Electrolux: l’azienda rilancia l'attacco a ritmi e salario. Sciopero a Susegana

Dallo stabilimento di Susegana dell’Electrolux i lavoratori, già da 80 giorni in presidio permanente fuori dai cancelli della fabbrica, annunciano nuove lotte e mobilitazioni.

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Sin dal primo incontro avvenuto il 7 aprile al ministero, cui hanno partecipato Governo, azienda e sindacati, era emersa poca chiarezza in merito agli interventi che Governo e Regioni avrebbero dovuto mettere sul piatto. Una prima misura dovrebbe essere la decontribuzione dei contratti di solidarietà, (ovvero una detassazione) che intanto permetterebbe ai lavoratori di arrivare fino al 2017, inoltre aspettando che il decreto-legge sia definitivamente convertito in legge, il taglio dell’IRAP permetterebbe di risparmiare altri soldi all’azienda. La quale, però, non contenta dei sacrifici fin qui imposti ai lavoratori, all’incontro del 16 aprile a Mestre, fa marcia indietro su ritmi di lavoro e taglio del salario.

Al tavolo di trattative la dirigenza ha parlato di una decurtazione di 100€ all’anno che riguarderebbe i premi di produzione e la velocizzazione delle linee che porterebbe la produzione da 79 a 83 pezzi/ora con peggioramento delle condizioni lavorative. Anche se l'attacco al salario sembra contenuto è un primo passaggio, che sfonderebbe una porta che sarebbe più facile aprire in futuro, magari proprio alla fine del 2017. La risposta dei lavoratori non si è di certo fatta attendere e sarà operativa a partire da martedì 22 Aprile.

La lotta verrà articolata in una maniera originale ed intelligente. A Susegana verranno suddivise le linee di montaggio in 5 settori, un settore inizierà a fare sciopero per solo mezz’ora mentre gli altri continueranno a lavorare, almeno finché arriveranno i pezzi dalle linee a monte. Finito lo sciopero del primo settore toccherà poi al secondo e così via fino a che la turnazione si andrà esaurendo. Si mira così a creare un grosso disagio all’azienda facendo pagare il minimo ai lavoratori. Questa forma di lotta si protrarrà fino al 28 aprile, data prevista per il terzo incontro.

I lavoratori sono determinati e le sigle sindacali paiono, al momento, compatte: il taglio dei già miseri salari e la velocizzazione della produzione devono restare fuori dalla trattativa!

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