[Carinaro – CE] La Whirpool scopre le carte, stato di mobilità in tutti i suoi stabilimenti italiani

protesta dei lavoratori whirpool

La Whirpool presenta il suo piano industriale e scopre le carte: chiusura dello stabilimento di Carinaro, ristrutturazione del polo di ricerca a None (Torino) e trasferimento della produzione dello stabilimento di Albacina, nelle Marche, a Melano. Una manovra non proprio indolore, visto che si prevede un totale di 1.350 esuberi.

Non appena lo scorso Giovedì la notizia è stata resa nota, sono scattate mobilitazioni: blocco stradale da parte dei lavoratori dello stabilimento di Albacina, stato di agitazione nella fabbrica di Fabriano e blocco della produzione nell’area industriale del Casertano.

La sola chiusura dello stabilimento di Carinaro (CE) significa mettere in strada circa 800 operai ed operaie, senza calcolare l’impatto che tale manovra avrebbe per altre ditte esterne dell'indotto.

Ma facciamo un passo indietro, come è arrivato questo colosso americano qui a Caserta? Lo scorso 13 luglio la Whirpool acquista, alla modica somma di 758 milioni (modica per davvero, visto che si tratta di un marchio che fa poco meno di tre miliardi di fatturato!!!) il 60% del capitale di un'altra azienda, la Indesit, altro marchio di produzione di elettrodomestici presente in Italia da decenni. I lavoratori oggi in sciopero sono dunque gli ex dipendenti Indesit, i quali non sono certo principianti rispetto alle lotte contro la multinazionale-padrone di turno. Negli scorsi anni li abbiamo vista prima lottare per ostacolare la decisione aziendale della Indesit di esportare la produzione di merci al di fuori dei confini nazionali, in particolare in Turchia e Polonia, e più recentemente, nel Dicembre 2013, li abbiamo visti ancora incrociare le braccia per impedire la chiusura degli stabilimenti in Italia. In quest’ultimo momento di lotta purtroppo il ricatto padronale ha avuto la meglio, e la famiglia Merloni, proprietaria della Indesit, è riuscita a strappare un accordo che prevedeva scivoli, mobilità, cassa integrazione a settimane alterne e contratti di solidarietà in cambio delle garanzie occupazionali fino al 2018. Nel 2013 gli operai Indesit accettano quest' accordo per ottenere una stabilità lavorativa per i successivi 5 anni; nel 2014 la Whirpool acquista parte della Indesit e dichiara, davanti al ministro del lavoro Poletti, di voler rispettare gli accordi preesistenti; nel 2015 si presenta con un piano di chiusura e licenziamenti!

Si vocifera di un Matteo Renzi in visita agli scavi di Pompei e gli operai della ex Indesit di Caserta pretendono un incontro, almeno perché rileggendo le parole con cui il presidente ha benedetto l’ingresso della multinazionale americana Whirpool nelle fabbriche produttive italiane qualcosa non torna: (definisce) l’operazione fantastica” rivendicando di aver “parlato personalmente con gli americani a Palazzo Chigi”. No a “una visione del mondo autarchica(…)Noi, se ci riusciamo, vogliamo portare aziende da tutto il mondo a Taranto, a Termini Imerese, nel Sulcis, come nel Veneto. Il punto non è il passaporto, ma il piano industriale. Se hanno soldi e idee per creare posti di lavoro, gli imprenditori stranieri in Italia sono i benvenuti” ( dal Fattoquotidiano).

Stesso discorso vale anche per il sindaco di Salerno De Luca, il quale ieri, in piena campagna elettorale, venuto in visita ai lavoratori in presidio fuori ai cancelli casertani, ha espresso massima solidarietà ai lavoratori e chiarito come intende sostenere la lotta...con ulteriori regali all'azienda! Neanche per propaganda ha, infatti, provato a dire che prenderà parola per il rispetto dell'accordo sudato nel Dicembre del 2013, ma ha piuttosto detto di voler fare una nuova offerta alla Whirpool, attraverso l’abolizione dell’addizionale regionale IRAP per le aziende in crisi in Campania e scivoli pensionistici per chi è vicino all’età pensionabile. Tutte manovre, quindi, che agevolerebbero l’azienda, con riduzioni fiscali che alla fine sarebbero comunque pagate dai lavoratori, senza in nessun modo cercare di far valere quei diritti conquistati dai lavoratori con scioperi e presidi.

Oggi la Whirpool vuole chiudere lo stabilimento di Carinaro (CE) per centralizzare tutta la produzione a Melano; come ci ha spiegato A., operaia all’ Indesit da 20 anni, se 3 anni fa l’intento aziendale era di spostare la produzione in paesi con Zone Economiche Speciali come la Polonia o la Turchia, ora con il Job’s Act e gli sgravi fiscali alle imprese per i neoassunti conviene di più riportare la produzione in Italia. Lo stato dei fatti ci dimostra che effettivamente un livellamento agli standard europei si sta verificando anche in Italia, peccato però che tutto ciò miri al ribasso!

La lotta dei lavoratori ex Indesit prosegue ad oltranza, con sciopero e blocco delle merci: a loro va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà militante!

Fonte: Il fatto quotidiano, Repubblica Napoli

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