Mappatura (parziale e non esaustiva) delle vertenze in corso sul territorio campano 3

Mappatura delle vertenze campania

Whirlpool
La forte protesta messa in atto dagli operai Whirlpool- Indesit e dell’indotto ha costretto la multinazionale a rivedere più volte il piano aziandale e durante l’incontro del 23 giugno al MISE la Whirlpool ha presentato con maggior dettaglio le sue intenzioni.

L’ultima proposta prevede il trasferimento in piena continuità del magazzino di None ( TO) alla Mole, società torinese di logistica; mentre per il sito di Carinaro ( CE) è prevista la chiusura degli stabilimenti di produzione di piani cottura e frigoriferi ( così come già preventivato ad Aprile), portando invece attività di stoccaggio, assemblaggio e spedizione di accessori e pezzi di ricambio.Questa attività l’impiego di un organico di 320 a fronte di 815 unità lavorative oggi presenti sul sito. L'eccedenza di 500 lavoratori per l'azienda dovrebbe essere gestita facendo ricorso ad ammortizzatori sociali e esodi all’uscita, per 100 lavoratori è previsto il trasferimento nel sito Whirlpool di Napoli ed altri 50 a Varese.  (Fonti : Il Mattino) .
L’'occupazione di 320 operai sugli attuali 815 sarà assicurata attraverso l'impiego di Cig e di contratti di solidarietà a rotazione per tre anni. Circa 200 dunque i lavoratori direttamente impiegati nello stabilimento di Caserta mentre altri 120 sarebbero impiegati a rotazione. Ma in tutto questo quale sarà il futuro di altre centinaia di lavoratori che girano nell’indotto casertano ?
Mentre il d.a. Davide Castiglione rilascia interviste con toni compiaciuti, sottolineando l’interesse principale dell’azienda nel garantire i livelli di occupazione, gli operai insoddisfatti, bloccano la viabilità dell’’asse mediano. Il loro messaggio è chiaro, e al contriario di quanto riferiscono i sindacati, gli operai ritengono che accettare accordi che prevedono i trasferimenti, incentivi all’esodo e svendita dal sito produttivo ad altre società non può essere visto come “un ottimo risultato ottenuto”, bensì come un duro colpo per la classe lavoratrice.

ANM napoli
Sciopero di 4 ore, quello indetto dall’USB, che lo scorso 18 giugno a visto la città di Napoli dover fare i conti con una forte adesione all’iniziativa. I dipendenti dell’ANM lamentano la bassa qualità delle condizione dei mezzi con i quali i conducenti sono costretti a dover lavorare ogni giorno, la mancanza di servizi igienici e acqua potabile sui posti di lavoro, tutti elementi che portano ad un malesse per i lavoratori ed un disservizio per i cittadini, a fronte di un aumento ingiustificato delle tariffe.
Solo due giorni dopo lo sciopero dell’USB, il terzo week-end del mese è stato caratterizzato dall’annullamento delle ultime corse delle funicolari e della metro ( fonti: Il Mattino). Questo un altro terreno di scontro tra azienda e sindacati, le parti sono in cerca di un accordo sulla «volontarietà» del turno notturno, che l’azienda vorrebbe rendere «strutturale». L’obiettivo di Anm, tra gli altri, è risparmiare sull’indennità dei dipendenti, che oggi è di 24 euro per 2 ore.

TELESPAZIO
Aria di cambiamenti e ristrutturazioni aziendali anche presso la Telespazio, azienda di servizi satellitari partecipata al 67% da Finmeccanica ed al 33% dalla francese Thales.
Parliamo in questo caso della possibilità della chiusura della sede Telespazio di Napoli con il successivo trasferimento di 33 lavoratori tra ingegnieri, fisici e informatici presso la sede romana. Questo sarà il primo punto all’ordine del giorno dell’assemblea pubblica convocata per il prossimo 29 giugno presso la sala consiliare Nugnes di via Verdi, alla quale sono chiamati a rispondere rappresentati delle istituzioni, degli enti di ricerca dell’università ed esponenti politici.
La motivazione sarebbe, in ottemperanza con le linee dettate dalla casa madre Finmeccanica, legate ad una riduzione dei costi legati alla gestione delle sedi sul territorio nazionale ed al contempo l’ottimzzazione ed il miglioramento della produttività.
La stessa Finmeccanica neanche un mese fa è riuscita a concludere l’accordo che prevede la cessione del ramo alenia di Capodichino alla societatà Atitech, nonostante le proteste messe che hanno visto coinvolti anche gli operai Alenia dello stabilimento di Nola e Pomigliano.

Fonti: Il Mattino, Il Denaro, technapoli.it
 
SICURGLASS SUD (SALERNO)
È giunto a 17 il numero dei licenziati alla Sicur Glass Sud di Fisciano. L’azienda leader nella produzione di vetri e parabrezza per veicoli e mezzi di trasporto, tra fine maggio e inizio giugno ha iniziato a inviare le prime lettere di licenziamento ad alcuni dipendenti compresi tra quelle 35 unità nei confronti delle quali era stata avviata, nel marzo scorso, una procedura di mobilità per motivi di crisi economica.(fonte: La Città di Salerno)

Cooper pul, Napoletana Gas
Come da contratto ogni quindici del mese dovrebbe arrivare lo stipendio, e come da prassi ogni quindici del mese inizia il calvario di un’infinita attesa dei lavoratori della Cooper Pul, che oramai subiscono in continuazione ritardi nell’erogazione degli stipendi.

Mercoledì i lavoratori della Cooper Pul, ditta subappaltatrice del consorzio MILES, addetta ai servizi di pulizia presso la Napoletana Gas, hanno presidiato l’ingresso della sede della Napoletana Gas nei pressi di via Brin, decidendo di rivolgersi direttamente a chi è il primo responsabile per tali ritardi nei pagamenti e non solo. Nonostante la Napoletana Gas abbia deciso di dividere la classe lavoratrice usufruendo del sistema di appalti e subappalti a cui delegare la gestione di specifiche attività come quelle delle pulizie, manutenzione, facchinaggio, ecc.  i lavoratori della Cooper hanno da subito ricevuto solidarietà da parte di alcuni lavoratori interni alla Napoletana Gas.

Il ritardo nell’erogazione degli stipendi ( che in alcuni casi ha raggiunto anche il mese e mezzo di ritardo)  non è certo l’unico problema che interessa i lavoratori della Cooper Pul. Lo scorso Aprile la direzione ha deciso in modo arbitrario di non erogare più i buoni pasto, decisione presa senza nessuna comunicazione e confronto con i lavoratori.
Il prossimo 15 luglio la ditta dovrebbe erogare oltre al salario del mese anche la quattordicesima, staremo a vedere.

ERICSSON
Continua la protesta dei lavoratori della Ericsson con un altro sciopero nazionale a Roma, il 26 giugno, il secondo in meno di 20 giorni.
Lo sciopero, dichiarano i sindacati, è stato promosso per cercare di individuare le cause che stanno generando da molti anni continue mobilità e per eliminarle, senza che l’azienda si trinceri dietro i luoghi comuni del mercato e della concorrenza.
La tendenza degli ultimi anni della multinazione, come la vicenda che ha visto coinvolti i lavoratori del sito casertano ci insegna, è di abbandono delle realtà produttive nel paese. Secondo i rappresentanti sindacali, Ericsson dovrebbe "iniziare a riportare in azienda varie professionalità, predisponendo anche piani di riconversione e ricollocazione all'interno dell'Azienda".

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