[Piacenza] Ikea: sospesi 33 facchini. Blocchi e cariche dalla polizia

Ripubblichiamo il comunicato del NAP Piacenza

Premessa: la logistica piacentina, si sa, è territorio di sfruttamento da parte del sistema delle cooperative. Nulla di cooperativo ma, di volta in volta, lavoro nero, sfruttamento, negazione dei diritti sindacali. Proprio quest’ultimo era il problema che a cavallo fra 2012 e 2013 innescò la famosa vertenza IKEA, vinta come sempre dagli operai con la pratica del blocco. Da allora il movimento di lotta contro le (finte) cooperative è cresciuto e si è esteso in tutta Italia, rivelando i piedi d’argilla di un capitalismo sciacallo e di un lavoro dequalificato che non è sviluppo, come invece sostenevano ancora la settimana scorsa le istituzioni piacentine.

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Svolgimento: lunedì la cooperativa San Martino, operante nel magazzino IKEA di Piacenza, apre la controffensiva padronale sospendendo 33 facchini fra i più attivi e sindacalizzati. La motivazione addotta è l’ingiustificato blocco del lavoro che avrebbero messo in pratica circa due settimane fa. Nella realtà, i facchini sostengono che si tratta di reprimenda sindacale bella e buona verso il sindacato SiCobas, considerato scomodo, e che il blocco incriminato fu determinato dalla negazione di un’assemblea sindacale unitaria degli impiegati nel magazzino, come riconosciuto dal contratto e dalla Costituzione, giusto per ricordarlo a chi di solito vi si appella…

Climax: subito viene indetto lo stato d’agitazione, con l’adesione della gran parte dei facchini. Martedì il primo blocco caricato e stamattina la precipitazione. Tutti i cancelli sono presidiati (il blocco dell’ingresso delle merci, lo ricordiamo, è l’unico strumento che i lavoratori hanno per costringere azienda e cooperativa a prestare ascolto), con il rinforzo di delegazioni dai centri sociali Crash e Hobo di Bologna, Guernica di Modena e facchini impiegati in altri magazzini del piacentino (la solidarietà è un’arma!). C’è chi salta una giornata di scuola, chi ne prende mezza di ferie dal lavoro, chi ha staccato da una mezz’ora eppure non va a dormire ma viene ad aiutare il suo simile, cioè il lavoratore, italiano o migrante che sia, che ha bisogno. E’ l’A-B-C dell’intelligenza: capire che non dobbiamo essere gli uni contro gli altri in una sterile guerra fra poveri ma uniti contro chi ci sfrutta.

La polizia dapprima trascina via i manifestanti, poi li carica, poi li gasa con i lacrimogeni. Ma i manifestanti sono tanti, a zig-zag tengono impegnate le forze dell’ordine per più di un’ora (estremamente provocatorio l’atteggiamento di alcuni responsabili dell’ordine pubblico, ma non ci stupiamo…). Il blocco funziona, a costo di 7 feriti ricoverati in ospedale, e il magazzino resta chiuso.



Epilogo: l’epilogo non c’è ancora. Dobbiamo ancora scriverlo. Sappiamo che queste vertenze possono risolversi in fretta (se la parte datoriale dimostra intelligenza e torna sui suoi passi) o diventare lunghe e usuranti per tutti (ma i lavoratori non mollano, mentre il danno economico e di immagine per IKEA sarebbe significativo…). Quel che è certo è che, ormai consapevoli della rottura avvenuta in quel meccanismo di integrazione sistemico fondato sullo sfruttamento che è il sistema delle cooperative nel facchinaggio-logistica, siamo ancor più determinati dopo aver visto come i moderni “padroni del vapore” vorrebbero ridurre delle questioni di DIRITTI e di dignità, che si traducono poi in emergenze sociali, a questioni di ordine pubblico. Così non è, i problemi di ordine pubblico sono determinati dalla chiusura padronale, che però non riesce a nascondere la vera natura della partita in ballo. Ai lavoratori il compito di autorganizzare i prossimi passi, a chiunque sia sensibile (credete che prima o poi non arriverà sul vostro posto di lavoro questa problematica se non la si ferma ed estirpa all’ultimo gradino? Studiate la storia…) il compito di solidarizzare e prendere parte a questo movimento. Non siate ignavi, avete una sola vita per guardarvi allo specchio.

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- leggi i comunicati del SiCobas [1] [2]
- Il mercoledì della battaglia dei facchini di Piacenza... per vincere! (da infoaut)

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