Sabato mattina tutti alla FIAT di Pomigliano, contro i sabati lavorativi!

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[INFO PER PARTECIPARE: I presidi cominceranno alle 22 di venerdì, l’appuntamento per chiunque si voglia aggiungere è alle 5 di sabato mattina fuori alla fabbrica di Pomigliano d'Arco. C’è comunque un pullman autogestito che parte alle 04.00 dalla Stazione Metropolitana Campi Flegrei - Piazzale Tecchio, e passa per le 04.30 all’Hotel Terminus - Piazza Garibaldi].

 

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La facciamo breve, anche perché sotto potete trovare raccolta tutta la documentazione prodotta dai compagni e dai sindacati che stanno mettendo su questa giornata di lotta. La storia è semplice: la FIAT, non paga di aver cancellato i diritti operai, di aver aumentato i ritmi di lavoro, di aver lasciato a casa oltre 2000 lavoratori, vuole introdurre il Sabato di Recupero. Ovvero far fare gli straordinari a chi sta dentro, piuttosto che far lavorare a tempo pieno chi è rimasto fuori! Siamo di fronte al solito “paradosso” del capitalismo: alcuni che devono ammazzarsi di lavoro e faticare fino a 12 ore al giorno, e altri che sono costretti a rimanere a spasso. Chi muore di lavoro e chi muore perché il lavoro non ce l’ha!

Come studenti, lavoratori precari, disoccupati, lavoratori a nero ci sembra quindi necessario essere fuori ai cancelli FIAT insieme agli operai per impedire questo scempio. Perché l lotta della FIAT è anche la nostra lotta! E solo uniti e determinati riusciremo a fare arretrare i padroni e conquistare migliori condizioni per tutte e tutti…

Ma meglio di noi tutto questo l’hanno detto gli operai FIAT. Qui sotto troverete quindi innanzitutto un testo che spiega e inquadra la situazione di Pomigliano dopo il famigerato Piano Marchionne, quindi leggerete il comunicato della FIAT, che teme evidentemente la mobilitazione operaia unitaria. A questo comunicato hanno risposto prima le donne di Pomigliano, da sempre un esempio di dignità e determinazione, poi le segreterie sia dello SLAI COBAS che della FIOM. Infine vi lasciamo con l’appello alla mobilitazione del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat e Terziarizzate.

Invitiamo tutti a partecipare, a dare diffusione della notizia, a non lasciare soli gli operai di Pomigliano e dell’indotto!


NO AI SABATI LAVORATIVI IN FIAT!
di Pomigliano non si piega

Negli ultimi anni con l’aggravarsi della crisi, si sono evidenziati i problemi del settore automotive, che ha visto un brusco calo di vendita dell’intero comparto automobilistico mondiale. A questa sovrapproduzione ogni casa automobilistica ha provato a far fronte attraverso la chiusura di stabilimenti, aumenti di produzione con minore personale addetto, e con un calo delle tutele per i lavoratori. Dal punto di vista industriale ci sono state case che hanno introdotto molti modelli per aggredire il mercato, ed altre che hanno scelto invece di immettere meno prodotti nel mercato evitando investimenti onerosi.

La Fiat ha scelto la seconda strada, e negli ultimi tempi solo pochi prodotti nuovi sono stati immessi sul mercato, utilizzando la crisi quindi a proprio piacimento, per diminuire le tutele dei lavoratori, e dove possibile delocalizzando le produzioni in paesi con meno tradizione sindacale e con leggi che ne favoriscono lo sfruttamento della manodopera, e una migliore fiscalità per risparmiare sulla tassazione.

In Italia questa scelta industriale ha provocato la chiusura di stabilimenti, e con la firma del nuovo contratto specifico la possibilità di utilizzare maggiormente gli impianti a fronte però di un chiaro ridimensionamento della forza lavoro impiegata. Per intenderci più lavoro per pochi!

L’evidenza di quanto scritto sopra si evince a Pomigliano, ove con l’avvento della nuova Panda a distanza di tre anni dal famoso referendum, non sono utilizzati in modo continuativo circa 1800 addetti, più i 317 del polo logistico di Nola. Sempre per la stessa logica di maggior profitto, inoltre, l’indotto che ruotava attorno allo stabilimento campano e quasi del tutto dismesso o in fase di dismissione.

Il paradosso avvenuto pochi giorni fa, con il prospettarsi di un picco di produzione, chiarisce definitivamente i limiti di un progetto definito fallito dallo stesso amministratore delegato del lingotto. Infatti, invece di pescare nel bacino di manodopera alle prese con la cassa integrazione, la Fiat, forte dell’accordo siglato con la maggioranza dei sindacati, chiede di poter sfruttare tutte le nuove regole inserite in esso, chiedendo pertanto due sabato di recupero. Questo elemento chiarisce che FIAT ha scelto di sacrificare una parte del personale per aumentare lo sfruttamento di quelli già impiegati, compartecipi di questo scempio ovviamente sono i sindacati firmatari, che abdicando al ruolo di tutela dei lavoratori pensano oramai solo agli interessi aziendali.

La produzione oramai, corre a 405 vetture a turno, con postazioni che prima erano ricoperte da 2-3 addetti e oggi ne impiegano solo uno. E’ evidente, infatti, che il problema e del tutto riconducibile alle scelte della FIAT e di chi come sindacato le ha difese e sottoscritte. Le scelte ci sono e vanno da soluzioni tampone, come l’abbassamento dei ritmi interni e degli orari con un maggior impiego di personale, all’arrivo di nuove produzioni che possono garantire anche l’indotto. Pertanto come RadioFabbrica, il nostro foglio di dibattito nel gruppo FIAT a livello nazionale, promuoveremo e sosterremo il blocco del 15 e del 22 Giugno. Quello che accade in Fiat, e più in generale nel mondo industriale mette di fronte all’evidenza che il sistema capitalistico non si fa scrupoli. Ecco perché bisognerà contrastare sempre più le logiche, che mettono il profitto davanti a tutto, ponendoci come obbiettivo il rovesciamento di questo sistema, nazionalizzando sotto il controllo operaio le leve principali dell’economia. Questo vale tanto quindi per FIAT, quanto per tutte le aziende in crisi.

Il 15 a Pomigliano non si lavora...
Si picchetta!

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POMIGLIANO: DURA RISPOSTA DELLE DONNE DEGLI OPERAI AL COMUNICATO FIAT
“MARCHIONNE E’ NU’ CHIACHIELLO PROPRIO COME LE BALLE DEI SUOI PIANI”


Lapidario e conciso, e certamente chiaro, il giudizio su Marchionne espresso stamattina dalle mogli degli operai della Fiat (Marchionne è nu’ chiachiello”) che hanno partecipato alle riunione unitaria di Slai cobas e Fiom di fabbrica in preparazione  dello sciopero e presidi ai cancelli in occasione della due giorni di straordinario (truccato da recupero) prevista per sabato 15 e 22 cm. “Chiachiello” significa bugiardo pubblicamente giudicato che, in quanto tale, non manterrà mai la parola data.

E ne hanno ben donde le donne operaie ad avercela con lui per la ‘balle Fiat’ da sempre annunciate con grande risalto mediatico a sindacati, istituzioni, forze politiche e mai realizzate: balle in cui la successiva sempre smentisce la precedente e così all’infinito. A dimostrarlo basta l’elenco delle ‘balle Fiat’ degli ultimi 10 anni a Pomigliano (ma potrebbe allargarsi a tutti gli stabilimenti italiani):

• 24 aprile 2003 - piano quinquennale di rilancio dell’Alfa Romeo a Pomigliano che doveva rinnovare la gamma della produzioni Alfa con investimenti per 2,5 miliardi di euro (500 milioni all’anno nell’arco  del periodo 2003/2007);
• 4 dicembre 2007 - piano straordinario per il rilancio industriale dello stabilimento di Pomigliano d’Arco (a smentita del precedente) con investimenti per 70 milioni di euro (sic);
• 5 maggio 2008 - avvio del Polo Logistico di Eccellenza (sic) di Nola per tutto il centro sud (Pomigliano, Cassino, Melfi, Termoli, Val di Sangro ecc). da 5 anni a Nola non esiste alcuna attività ‘logistica’ e i 300 addetti sono in cassa integrazione senza soluzione di continuità ed alcuna realistica prospettiva. Nemmeno la logistica per la produzione (dimezzata) della Panda passa per Nola. Il 13 giugno scade la cassa per questi lavoratori e manca il rinnovo.
• 26 maggio 2008 - avvio in settembre della produzione della Bravo (mai avvenuta);
• 8 giugno 2010 - produzione futura Panda (280mila vetture all’anno)
• 15 febbraio 2011 - “nuovo” piano di Marchionne illustrato in commissione attività produttiva della Camera, con investimenti per 20 miliardi di euro nel gruppo Fiat
• 16 giugno 2011 - cigs per cessazione attività di Fiat Group Automobiles ceduta a Fabbrica Italia
• 1 febbraio 2013 – fallisce Fabbrica Italia e ricompare Fiat Gruop Automobiles (ancora cigs)

IL TUTTO SI COMMENTA DA SE…!

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 13/6/2013

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COMUNICATO UNITARIO
FIOM E SLAI COBAS DI FIAT POMIGLIANO

Stamattina si e’ svolta a pomigliano d’arco la riunione operativa allargata tra slai cobas e fiom sull’organizzazione dello sciopero e dei presidi alla fiat auto del 15 e del 22 cm a difesa dei livelli occupazionali (smantellati dalle delocalizzazioni) e della democrazia sindacale in fabbrica a pomigliano, nola e nelle aziende collegate, pcma (ex ergom) ecc.

Fiom e slai cobas di fabbrica ritengono, inammissibile, l’utilizzo improprio dello straordinario - comunque camuffato - a fronte delle migliaia di lavoratori in regime di cigs da 5 anni e a serio rischio-licenziamento.

Il maldestro tentativo di marchionne di dividere gli operai sta miseramente fallendo, cosi’ come e’ gia’ fallita “fabbrica italia” ed il relativo rilancio (mai avvenuto) della produzione panda, come sono evidenti le menzogne dei “piani industriali farsa” contrabbandati dalla fiat e che stanno portando allo sfascio industriale occupazionale e sociale” stile grecia” a pomigliano e in italia.

Facciamo appello alle organizzazioni sindacali e sociali, degne di questo nome, ed alle forze politiche a sostenere le ragioni dei lavoratori e le mobilitazioni in atto a cominciare dai presidi sindacali che si terranno a partire dalle ore 22 di venerdi’ 14 giugno.

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TUTTI I 3000 CASSINTEGRATI FIAT IN FABBRICA A ROTAZIONE!
SALARIO PIENO, SPAZI SOCIALI, REDDITO E CASSA DI RESISTENZA


Nonostante gli annunciati aumenti di produzione previsti nello stabilimento di Pomigliano la FIAT sceglie di imporre i sabati lavorativi piuttosto che reintegrare al lavoro operai in cassa integrazione, ormai da anni. 



E’ la dimostrazione che Marchionne e la FIAT non hanno nessuna intenzione di riassumere operai al lavoro, né di rispettare lo stesso accordo truffa firmato con CISL E UIL. L’unico piano industriale rimane quello di continuare a perseguire i suoi esclusivi profitti decentrando gradualmente la produzione all’estero e lasciando al proprio destino migliaia di operai di Pomigliano e non solo, così come sta facendo con gli ex di Nola e della Magneti Marelli a cui scadrà tra poco anche la cassa integrazione.

Come Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat e Terziarizzate abbiamo fin dal principio denunciato la farsa degli accordi e la volontà di sostanziale smantellamento produttivo, nonché le politiche di concertazione sindacale che ne sono all’origine.



PULMAN AUTOGESTITO, PARTENZA ORE 04.00 STAZIONE METROPOLTANA CAMPI FLEGREI (piazzale tecchio) E DA HOTEL TERMINUS ORE 4,30

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Contro la politica FIAT pensiamo che bisogna reagire tutti insieme prima che sia troppo tardi, il 15 Giugno alle ore 5,00 del mattino tutti fuori la fabbrica per il picchetto, in occasione del primo sabato 



lavorativo previsto dall’azienda e facciamo appello agli altri operai ma anche agli studenti ai precari, ai disoccupati alla partecipazione e alla lotta. Il 15 giugno alle ore 20,00 panini e salsicce alla brace per continuare la lotta nei pressi dello spazio occupato alla villa comunale di Pomigliano.

La vicenda FIAT, come diciamo da sempre rappresenta un modello autoritario ed unilaterale di relazioni industriali che si è esteso a tutta Italia e che tra l’altro usa la crisi per ridurre ulteriormente salari, garanzie e diritti grazie alla complicità della politica ufficiale e dei sindacati confederali. 





Più in generale, continuano infatti a peggiorare, raggiungendo i massimi storici le condizioni di lavoro e di vita della maggioranza, mentre crescono i profitti e le rendite finanziarie. Ecco ciò che sta avvenendo 
anche nel resto dei paesi colpiti dalla cosiddetta crisi, aggravata dalle misure di austerità imposte a livello internazionale e portate supinamente avanti dalle rispettive classi dirigenti nei diversi stati. 




• Noi rivendichiamo un salario pieno per tutti gli operai, fuori o dentro la fabbrica perché non 

vogliamo continuare a pagare la crisi che i padroni hanno creato!


• Vogliamo un reddito garantito per tutti, incondizionato per redistribuire il lavoro con la riduzione di 

orario a parità di salario e l’occupazione di tutti i 3000 in cassa a rotazione, e una cassa di resistenza


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Per tutti questi motivi continueremo la lotta in fabbrica e sul territorio, rilanceremo la battaglia per uno spazio autogestito dove poterci incontrare ed organizzare contro la crisi.

Si assuma a questo punto il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo la responsabilità politica di far scivolare sul piano dell’ordine pubblico quella che è un istanza di partecipazione con la richiesta di uno spazio comunale dove potersi liberamente incontrare. Il Sindaco la smetta quindi di giocare ha fare lo sceriffo a difesa di quattro mura inutilizzate e abbandonate vicino la villa comunale, da cui ci 
ha solertemente sgomberato ed inizi piuttosto a pensare ai servizi ed alle politiche sociali insufficienti e quanto mai necessarie in un territorio, come questo, già martoriato da una drammatica vicenda occupazionale


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Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat e Terziarizzate

Rete Camere Popolari del Lavoro