Ancora mobilitazione dei lavoratori dell'Alenia. Fallito il tavolo di trattativa Alenia-sindacati

12 ottobre 2011. Nuova giornata di mobilitazione dei lavoratori dell'Alenia. In concomitanza con l'incontro di Roma tra azienda e sindacato (accordo che, solo poche ore dopo, si saprà essere fallito) gli operai degli stabilimenti campani (Capodichino, Casoria, Nola e Pomigliano d'Arco) hanno incrociato le braccia per un'ora durante il turno mattutino.

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Uno sciopero che vuole essere un segnale per le parti impegnate nella trattativa. Il tavolo di Roma è il secondo in pochi giorni. Il primo, che ha avuto luogo il 6 ottobre, si è concluso con una sostanziale riproposizione dei termini del piano industriale presentato il 16 ottobre da parte dell'amministratore delegato Giordo.

I lavoratori del sito di Casoria sono usciti dai cancelli e hanno realizzato un volantinaggio lungo la strada dinanzi alla fabbrica, cercando di informare la popolazione riguardo le ripercussioni del piano industriale ed in merito alle ragioni della protesta.

Come ribadito già durante le altre giornate di lotta, gli obiettivi principali dei lavoratori sono impedire lo spostamento della sede legale dell'Alenia da Pomigliano a Venegono, in provincia di Varese, nonché la chiusura dei siti di Casoria, Roma e Venezia. Misure che sono chiaramente a danno dei lavoratori dell'azienda controllata da Finmeccanica (e, di conseguenza, dal Ministero del Tesoro).

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Dobbiamo infine segnalare l'operato di un ispettore della DIGOS. Dinanzi alla volontà degli operai di mettere in atto forme di protesta diverse dal volantinaggio già in corso, il funzionario della questura ha immediatamente minacciato provvedimenti repressivi. Forse aveva timore che gli operai potessero travalicare i limiti imposti dalla legalità, che potessero turbare l'ordine pubblico.

Ma chi è il criminale, chi meriterebbe denunce? L'operaio che effettua un blocco stradale per sollecitare una soluzione positiva per la propria vertenza o i vari dirigenti che varano piani industriali fatti di licenziamenti, riduzione di personale, trasferimenti forzati e peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro? E a turbare l'ordine pubblico non saranno forse proprio quei manager che dall'oggi al domani si arrogano il diritto di gettare in un baratro tante lavoratrici e tanti lavoratori?


di seguito il comunicato distribuito durante l’ora di sciopero dai lavoratori dell’Alenia di Casoria

LE RAGIONI DELLA NOSTRA LOTTA

Noi, lavoratori dell’Alenia Aeronautica dello stabilimento di Casoria, vogliamo mettere al corrente i cittadini sulle vere ragioni che, da giorni, ci vedono in agitazione.
E’ stato presentato un Piano di riassetto da parte dell’azienda, a Roma, che prevede la chiusura del nostro stabilimento e il trasferimento della Sede Legale dell’Alenia Aeronautica da Pomigliano a Venegono (Va). Questo Piano è inaccettabile.
Come si può pensare di chiudere uno stabilimento come quello di Casoria visto che è un sito altamente produttivo (93%), e definito, dalla stessa azienda, di eccellenza?
Perché trasferire la Sede Legale al nord, quando storicamente è sempre stata a Pomigliano?
Si può quindi facilmente capire che il problema è solamente di natura politica. Infatti, il Governo, vuole solo favorire la Lega Nord di Bossi, cedendo vergognosamente al suo ricatto che è quello di depredare il Mezzogiorno del lavoro di eccellenza per portarlo nel nord leghista. Noi ci batteremo dovunque per fermare questo ignobile piano; i lavoratori dell’Alenia Aeronautica di Casoria non stanno chiedendo assistenzialismo a nessuno,vogliono solo mantenere quello che già hanno: il loro lavoro.
Non possiamo permettere di farci portare via queste eccellenze produttive che sono un bene comune dell’intero Sud. Non possiamo permettere alla Lega, in cambio del suo appoggio ad un governo in agonia, di venire al Sud a fare spesa tipo saldi di fine stagione.
La Lega sappia che non le permetteremo di compiere questo furto ai nostri danni visto che, da sempre, lavoriamo con serietà e competenza. Facciamo appello alle forze politiche e sindacali sane, alle Istituzioni affinché ci aiutino ad impedire questo turpe scempio. Non è concepibile che un partito secessionista, minoritario nel Paese, i cui dirigenti sono volgari, sboccati e barbari, si permetta di rapinare una parte
d’Italia.
Allora cacciamo via questi individui dal nostro Parlamento, perché sono la nostra vergogna e rappresentano un’offesa all’intelligenza del popolo italiano. E cacciamo via anche i dirigenti dell’Alenia Aeronautica e di Finmeccanica sponsorizzati dalla Lega Nord, con il solo obiettivo di affossare ulteriormente la nostra regione.
Queste sono in sintesi le ragioni per cui da giorni lottiamo per noi, per voi e per tutto il Sud d’Italia, contro chi vorrebbe dividere e separare l’Italia tra ricchi e poveri.
Noi diciamo no e tu?

Casoria 12 ottobre 2011
I lavoratori dell’Alenia Aeronautica

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