[Siziano - PV] Rhiag: le minaccie e le vili aggressioni fasciste non fermeranno la lotta degli operai!

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Il peggioramento delle condizioni di lavoro, l’abbassamento dei salari e lo sfruttamento nella sua massima espressione sono sempre più spesso il biglietto da visita di cooperative e aziende che, in nome del profitto, pensano di poter tenere sotto scacco i lavoratori che maggiormente e apparentemente si trovano in una condizione di fragilità.

Fragilità dovuta alla precarietà, all’essere immigrati, o più semplicemente bersaglio di politiche e riforme (come il Jobs act) che legittimano comportamenti e azioni devastanti per l’intera classe lavoratrice.


Alla Rhiag di Siziano (PV) però una parte dei lavoratori ha alzato la testa, si è organizzata e si è iscritta al Si Cobas.
Imporre salari da fame e costringere i lavoratori per anni ad accettare pessime condizioni di lavoro che li vedeva in azienda 11 ore al giorno (sabato compreso) senza ferie, 13ma, 14ma, né indennità malattia per 900 € al mese ha portato un’inevitabile presa di coscienza da parte dei lavoratori che si sono ribellati anche alla modalità d’azione dell’organizzazione sindacale para-fascista (UGL) presente all’interno della Rhiag.
A fine febbraio organizzano un primo sciopero con un picchetto sostenuto dagli operai della Dielle, della SDA e della DHL che paralizza la Rhiag per quattro ore; non viene tollerato e 13 operai iscritti al SI Cobas vengono licenziati in tronco. Da qui, lo sciopero con blocco di ieri 26 marzo.

Di seguito riportiamo il comunicato del SI Cobas rispetto a quanto accaduto ieri:

Dalle ore 5:30 di ieri mattina i lavoratori iscritti al SI Cobas hanno scioperato e bloccato tir in entrata ed uscita dai cancelli del magazzino Bertolotti -RHIAG di Siziano per chiedere il reintegro dei 13 licenziati politici.
Padroni, caporali del consorzio e cooperative (Quantum e CDS) hanno dato seguito alle minacce ed alle aggressioni nei confronti dei delegati perpetrate già dopo il primo sciopero di fine febbraio.
I crumiri squadristi organizzati dai capetti fascisti dell'Ugl hanno aggredito in una cinquantina il picchetto dei lavoratori brandendo bastoni ed improvvisate mazze di metallo.
Ma la determinazione degli operai del S.I. Cobas ha impattato e respinto la vile aggressione armata e ricacciato i picchiatori all'interno dei cancelli che li avevano vomitati.
La classe operaia risponde compatta e non arretra di fronte ad intimidazioni e violenza padronale.
Questa battaglia rappresenta anche una aperta denuncia verso le miserabili condizioni cui "rispettabili" aziende condannano i lavoratori in appalto nei propri magazzini.
Il messaggio alla RHIAG da parte dei lavoratori è: non tollereremo più lo sfruttamento da parte di fascisti e mafiosetti. La paura di ricatti e minacce è finita. Torneremo.

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