Caso Eutelia: la resa dei conti è vicina, anche se per ora a pagare sono i lavoratori

Il tribunale di Roma ha condannato a tre mesi di reclusione (tramutabili in ammenda di 3700 euro) 12 dipendenti Eutelia per l’occupazione nel novembre 2009 della sede romana di via Tiburtina. Ricordiamo che i lavoratori all’epoca presidiavano  lo stabilimento per protestare contro il mancato pagamento da sei mesi degli stipendi e soprattutto contro la cessione ad Agile spa del ramo IT. Rivendicazioni legittime come ha dimostrato poi la stessa magistratura condannando l’intero management per quella cessione di ramo d’azienda assolutamente fittizia che mirava esclusivamete a mascherare 2000 licenziamenti.

 

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Al danno poi si è aggiunta anche la beffa dato che i condannati furono identificati dalle forze dell’ordine proprio in occasione dell’attacco squadrista portato avanti nella notte del 10 novembre 2009 da Samuele Landi, allora Ad di Eutelia, che a capo di un gruppo di guardie giurate fece irruzione nello stabilimento tentando di cacciare i lavoratori.

Inutile dire che come al solito i giudici hanno utilizzato due pesi e due misure in quanto le stesse guardie giurate si sono viste infliggere una pena molto più lieve per quel blitz che tanto ricordava l’Italia del “ventennio”.

Intanto la lotta dei dipendenti Eutelia va avanti e anzi proprio ora entra in quella che probabilmente è la fase più delicata. Infatti a quanto pare il 24 marzo gli amministratori straordinari di Eutelia ed Agile, in carica da luglio 2010, hanno presentato al tribunale di Roma il bando per la cessione delle due società.
Da indiscrezioni sembrerebbe che siano state ipotizzate diverse possibili modalità di vendita che vanno dalla cessione unitaria dell'intero complesso aziendale a quella di singoli rami fino alla suddivisione in lotti.
E’ evidente che un’eventuale acquisizione dell’intero complesso aziendale risulterebbe una grande vittoria che annullerebbe di fatto la sporca operazione operata sulla pelle dei lavoratori dai Landi e da coloro che si vogliono impadronire degli asset più redditizzi di Eutelia a cominciare dai 128 00 km di fibra ottica. Al contrario le altre soluzioni sancirebbero definitivamente l’uscita dal perimetro dell’azienda del settore dell’information technology destinando i dipendenti di Agile a una sorte quanto mai incerta.

In questi mesi si è molto parlato dei possibili acquirenti ed in particolare della cordata capitanata da Mark De Simone e Piergiorgio Rossi denominata “Pier della Francesca”. I due manager ex Cisco e Selcom godrebbero del sostegno di Unicredit, Italtel, la finanziaria Ambroimmobiliare, Itway, Cordy e l’advisor Booz&Co ma da subito hanno specificato di essere interessati esclusivamente al settore telecom. Si vocifera anche di manifestazione di interesse da parte di importanti multinazionali come Swisscom o la stessa Tiscali in questo momento impegnate come tutti i maggiori gruppi del settore delle telecomunicazioni in una profonda ridefinizione del proprio business.

Tale ridefinizione, basata principalmente su alleanze strategiche con le industrie dell’entertainment e società editoriali per il lancio di nuove piattaforme come l’IPTV, necessità infatti proprio d’infrastrutture di rete come quelle possedute da Eutelia.

Com’è evidente non sembra profilarsi niente di buono per i 2000 esternalizzati del comparto IT la cui unica possibilità di vittoria è legata ancora una volta alla propria capacità di mobilitazione e al sostegno che gli altri lavoratori sapranno dare alla loro vertenza.
Facciamo appello a sostenere attivamente la giusta lotta dei dipendenti Agile-Eutelia che grazie alla loro determinazione sono riusciti a dimostrare come i processi di esternalizzazione e terziarizzazione non sono altro che strumenti utilizzati dai padroni per licenziare liberamente e aumentare il grado di sfruttamento della forza lavoro.