Una giornata di lotta contro la "buona scuola"

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Venerdì 13 novembre, in tutta Italia studenti, insegnanti e ATA sono scesi in piazza per portare avanti la lotta contro la Buona Scuola e i suoi effetti, contro la riduzione della cultura a merce: da Napoli a Torino è stato ribadito che il mondo della scuola resiste al governo Renzi e si rifiuta di essere asservito al profitto e di prestare lavoro gratuito. Al centro della protesta degli studenti è stata l'alternanza scuola-lavoro: un passaggio del testo di legge che li costringerà a svolgere stage gratuiti presso delle aziende, in orario extracurriculare o addirittura durante il periodo di vacanza.

Per questo sui cartelli degli studenti si leggeva "NO alla scuola-lavoro" e "NO al lavoro gratuito".

Il mondo della scuola ha così mostrato di essere una forza che sta portando avanti un'opposizione dura e continuata al governo Renzi ed al suo progetto di destrutturare l'istruzione pubblica e renderla completamente funzionale ai bisogni delle aziende, e più in generale alle sue politiche improntate a ridisegnare leggi e istituzioni del paese in modo funzionale ai padroni. Un'opposizione che si salda con la lotta contro il Jobs Act e più in generale contro le politiche del governo in merito a lavoro ed economia.

Ecco un breve resconto della giornata di lotta in alcune delle principali città:

 

ROMA

In migliaia oggi in piazza contro la Buona Scuola del governo Renzi e della ministra Giannini anche a Roma. Più di 2000 studenti insieme ai lavoratori della formazione in sciopero si sono ripresi le vie della città sfidando l’ordinanza del prefetto che vieta manifestazioni “non di interesse nazionale” nel centro di Roma. Il corteo partito da Piramide poco dopo le 10 ha raggiunto il ministero dell’Istruzione dove si stava svolgendo il presidio dei Cobas della scuola. Le due manifestazioni si sono unite dando vita ad un unico grande corteo che, vista la partecipazione massiccia, ha proseguito con determinazione verso Montecitorio per portare la protesta nel luogo in cui vengono ideate riforme e politiche di governo che smantellano servizi pubblici e ci condannano ad un presente e un futuro di precarietà. Una volta terminato il corteo gli studenti hanno deciso di spostarsi nella piazza antistante il Pantheon per concludere l’importante giornata di lotta dando luogo ad un’assemblea pubblica in cui discutere su come rilanciare la mobilitazione per i prossimi giorni. Dopo qualche momento di tensione e spintoni da parte della celere, ancora una volta schierata a difesa delle ingiustizie e intenzionata ad impedire in tutti i modi il passaggio degli studenti, questi ultimi sono riusciti a guadagnarsi la piazza e la possibilità di riunirsi in assemblea in cui è stato fermamente ribadito che l'opposizione a questa ennesima ristrutturazione della scuola pubblica non si ferma e vedrà nelle prossime settimane nuovi appuntamenti e mobilitazioni nelle scuole e nel mondo della formazione.


FIRENZE

A Firenze circa 400 studenti in piazza, un buon risultato per un corteo che è stato preparato in poco tempo ed ha risentito del clima creato in città dai giornali e della questura, che negli ultimi giorni hanno criminalizzato l'occupazione dell'Istituto d'Arte di Porta Romana, dipingendola come un colpo di mano di pochi studenti, nonostante le assemblee partecipate da centinaia di studenti.
La manifestazione si è diretta verso Confindustria, considerata la mandante diretta della riforma, ma la Polizia ha impedito il proseguimento del corteo verso la sede degli industriali bloccandolo nei pressi della Stazione.


NAPOLI

Quasi 10mila persone, tra studenti e docenti hanno partecipato al corteo. Gli studenti hanno diretto il corteo verso Confindustria, confermando che l'alternanza scuola-lavoro e la prospettiva di dover lavorare gratuitamente e per giunta durante le vacanze costituiscono i punti principali contro cui si è sviluppata la giornata di oggi
A difesa di Confindustria, lungo la strada era schierata la polizia che non ha tardato a caricare a freddo: il risultato sono 3 studenti gravemente feriti in ospedale (commozioni cerebrali, denti rotti, versamento nell'occhio, punti al sopracciglio), alcuni dei quali in stato di fermo, e uno studente in questura. Senza contare tutti gli altri feriti gravi a causa della forte carica.

Tanti studenti dopo sono rimasti in piazza, convinti della loro lotta. Sabato 14, alle 10 di mattina all'ex-OPG si terrà una conferenza stampa in merito al corteo per smontare le notizie false che stanno girando, fare il punto sul corteo del 13 e rilanciare la mobilitazione.

 

PADOVA

A Padova la giornata non ha visto cortei, ma un presidio dei Cobas scuola davanti alla Prefettura, che hanno ribadito la contrarietà dei docenti alla legge 107 e l'opposizione al governo, il cui intento, citiamo dal volantino distribuito, è di "saltare a pié pari qualsiasi intermediazione sindacale, qualsiasi contrattazione, definire e stabilire immediatamente quanto sia da destinare ai propri sudditi, che non potranno che esser grati per sempre e riconoscenti nelle urne".

Al termine, il presidio si è spostato sotto il tribunale e si è unito a quello dei lavoratori del pubblico impiego: la mattina è culminata in un'assemblea comune all'interno del tribunale.

 

 





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