Sciopero generale in Tunisia: solidarietà ai lavoratori e alla rivoluzione

Due giorni fa a Tunisi è stato ucciso Chokri Belaid, un avvocato di 49 anni, segretario del Partito dei Patrioti Democratici e portavoce del Fronte Popolare, una coalizione di laici, socialisti e comunisti che si è costituita all’indomani della Rivoluzione per unire tutte le forze progressiste che erano state protagoniste della cacciata di Ben Ali. L’assassinio, almeno a sentire i compagni di Belaid come Hammami, e i suoi familiari (come la moglie, che con grande dignità e nonostante il dolore è scesa subito in piazza), è da attribuire al partito islamico Ennahda. Partito che, in virtù della sua organizzazione radicata e dei suoi contenuti conservatori, ha saputo capitalizzare meglio di altri le spinte dal basso della società tunisina, svuotando di fatto il movimento rivoluzionario e cercando di stabilizzare il paese, attaccando attraverso le sue milizie chi nei quartieri e nei posti di lavoro cerca di sviluppare la protesta anche su un piano sociale.

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Anche per questo motivo, oggi, in occasione dei funerali di Belaid, in Tunisia è stato proclamato dall’ Union tunisienne generale du travail [ugtt.org.tn] lo sciopero generale. Uno sciopero politico dall’adesione altissima, che oltre a denunciare le responsabilità del Governo nella persecuzione dei militanti dell’opposizione e chiedere le dimissioni degli attuali ministri, vuole rimettere al centro le istanze e le necessità dei lavoratori, che se due anni fa si sono sollevati non è certo per passare da un regime poliziesco ed autoritario a un altro padrone che li faccia vivere nella stessa fame e nella stessa paura.

Vi invitiamo perciò a seguire la diretta da Tunisi di Contropiano, e mettiamo a disposizione sotto alcuni materiali e link utili per capirci di più, perché quello che sta succedendo in Tunisia e più in generale nel Nord Africa e nel mondo arabo parla a noi, parla di noi. Non solo perché ci dimostra che la rivoluzione è ancora un orizzonte possibile. Ma perché la sollevazione dei lavoratori, l’istituzione dei sindacati, la richiesta di maggiorazioni salariali attacca direttamente gli interessi dei capitali occidentali e anche italiani nell’area, rafforza il potere internazionale dei lavoratori messo in crisi negli ultimi decenni dal ricatto delle delocalizzazioni, e infine ha una ricaduta immediata sui lavoratori immigrati in Italia, com’è stato evidente nel caso IKEA, che prendono coscienza della loro forza e arrivano persino a spingere alla battaglia i lavoratori italiani, passivizzati da anni di sconfitte.

Come lavoratori, precari, disoccupati italiani, come collettivo di inchiesta e connessione delle lotte Clash City Workers esprimiamo il nostro dolore e la nostra rabbia per l’omicidio di Chokri Belaid, la nostra solidarietà militante ai lavoratori e compagni tunisini. Invitiamo infine a partecipare ai due presidi convocati dalla sezione italiana del Fronte Popolare Tunisino che si terranno il 10 febbraio:
- a Roma alle ore 10.00 davanti all’Ambasciata della Tunisia, via Asmara 6;
- a Milano dalle 10.30 alle 14 in piazza Carbonari, angolo Viale delle Marche (MM3 metro Zara/Mascichini e tram 5).

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more info:
- Sito (in francese) del Fronte Popolare Tunisino, su cui si possono trovare le posizioni politiche del Fronte, dal rifiuto di pagare il debito alla critica alle politiche del Fondo Monetario Internazionale…
- Un articolo in italiano de Le Monde Diplomatique di novembre scorso che chiarisce bene il ruolo dei lavoratori, del sindacato e del Fronte Popolare in questa fase: ÉIl sindacato che incarna l’opposizione tunisina.
- Un video (in arabo), in cui Belaid denunciava che la violenza politica in Tunisia era legata ad una crisi del partito islamico Ennahda. Terribile, perché Belaid intuisce chi lo avrebbe ammazzato:
- Le prime immagini dal funerale di oggi di Chokri Belaid []
- Tunisia, omicidio Belaid: omaggio a un combattente della politica

Qui invece vi segnaliamo alcuni video delle proteste che hanno scosso il paese negli ultimi giorni:

Tunisi
Sfax Mounastir (sulla costa) Cassarine (una delle province chiave dell'Intifada tunisina, centro sud)
Kef (nord ovest) Ghebes Mednin (sud est del paese)