[I lavoratori salveranno Roma] Ricatti e minacce non fermano le lotte

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Che il Comune di Roma stia attraversando una delle sue più profonde crisi da sempre è cosa ormai arcinota. La crisi delle finanze comunali, il commissariamento soft operato dal Governo già nel 2014 con il “Salva Roma”, gli scandali dell'inchiesta Mafia Capitale e il nuovo commissariamento più esplicito, con la Giunta affiancata dal prefetto e i suoi emissari (come l'ex assessore al Bilancio Silvia Scozzese, fautrice di maggiore rigore e austerità)... un quadro sempre più fosco, che sta scuotendo nel profondo la classe dirigente romana, al centro di polemiche sempre più aspre e sfiduciato dall'opinione pubblica.

 In questo clima teso l'amministrazione sta sferrando un ulteriore attacco alle condizioni di lavoro dei dipendenti comunali e delle municipalizzate, nel tentativo di scaricare i propri problemi sui lavoratori e ottemperando alle direttive governative che da tempo chiedono risparmi sul personale, dismissioni e privatizzazioni delle aziende comunali. Intanto prova a servire come capro espiratori i lavoratori stessi agli appetiti feroci dei cittadini sempre più stanchi e stremati per le carenze e i disagi dei servizi pubblici: all'improvviso diventano loro la causa dei disservizi e i diritti strappati con anni di lotte e che dovrebbero spettare a tutti i lavoratori diventano all'improvviso odiosi 'privilegi'.

Abbiamo già documentato approfonditamente le menzogne create ad arte per quanto riguarda il caso di ATAC e le terribili scene di guerra tra poveri che hanno accompagnato le lotte per la difesa di condizioni di lavoro dignitose da parte di autisti e macchinisti a fine Luglio: http://clashcityworkers.org/lotte/interviste/2068-atac-oltre-menzogne.html
E' bastato poco perché lo stesso giochetto si ripetesse con l'azienda dell'igiene pubblica AMA, con i primi articoli allarmisti della grande stampa, sempre competente nel tirare fuori numeri e dati dal nulla. Le condizioni reali dei “minatori all'aria aperta” dell'AMA le avevamo pure documentate lungamente nell'inchiesta curata dal Coordinamento Operaio AMA: http://clashcityworkers.org/lotte/interviste/1976-inchiesta-ama-rifiuti-roma.html
Così già ad Agosto l'azienda comincia a mettere in discussione tutto il sistema di indennità e di turnazione che costituisce la contrattazione di secondo livello e la trattativa con i sindacati confederali porta ad un accordo che impone la disponibilità oraria 7 giorni su 7 e h24, e decurta una serie di istituti contrattuali. Intanto lo stesso giorno viene firmato un altro accordo che appalta alcune parti della produzione (quella definita “no-core”, cioè non essenziale) alla Roma Multiservizi, un'azienda partecipata in via di dismissione. In sostanza sembra aprirsi progressivamente la strada all'ingresso dei privati, con un'azienda resa appetibile grazie ad un personale sempre più a basso costo e 'flessibile' e un servizio già appaltato in parte ad aziende private (proprio ciò che ha permesso l'infiltrazione dell'associazione a delinquere di Buzzi e Carminati, come abbiamo documentato sempre nell'inchiesta). Così non stupiscono le dichiarazioni del sindaco Marino, che pochi giorni fa ha dichiarato di voler consegnare a privati il servizio di spazzamento di due municipi centrali.
Questo ha però scatenato la reazione dei sindacati confederali, che hanno subito indetto un grande presidio per la giornata di Lunedi 14. Una reazione un po' ipocrita e sicuramente tardiva, considerata la sostanza di quello che hanno firmato finora. Il rischio è che si profili il solito teatrino per cui la minaccia della privatizzazione viene usata per imporre drastici peggioramenti nelle condizioni di lavoro, lievemente mitigati dalle mobilitazioni sindacali dei confederali, che possono poi rivendicare “la vittoria” di aver salvato la natura pubblica dell'azienda, nonostante il prezzo pagato dai loro iscritti. È quanto sostiene ad esempio l'USB, che pure era in piazza e che opponeva alla logica dei confederali per cui i lavoratori dovrebbero accettare qualsiasi sacrificio per salvare l'azienda e mantenere il servizio pubblico, quella per cui l'unico modo per mantenere il servizio pubblico è proprio rifiutando i sacrifici perché il taglio del costo del lavoro serve a rendere l'azienda appetibile. Ad ogni modo il presidio ha raccolto una partecipazione notevole e molto determinata di tantissimi lavoratori, che è subito stata criminalizzata dalla stampa (arrivata addirittura a invertarsi disagi mai avvenuti, considerato che non si trattava di uno sciopero!) e che ha trovato spesso nei sindacati un vero e proprio ostacolo, come quando è stato impedito ai lavoratori di far parte della delegazione che è andata a parlare col sindaco. Un episodio grave ed una scena bruttissima, che ha portato i dirigenti sindacali di CGIL-CISL-UIL (neanche i rappresentanti!) ad avere il monopolio del confronto con la controparte, fatta salva la presenza di un singolo lavoratore strappata a forza dalla piazza: i sindacalisti infatti non ne avevano alcuna intenzione e anzi rivendicavano la titolarità del presidio, come fosse affar loro, isolando e ostracizzando non solo gli iscritti dell'USB, ma anche gli altri lavoratori. Bel modo di fare sindacato!
Un resoconto del presidio con la voce diretta di un lavoratore presente è stato raccolto da Radio Onda Rossa: http://www.ondarossa.info/newsredazione/corrispondenza-dal-presidio-dei-lavoratori-dellama-al-campidogli

La protesta comunque continuerà e vede la forte determinazione dei lavoratori, lasciati purtroppo soli a confrontarsi con un sistema repressivo ben rodato. Lo stesso che ha colpito i lavoratori ATAC, che sarebbero dovuti essere in sciopero Martedi 15 per motivi molto simili (taglio della contrattazione di secondo livello), ma a cui è stato impedito con il ricorso alla precettazione da parte del prefetto Gabrielli (ascoltate per questo la corrispondenza di Radio Onda Rossa: http://www.ondarossa.info/newsredazione/sciopero-atac-gabrielli-precetta-autisti-bus-e-metro). O che ha colpito anche la lotta delle maestre degli asili nido, che per lo stesso giorno avevano indetto un presidio a cui è stato negato.
Diventa sempre più importante allora fare fronte comune, dato che come abbiamo visto la situazione è simile a quella di tanti altri lavoratori del comune di Roma, come era anche testimoniato dal presidio dell'USI che si è svolto quasi in contemporanea a quello dei lavoratori AMA sempre al Campidoglio e che ha visto la partecipazione di alcuni loro iscritti oggi in sciopero di FARMACAP, della Multiservizi, delle biblioteche romane.

Già si annunciano quindi altri appuntamenti unitari all'orizzonte, appuntamenti a cui sarà importante portare tutto il sostegno e la solidarietà militante possibile. Nonostante le minacce e i ricatti, la lotta è appena cominciata!

Rete Camere Popolari del Lavoro