Continuano le lotte nella logistica: un resoconto dell'assemblea del 16 Giugno a Bologna

Di seguito un resoconto dell'assemblea di domenica 16 giugno 2013 a Bologna, alla quale abbiamo partecipato, aperta a tutte le realtà di lotta, ai movimenti sociali e sindacali. Una vasta partecipazione di lavoratori, in particolare della Granarolo di Bologna, dove l'attacco padronale si sta scagliando in questo momento con maggiore e più evidente forza e di tante realtà di lotta che hanno posto al centro dell'agenda il diritto allo sciopero e alla rappresentanza per i lavoratori. Vengono lanciati la campagna di boicottaggio alla Granarolo per sostenere e rafforzare la lotta dei lavoratori (a partire da sabato 29 Gugno - giorni in cui è chiamata una manifestazione proprio alla Granarolo), l'appello a sostenere e alimentare la cassa di resistenza dei lavoratori in lotta e un prossimo sciopero generale del settore della logistica che leghi le richieste politiche alla lotta sindacale per il CCNL.

 

b_300_0_16777215_00_images_stories_bologna-logistica.jpg

L’assemblea di Domenica 16 giugno a Bologna, promossa dal Sindacato Intercategoriale COBAS, dall’Associazione per i Diritti dei Lavoratori COBAS e dalla Confederazione Cobas (settore Privato) ed “aperta a tutte le realtà di lotta, ai movimenti sociali e sindacali”, a posto come centrale l’esigenza di dare una risposta politica e di massa all’attacco a cui è sottoposto il movimento dei lavoratori in questo paese ed in particolare il movimento dei lavoratori della logistica che da qualche hanno a questa parte si è rafforzato ed esteso sul piano nazionale diventando un’esperienza significativa che attraverso scioperi e mobilitazioni sta mettendo a dura prova il sistema di super sfruttamento delle cooperative del quale si servono le maggiori aziende e multinazionali del settore per avere la più ampia flessibilità e comprimere il costo della forza lavoro.

Il rinnovato attacco al “diritto” di sciopero e di rappresentanza avanzato in una cornice politico-sindacale consacrata alle “larghe intese” ed i licenziamenti politici, sono pensati ed attuati per fiaccare le espressioni di resistenza dei lavoratori e le future lotte che le contraddizioni risveglieranno, realizzare tutto quel complesso di controriforme che governi, padroni e sindacati confederali stanno portando avanti schiacciando le nostre condizioni di vita e di lavoro.
Nello specifico, anche il tentativo di ricacciare indietro il movimento di lavoratori autorganizzati della logistica, spina nel fianco del sistema “cooperativistico”, degli appaltatori e dei sindacati confederali (che ha la peculiarità di esser composto nella sua stragrande maggioranza da immigrati sottoposti al ricatto della legislazione razzista di centro-sinistra Turco/Napolitano e centro-destra Bossi/Fini), rientra in questo disegno più generale.

All’alzata di testa di questo movimento sta corrispondendo una vera e propria alzata di scudi e l’assemblea ha sviluppato, attraverso gli interventi dei lavoratori e delle diverse realtà solidali presenti, riflessioni e proposte per sviluppare la battaglia. In sintesi:

L’intervento della Commissione di Garanzia sullo sciopero che, a seguito alle lotte che hanno investito la Granarolo e la Lega Cooperative a Bologna, ha dato parere favorevole all’applicazione delle procedure previste dai codici di autoregolamentazione e delle norme della legge 146 del 1990 (legge “anti-sciopero”) ed i licenziamenti politici di 41 operai è un attacco a tutto il movimento degli operai della logistica, che sono riusciti a mettere in campo gli scioperi unitari del settore il 22 marzo ed il 15 maggio, ed un chiaro segnale a tutto il movimento operaio in questo paese.

Quello che si vuole mettere in discussione è l’esercizio dello sciopero attuato attraverso modalità non concertative, ossia che penalizza economicamente il padronato e lo mette in difficoltà senza dargli il tempo e la possibilità di evitare il danno.

La repressione in corso, attraverso licenziamenti politici, divieti, fogli di via, processi, denunce, multe, ecc. pone sempre più la necessità di perseguire una politica di allargamento ed organizzazione della lotta e della solidarietà che, proprio a partire da questo terreno più generale e meno specifico, deve tendere a mettere in contatto le differenti esperienze e situazioni di lotta, rompendo i tentativi di isolamento ed accerchiamento.

DECISIONI

Se l’attacco verso i movimenti di lotta si esprime in modo articolato e a vari livelli, è necessario che la nostra risposta nel settore della logistica sappia articolarsi di conseguenza per essere più incisiva. A tale proposito vengono assunte le seguenti decisioni:
1. Assicurare presenza e sostegno costante ai 41 licenziati politici a partire dalla  sostegno del presidio davanti ai cancelli della Granarolo.  Sabato 29 giugno manifestazione interregionale davanti alla Granarolo.
2. Rafforzare il consenso ai lavoratori licenziati attraverso una campagna di denuncia e boicottaggio da svilupparsi nelle varie città. La campagna verrà lanciata e portata avanti da sabato 29 giugno. 
3. Strutturazione di una cassa di resistenza in grado di far fronte alla repressione al movimento di lotta, coinvolgendo in modo organizzato tutti i lavoratori iscritti e la solidarietà di classe.
4. Costruzione di una nuova giornata di sciopero per l’intero settore, legando la battaglia sindacale per il rinnovo del CCNL di settore all’attacco politico a cui è sottoposto il movimento dei lotta dei lavoratori autorganizzati.

Sindacato Intercategoriale COBAS
Associazione per i Diritti dei Lavoratori COBAS

Rete Camere Popolari del Lavoro