union

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