I facchini della SDA in sciopero in tutta Italia!

sciopero dei facchini dell'sda

Un piccolo preambolo: a Febbraio di quest'anno le principali multinazionali della logistica delle merci hanno firmato un accordo storico con il Si Cobas e l'ADL Cobas, i due sindacati di base che da qualche anno a questa parte stanno dando voce e forza alle lotte dei facchini e corrieri.

 

Oltre al merito dell'accordo che, ricordiamo, comporta tra l'altro l'automatismo degli scatti di livello, il mantenimento delle condizioni contrattuali in caso di cambio appalto, il tendenziale superamento delle condizioni di socio lavoratore, è da rilevare una questione politica di estrema importanza: si tratta di uno dei rari casi in cui dei sindacati di base, diretta espressione di una mobilitazione capillare e diffusa di migliaia di lavoratori, costringono la propria controparte ad essere riconosciuti a livello nazionale.

Anche per questo la lotta all'SDA ha assunto un'importanza politica generale. L'azienda è stata l'ultima ad aver firmato l'accordo nazionale, dopo BRT, TNT, GLS (manca invece ancora DHL).
Una delle ragioni: Poste Italiane partecipa nella gestione dell'azienda e non vuol saperne di riconoscere la presenza dei sindacati di base, anche in virtù della forte influenza della CISL, un sindacato intenzionato a mantenere l'ordine clientelare e corporativo che ha costruito.
La parte economica dell'accordo stava venendo comunque firmata da parte delle cooperative, intenzionate evidentemente a non esacerbare gli animi e credendo di poterlo fare concedendo sul piano materiale quello che l'SDA non intende riconoscere a livello formale.
Quando però a Bologna è avvenuto un cambio di cooperativa senza che il SiCobas venisse avvertito, il sindacato ha deciso che fosse il momento di dare un segnale forte. Iniziando con picchetto all'interporto bolognese, da Giovedì pomeriggio è partito uno sciopero che ha coinvolto Roma, Carpiano, Brescia, Bergamo, Padova. In quasi tutti i magazzini in sciopero, ma non solo, ci sono stati blocchi dei camion in entrata e in uscita, che hanno visto protagonisti i facchini stessi insieme a una pronta rete di solidarietà, come nel caso di Firenze, nonostante i la serrata e le deviazioni dei mezzi messi in campo da Sda.
Così come i lavoratori ed il loro sindacato hanno capito la partita politica che si sta giocando, non da meno sono stati i padroni, che hanno subito minacciato il ricorso ad alcuni tra gli strumenti repressivi che hanno a disposizione: in questo caso le sanzioni dovute alla violazione della legge 146, che disciplina il diritto di sciopero nelle aziende pubbliche.
Un attacco frontale, già adottato nel caso della vertenza Granarolo, che però è stato respinto da i lavoratori che non si sono lascianti intimidire e hanno proseguito uno sciopero che è durato per ben due giorni.
La lotta continua!

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