[Firenze] Eataly sciopero sabato e domenica

Eataly sciopero sabato e domenica

I lavoratori saranno in sciopero contro il mancato rinnovo dei contratti di somministrazione in scadenza, la totale arbitrarietà dell’azienda nell'organizzazione del lavoro, il rifiuto da parte aziendale ad un qualsiasi confronto con i lavoratori. 

E per ottenere la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e migliori condizioni di lavoro. (qui la convocazione)

Scarica il volantino da distribuire durante lo sciopero e consegna il coupon alle casse

Pubblichiamo qui di seguito la lettera aperta a Eataly di alcuni lavoratori e lavoratrici di Firenze.

27 Agosto 2014 alle ore 14.00

Abbiamo deciso di scrivere queste righe, da dipendenti di Eataly, conseguentemente alla notizia del nostro “licenziamento”, o, più formalmente, al non rinnovo del contratto. Andando con ordine, vorremmo cominciare sottolineando tre punti molto forti tratti dal Manifesto dell’Armonia di Eataly: 

2. il primo modo per stare in armonia con le persone è saper ascoltare cercando spunti per cambiare o migliorare le proprie idee.
7. il denaro può allontanare dall'armonia. Bisogna avere sempre ben presente che il denaro è un mezzo e non un fine. Deve essere meritato.
9. l'armonia con le cose si ottiene ben sapendo che le cose sono di gran lunga meno importanti delle persone. Molto importante è invece la natura. Il primo modo per esserne in armonia è rispettarla.” 

Frasi semplici alla comprensione: le persone sono importanti, vanno sapute ascoltare, il denaro non è che un mezzo. 
Lasciando per ultimo il tema “monetario” ci chiediamo se le parole, queste parole, abbiano un senso. Eataly Firenze non ha mai conosciuto un’assemblea aziendale, mai e sotto nessuna forma. L’ultima volta che siamo stati tutte e tutti nella stessa stanza è stato il primo giorno di lavoro. Ricordiamo come siamo stati informati, tra una nozione di sicurezza antincendio e una di normative Haccp, del fatto che, appena possibile, avremmo avuto anche la possibilità di darci una rappresentanza sindacale. Ma se non sono previste assemblee aziendali, figuriamoci assemblee sindacali!
Eppure, di motivi per riunirci, l’azienda ne avrebbe in quantità: informarci dei cambiamenti in atto, renderci partecipi delle scelte riguardarti il personale, comunicarci anche sinteticamente il progetto dell’azienda…

Eataly sciopero sabato e domenicaNon è normale infatti che un azienda, un’azienda fiorente ed in piena espansione, conti all’inaugurazione oltre 120 dipendenti e che, a meno di un anno dall’apertura, ne conti la metà. Su questo drastico taglio nessuna spiegazione è stata data a noi lavoratori. Né sui motivi per cui si debba venire a sapere dei turni settimanali con sole 24 ore di preavviso, né su tanti altri cambiamenti che si sono susseguiti da quel 14 Dicembre 2013 ad oggi.
Eppure siamo persone, e dovremmo, secondo la filosofia dell’azienda, essere importanti. Di gran lunga più importanti delle cose. E meno importanti delle cose, ci verrebbe da dedurre, sono i soldi… in fondo, sono solo un mezzo.
Però la realtà non sta affatto così: noi siamo solo soldi, numeri, voci di spesa. Nessuno ci ha mai considerato davvero persone, ma ingranaggi da inserire nel “modello Eataly”, un modello basato sulla grande distribuzione di prodotti alimentari, una macchina in crescita che non può incepparsi sugli individui.

Ed è qui che arriva il discorso monetario. Eataly prevede nuove aperture a Piacenza, Verona e Trieste. E poi Londra, Mosca, San Paolo… insomma, parrebbe che quel che si dice sulla nostra azienda sia vero. Perché si parla di Eataly come di un’azienda modello, che cresce mediamente nel fatturato di oltre il 33%, un’azienda “che vince tutte le sfide”, per citare i giornali. Ma vogliamo proprio prendere le parole rilasciate dal nostro datore di lavoro, Oscar Farinetti: “Eataly fattura in Italia 100 milioni di Euro. Prevediamo di arrivare a 200 milioni nel 2014.” (FONTE: dissapore.com). L’ottimismo è il profumo della vita!

Ma allora perché il negozio di Firenze è aperto meno di un anno fa con più di 120 dipendenti, ora ne conta solo una sessantina? Perché si sta contraendo sempre di più il personale, costringendo talvolta a turni estenuanti i colleghi che si trovano a dover coprire il lavoro (che non manca!) dei dipendenti espulsi, mentre in altri reparti non si concede un’ora di straordinario neanche a chi la richiede?
Solo nell’ultimo mese accanto al nome di oltre 13 dipendenti è stato scritto “OUT”. 13 persone sono state lasciate, senza troppi fronzoli, senza lavoro. 

Abbiamo il diritto di sapere in che direzione va la nostra azienda, ce lo abbiamo in quanto dipendenti, ma ancora di più ce lo abbiamo se vediamo negato il nostro diritto di lavorare. Purtroppo alle continue richieste l’azienda ha sempre risposto freddamente e duramente, rifiutandosi non solo di convocare un’assemblea aperta a tutte e tutti i dipendenti così da avere risposte sul nostro futuro e, magari, potere anche dire la nostra, ma per di più la notizia del mancato rinnovo ci è stata fatta pervenire tramite i responsabili di reparto. 

Quale serietà dimostra la dirigenza di Eataly rifiutandosi di incontrare i dipendenti che decide di licenziare? 

Per tutto ciò abbiamo deciso di convocare uno sciopero per le giornate di Sabato e Domenica 30 e 31 Agosto, per richiedere il ripristino delle condizioni di una sana relazione tra azienda e lavoratori, tramite una rappresentanza sindacale che possa evidenziare le numerose problematiche riguardanti le condizioni di lavoro e l’organizzazione dei turni, e soprattutto per difendere il diritto ad un lavoro che sia dignitoso.

 

Ripubblichaimo di seguito un'intervista a un lavoratore Eataly di Firenze realizzata da cortocircuito

Abbiamo intervistato un lavoratore di Eataly a cui l’azienda non ha rinnovato il contratto a tempo determinato in scadenza a fine agosto. Ancora una volta abbiamo conferma di come le parole dei padroni (riguardo i problemi della disoccupazione giovanile in questo caso) siano ben distanti dai fatti. Sabato 30 e domenica 31 agosto i lavoratori di Eataly Firenze sciopereranno per l’intera giornata; alle 12 di sabato e alle 22.30 di domenica sono previsti due presidi di solidarietà.

Come hai iniziato a lavorare per Eataly?

Ho sempre lavorato in ristoranti in centro a Firenze. Essendo all’epoca disoccupato ed avendo saputo dell’apertura di Eataly ho contattato direttamente l’azienda, non mi sono mai affidato ad agenzie interinali. Sono stati loro che hanno girato il curriculum all’agenzia. Sono molti comunque a essere stati assunti tramite l’agenzia.

Peraltro ci sarebbe un limite legale all’assunzione tramite agenzie interinali, no?

Il limite legale esiste ed è dell’8% ma va in deroga quando c’è una startup ovvero una nuova apertura. Sicuramente ci sono dei limiti sui tempi determinati. Ma gli ultimi regolamenti approvati, vedi legge Fornero e Jobs Act, annullano ogni possibilità di vertenza, perché permettono di assumere molto di più a tempo determinato e senza bisogno di dare spiegazioni di carattere tecnico, produttivo o organizzativo.

Che lavoro fai in Eataly?

Aiuto cuoco, il piccolo Umpa Lumpa dello chef.

Come si lavora a Eataly? Com’è l’ambiente?

Per quanto riguarda il rapporto con i colleghi è molto positivo perché siamo tutti coetanei, giovani intorno ai 25 anni, e siamo molto legati. Fortunatamente il disagio che viviamo dentro l’azienda è condiviso da tutti i reparti.

Di che tipo di disagio parli?

Per esempio il fatto di avere una flessibilità inesistente. L’orario settimanalmente viene fatto con un preavviso minimo. La domenica viene attaccata in bacheca la lista dei turni dal lunedì in poi: abbiamo cioè un preavviso anche inferiore alle 24 ore. È difficile organizzarsi liberamente la vita così.

Un altro problema è che non esistono canali di comunicazione fra dipendenti, e di questi con la dirigenza aziendale. Non ci sono assemblee sindacali e l’ingresso a lavoro la mattina avviene a scaglioni. Ma addirittura per evitare il rischio di far comunicare troppo i lavoratori tra sé, l’azienda non si prende neanche la briga di incontrare in gruppo i dipendenti per parlare di problemi o comunicare novità. Ogni comunicazione viene data in bacheca.

È impossibile trasmettere un disagio e sperare di essere ascoltati. Anche quando qualcuno ha provato a protestare perché era stato posto un limite di mezzo litro d’acqua a dipendente al giorno, è stato preso da parte ed è stato ripreso con frasi tipo “usi parole forti…”. È inutile e impossibile sollevare questioni, anche su cose basilari e beni primari come l’acqua potabile.

Gli orari di lavoro sono rispettati?

Sì, ma vengono fatti contratti con meno ore di quante ne servono in realtà. Quindi per esempio all’azienda serve un lavoratore per 32 ore, ma propone un contratto da 26, per poter poi ridurre liberamente l’orario all’occorrenza. Oppure se in alcuni reparti sa che qualcuno dovrà lavorare più di 40 ore settimanali, fa contratti forfettari a 1100 euro, per evitare di dover pagare straordinari.

Quindi la rappresentanza sindacale è inesistente?

Sì, anche quando provi a fare discorsi da sindacalista vieni represso. Nel sollevare polemiche riguardo per esempio al non rinnovamento del contratto ti può succedere che la risposta sia: “capisco che sei negativo, puoi utilizzare le ferie e i permessi accumulati per non lavorare più qui.”. Qualcuno è stato contattato dall’agenzia interinale per essere allontanato dall’azienda, e addirittura l’agenzia interinale ha avvertito che trovare lavoro a Firenze può diventare difficile se uno polemizza: hanno chiesto omertà per tutelare la possibilità di lavorare.

Parliamo un po’ di Eataly. Cosa ci sai dire della retorica dell’azienda: il mangiare prodotti di qualità e sani, il “consumo critico”?

All’ingresso del supermercato c’è una scritta enorme “Il primo gesto agricolo lo compie il consumatore, scegliendo ciò che mangia”. Sono molto critico rispetto a questa ipocrita attenzione per la qualità del cibo e l’attenzione al consumo. Lì dentro c’è uno spreco allucinante: chili di frutta e verdura vengono buttati via perché non si presentano bene, magari hanno qualche imperfezione.

E gli sprechi non si fermano al cibo. Come esperimento di marketing era stata costruita una cucina con friggitrice da 20000 euro che nel giro di una settimana è stata smontata. Loro 20000 euro li spendono così.

La clientela come è composta?

Data la posizione, vicino a piazza Duomo, è inevitabile che la maggior parte dei clienti sia composta da turisti. Tuttavia, soprattutto all’apertura, erano tanti i fiorentini che entravano in negozio attratti dall’ammaliante marketing legato all’immagine di cui si parlava prima. Tanti si fermavano a dirci che gli sembrava bello che dei giovani lavorassero lì. Ovviamente eravamo costretti a rispondere con frasi di convenienza.

E il non rinnovo del contratto come è avvenuto?

Nessuno sa del proprio destino lì dentro se non si interessa. Si vive e si lavora costantemente in ansia. Vedendo il clima e le riduzioni del personale, sono andato a informarmi. Le motivazioni date sono state prevalentemente frasi fatte a tavolino trovando scuse senza capo né coda. Non ci hanno detto che volevano ridurre i costi fissi, ma che non eravamo idonei al modello Eataly o che non avevamo l’atteggiamento giusto. Per tutti i mesi che sono stato lì, come dicevo prima, non mi hanno mai detto niente, pretendendo anche un impegno da parte mia che andava oltre il mio lavoro. Avrei preferito che non mi avessero detto niente quando non mi hanno rinnovato il contratto, invece che accampare motivazioni pretestuose.

Ci sono prospettive di lotta e protesta?

In molte parti d’Italia ci sono state proteste e flash mob contro Eataly, i cui promotori sono stati attaccati e accusati di fare delle critiche a un’azienda che dà lavoro. Ma se lo stesso Farinetti parlava di mantenere l’80% del personale, adesso lavorano a Firenze meno del 50% dei dipendenti iniziali di Eataly. Anche rimanendo nella sua retorica, è un fallimento totale. Anche a Firenze si muoverà qualcosa.

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