[Palermo] Almaviva: ennesima delocalizzazione? I lavoratori intanto scendono in piazza

Il 29 gennaio sono scesi in piazza, a Palermo, più di quattromila lavoratori. Si credeva che  l'accordo nazionale (riguardante tutte le sedi di Almaviva Contact) del 30 Maggio scorso con la previsione dei contratti di solidarietà avesse risolto il problema dei 2000 esuberi previsti e con esso le preoccupazioni legate al fututo dell'azienda. In realtà l'accordo stesso si presentava già di per sé lesivo delle condizioni  lavorative, prevedendo una riduzione in busta paga di circa 50 euro, l'esclusione della maggiorazione per eventuale lavoro straordinario svolto (che fa propri i dettami del rinnovo del contratto nazionale delle telecomunicazioni) chiamato adesso “supplementare” e la “smonetizzazione della domenica” che conduce alle cumulazioni delle maggiorazioni fino al raggiungimento di una giornata di riposo.

palermo almaviva protesta lavoratori

Tuttavia il futuro si mostra incerto per i lavoratori dello stabilimento palermitano che mercoledì 29 hanno annunciato uno sciopero e sfilato per le strade di Palermo con un corteo molto partecipato in seguito all'accordo, non ancora raggiunto, tra azienda e enti locali sulla sede unica che consentirebbe ad Almaviva di ridurre i costi di affitto per le due sedi presenti in città di circa 2 milioni di euro. La ristrutturazione dell'immobile individuato (l'ex Telecom, bene confiscato all'imprenditore Vincenzo Piazza)  prevede costi per circa 7-8 milioni di euro, spesa di cui la Regione dovrebbe farsi  carico per risolvere l'emergenza occupazionale e preservare gli oltre 4500 posti di lavoro. La mancata assegnazione della sede infatti, implicherebbe la delocalizzazione. Insomma o l'azienda riesce ad aumentare i profitti o è pronta ad abbandonare la città per Paesi dove il costo del lavoro è inferiore. E nonostante l'amministratore delegato, Andrea Antonelli, affermi l'intenzione di non voler abbandonare Palermo, dall'altra parte afferma che la situazione è insostenibile e che l'intervento delle istituzioni locali sia indispensabile per mantenere lo stabilimento ancorato alla città.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, si è detto pronto ad assicurare che “l’amministrazione comunale sarà la prima a chiedere che l’edificio si usi in questo modo se dovesse servire per risolvere l’emergenza occupazionale di Almaviva”. Toccherà adesso al prefetto decidere circa l'assegnazione dello stabile, ma anche in vista dell'esito positivo, l'ulteriore questione da affrontare sarà quella della ristrutturazione mentre l'affitto di uno dei due stabili palermitani è già scaduto, correndo il rischio di licenziare parte dei dipendenti.

I sindacati chiedono pertanto un incontro con il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e con l'assessore regionale alle Attività produttive, Linda Vancheri per chiedere garanzie sul futuro occupazionale dei lavoratori e per un confronto che veda la partecipazione dei sindacati in un dialogo congiunto tra azienda, comune e regione.
La vertenza Almaviva si inserisce in un quadro grave che ha visto l'abbandono della città da parte delle più grandi aziende presenti in loco. Questa questione si presenta quindi come cruciale, considerando che Almaviva rappresenta l'ultima grande azienda palermitana. L'impatto sociale, se l'azienda delocalizzasse, avrebbe un peso non indifferente in una città che conta tassi di disoccupazione tra i più alti del Paese.  
Anche stavolta dunque, assistiamo al solito giochetto: approfittando dello spauracchio della crisi l'azienda fa pressione per aumentare i suoi profitti e scaricare i costi sulla società, ricattando istituzioni e lavoratori. Ma i lavoratori si sono mostrati decisi nel far sentire la loro voce.

Fonti:
Isola dei cassaintegrati - Il durissimo accordo del call center Almaviva
Si24.it - L’ad di Almaviva Contact rassicura i lavoratori dei call center
Corriere del Mezzogiorno - Speranza per i 4500 di lavoratori di Almaviva, la nuova sede nell’immobile ex Telecom

Rete Camere Popolari del Lavoro