[Francia] Blocchiamo tutto! Un appello dei lavoratori contro il Jobs Act in salsa francese

2016_03_25_francia_blocchiamo_tutto.jpg

Abbiamo tradotto questo appello firmato finora da circa 500 sindacalist* e organizzazioni sindacali francesi. È un appello alla mobilitazione generale contro la legge El-Khomri, ossia il Jobs Act in salsa francese. È un appello che parla a tutti noi, perché ci dice tanto sulle ragioni della nostra sconfitta, e su come possiamo recuperare il tempo perduto.

Prima di tutto perché chiama all’unità di occupati e disoccupati, giovani e anziani, “precari” e “garantiti”. In secondo luogo perché è contro la delega, perché obbliga tutti a prendere posizione, a stimolare il dibattito, a organizzarsi dentro e fuori i sindacati, a non delegare ai “politicanti di turno” che hanno in mente solo la prossima scadenza elettorale. Infine, perché mostra come le soluzioni proposte dai governi, che si chiamino Jobs Act o loi El-Khomri, non sono “le uniche soluzioni alla crisi”, ma sono soluzioni di parte, che fanno gli interessi della grande borghesia, che si chiami Confindustria o MEDEF. L’appello propone infatti l’unica soluzione percorribile per uscire dalla crisi occupazionale, per difendere dalla crisi i lavoratori, compresi i precari ed i disoccupati, ossia una vera riduzione dell’orario lavorativo a parità di salario.


I lavoratori francesi ci stanno dando un insegnamento dal quale dobbiamo prendere spunto.  


A loro la parola!



Blocchiamo tutto!

Il disegno di legge El Khomri è un insulto al mondo del lavoro. Raramente l’attacco è stato altrettanto pesante. Con l'inversione della gerarchia delle norme che permette agli accordi locali o aziendali al ribasso, ottenuti sotto ricatto, di sostituirsi agli accordi nazionali di categoria; lanciando l'offensiva contro lo strumento sindacale, tramite la promozione di referendum-bidone nelle singole imprese; organizzando e generalizzando la precarietà, la flessibilità e facilitando i licenziamenti, è una degradazione ulteriore del tempo e delle condizioni di lavoro di milioni di salariat* quello a cui il Governo si sta preparando attivamente.


Sta a noi prepararci altrettanto attivamente per impedirlo! Tutto ciò che un tale disegno di legge merita è una risposta determinata, di massa, delle lavoratrici, dei lavoratori, del privato come del pubblico, che devono convergere, e dei giovani. Per questo all’ordine del giorno c’è il blocco dell'economia.


Il 9 marzo siamo scesi nelle strade in centinaia di migliaia. Per molt* salariat* che erano la maggioranza dentro i cortei, lo sciopero era necessario. E a partire dal 17 marzo, giornata nazionale di mobilitazione chiamata dalle organizzazioni giovanili, altri scioperi sono già stati annunciati, in diversi settori professionali; il 24 marzo – nuova giornata di mobilitazione – , il disegno di legge sarà presentato in Consiglio dei Ministri, accompagnato da alcuni annunci ad effetto, volti a far credere che il provvedimento è stato rivisto: da parte nostra, lo diciamo senza mezzi termini, il disegno di legge non è né modificabile, né negoziabile, e solo il suo ritiro, definitivo e totale, si impone come soluzione.


Il 31 marzo, infine,  all'ordine del giorno ci sarà lo sciopero generale e generalizzato. Questo sciopero deve essere preparato attivamente ed è nostro compito approfittare del ricco calendario di azioni emerso finora per rafforzare la mobilitazione.
L’unico modo che abbiamo per vincere e  piegare il governo,  è bloccare l'economia. I lavoratori e le lavoratrici devono infatti prendere il proprio destino tra le mani in questa lotta, senza delegare ai/alle professionist* della politica, che nulla hanno in mente se non  le elezioni del 2017. E per bloccare l'economia, il primo passo è quello di condurre con successo lo sciopero del 31 marzo e preparare la sua generalizzazione e la sua estensione ovunque sia possibile nei giorni e nelle settimane che seguiranno!


Allora otterremo il ritiro del disegno di legge El Khomri. Allora porteremo la contro-offensiva, la NOSTRA contro-offensiva, permettendo a tutti di fare proprie delle rivendicazioni in grado di ricomporre, sulle quali le formazioni sindacali potrebbero impegnarsi in maniera unitaria, a partire dalla base. La riduzione dell'orario di lavoro a 32 ore settimanali, senza riduzioni salariali,  senza flessibilità, senza sconti o prese in giro, come sono effettivamente state in molti settori le "35 ore-Aubry" : ecco per esempio cosa è prioritario fare per contrastare il deterioramento delle condizioni di lavoro e imporre la creazione di veri posti di lavoro.


Noi ci impegnano a sottoporre tutto ciò alla discussione con i nostri colleghi, sul posto di lavoro, nelle nostre strutture sindacali, nei coordinamenti inter-sindacali ai quali partecipiamo. Siamo cert* che queste preoccupazioni sono condivise da tante e tanti sindacalist*. Al di là dell’appartenenza sindacale, chiediamo loro di aderire a questo appello, di proporne l’adesione alla loro struttura sindacale e di socializzare le informazioni inerenti la mobilitazione sul blog legato a questo appello.


È insieme che andiamo alla lotta, è insieme che vinceremo!
________________________________________

I/le prim* cento firmatar* : Christian Agon (CGT IBM), Eric Amy (CNT Boulanger Hénin Beaumont), Sylvain Apostolo (syndicaliste Confédération Paysanne), Enaut Aramendi (LAB), François-Xavier Arouls (Solidaires Groupe RATP), Christine Avenel (CGT Territoriaux Saint-Brieuc), Dominique Bacha (SUD/Sifp Territoriaux du Gard), William Battault (CGT Cheminots Malesherbes), Jérémy Berthuin-Uhl (Solidaires Gard), Claire Bidon (Solidaires étudiant-e-s Paris 8), Dominique Blanch (SNUipp-FSU Aude), Dominique Blivet (SUD Rural Territoires), Nathalie Bonnet (Fédération SUD-Rail), Antoine Boulangé (CGT enseignement privé Créteil), Cindy Briguet (CNT Santé-Social CT Lorraine), Martial Chappet (Solidaires Paris), Antoine Chauvel (SNUipp-FSU Sarthe), Nara Cladera (UL Solidaires Comminges), Marie-Anne Clément (CGT éduc’action Loir-et-Cher), Philippe Colon (CNT garages Renault groupe GGBA), Quentin Dauphiné (FSU), Cybèle David (SUD éducation Seine-Saint-Denis), Stéphane Degl’innocenti (SUD hôpitaux de Saint-Denis), Laurent Degousée (SUD Commerce), Fabien Delmotte (CNT-Solidarité ouvrière), Etienne Deschamps (CNT-Solidarité ouvrière), Jean-Marc Destruhaut (CGT AXA), Emilie Devriendt (Snesup-FSU), Gaëlle Differ (Fédération SUD PTT), Dominique Dubreuil (retraitée CGT Inspection du travail), Bertrand Dumont (Solidaires Groupe RATP), Jean-Luc Dupriez (UL CGT Carquefou), Peggy Durlin (SUD Crédit Agricole Mutuel), Simon Duteil (UL SUD/Solidaires Saint-Denis), Mohamed El Mahrouss (SUD Hôtellerie-Restauration), Karim Eljihad (Syndicat Local Construction CGT Indre-et-Loire), Marius Faure-Brac (Solidaires étudiant-e-s Grenoble), Arnaud Fonteny (SNEP-FSU Loiret), Henri Fourtine (SNASUB-FSU), Rémy Frey (CGT Commerces et services Gibert Joseph), Philippe Gaser (Union syndicale de la psychiatrie Languedoc-Roussillon), Edouard Gloanec (SUD Santé-Sociaux Gard Lozère), Laurent Godard (UL Solidaires Draguignan), Guillaume Goutte (Syndicat des correcteurs CGT), Eddy Guilain (UL CGT Douai), Gaétan Helon (Syndicat Etudiant.e.s et Lycéen.ne.s CGT valenciennois), Hortensia Inès (CNT-SO éducation), Stanislas Jaunet (CGT Cheminots Nantes), Ronan Jeanne (CGT Chômeurs Lorient), Raymond Jousmet (Snes-FSU), Mohamed Khenniche (Solidaires Industrie), Sylvère Labis (syndicat des retraités interpro CGT du Florentinois), Christel Lacaille (SUD Solidaires MATMUT Ile-de-France), Kaou Lampriere (Solidaires Ille-et-Vilaine), Catherine Laurenti (FSU), Isabelle Le Roux-Meunier (CGT Banque de France), Emmanuelle Lefevre (SNUipp-FSU), Chantal Legeais (CNT-Solidarité ouvrière Nettoyage Rhône-Alpes), Jean-Yves Lesage (Syndicat Général du Livre CGT), Philippe Levet (SNUipp-FSU), Claude Lévy (CGT Hôtels de Prestige et économiques), Nathalie Loinsard (CGT Santé Ille-et-Vilaine), Alexis Louvet (CGT RATP Bus), Grégory Marchand (CGT éduc’action Hauts-de-Seine), François Marchive (Solidaires Isère), Cathy Menard (SUD Culture-Solidaires Loiret), Bruno Menguy (CNT-Solidarité ouvrière Hôtellerie-Restauration Paris), François Millet (SNU Pôle Emploi FSU), Marie-Line Mongin (SUD Santé Sociaux Rhône), Franck Monvoisin (CNT-Solidarité ouvrière Onet nettoyage), Grégoire Nadin (SNTRS CGT), David Nimeskern (CNT Renault SOVAB Batilly), Hélène Ohresser (Solidaires Bouches-du-Rhône), Louise Paternoster (SUD éducation Seine-Saint-Denis), Ramón Pino (Syndicat parisien des diffuseurs de presse CGT), Julien Plaisant (Solidaires Val-de-Marne), Thierry Porré (Syndicat des correcteurs CGT), Jeronimo Prieto (LAB), Yves Quignon (UL CGT Douai), Hugo Reis (Fédération SUD PTT), Eddy Reyes (CGT Cheminots Gard), Valérie Richard (CFDT Décathlon Lorraine), Julien Rodrigues (CGT Services Publics), Théo Roumier (Solidaires Loiret), Olivier Sagette (CGT Paris – Banques), Mathieu Santel (SUD Aérien), Eric Santinelli (Fédération SUD-Rail), Marie-Paule Savajol (CGT éduc’action Orléans-Tours), Jérôme Schmidt (Fédération SUD énergie), Frédéric Siméon (CNT Wolters Kluwer France), Eric Sionneau (Solidaires Indre-et-Loire), Pierre Stambul (FSU), Damien Steiner (CGT Cultura), Stéphane Thiel (CNT garages Renault groupe GGBA), Vincent Touchaleaume (STEG-UTG Cayenne, Guyane), Julien Troccaz (Solidaires Savoie), Sylvie Vénuat (SNICS-FSU Loiret), Olivier Vinay (FSU), Elise Vinauger (section SUD éducation Université d’Orléans), Christian Zueras (CGT Hautes-Pyrénées)…

Rete Camere Popolari del Lavoro