[Casalmaiocco - Lodi] Eurodifarm: la lotta prosegue

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Altra giornata di lotta per i lavoratori di Eurodifarm di Casalmaiocco (LO). L’appuntamento era davanti ai cancelli dello stabilimento, nel primo pomeriggio di ieri, per continuare una battaglia già in atto con il consorzio UCSA.

Lo sciopero di ieri si inserisce in un contesto che ha visto, nei mesi scorsi, il susseguirsi di una serie di violazioni e discriminazioni nei confronti di lavoratori iscritti al sindacato SI COBAS.

Prima che si arrivasse a ieri, sono in fumo tutta una serie di “promesse”, accordi (o presunti tali), tavoli e trattative che sono risultati essere solo un modo, da parte del consorzio, per tenere a bada i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali. Da una parte vi era il tentativo di abbozzare trattative che avrebbero dovuto redistribuire le ore di straordinario, prevedere il 5° livello da maggio 2016 e interventi simili, dall’altra vi era la rivendicazione dei lavoratori, la “pretesa” del rispetto dei loro diritti e dunque il riconoscimento formale del sindacato cui appartengono.

C’era ieri la chiara consapevolezza che non si sarebbe arrivati alla firma definitiva dell’accordo dopo lo sciopero, ma nonostante questo c’era tra i lavoratori e i solidali, che numerosi hanno sostenuto il picchetto, la voglia e la necessità di portare avanti una lotta contro UCSA e DHL supply chain che sarà inevitabilmente trasversale e su tutto il territorio nazionale.

Ci sono stati diversi maldestri tentativi da parte di chi gestiva l’ordine pubblico di mediare tra consorzio e lavoratori in sciopero. Ma quando ci si è resi conto che la controparte (consorzio) non aveva la minima intenzione di trattare, ma era solo interessata a far sciogliere il picchetto, i delegati, i rappresentanti sindacali e i lavoratori, riuniti in assemblea, hanno deciso di non partecipare a nessun tavolo finto e fittizio (come i precedenti), ma di continuare il picchetto fino all’orario stabilito per poi riunirsi e riprendere la lotta, lì come in altri stabilimenti in cui opera lo stesso consorzio.

Il messaggio che i lavoratori hanno voluto mandare è chiaro: non si faranno passi indietro sulle rivendicazioni. Al massimo sarà il consorzio a doverlo fare, dove sarà costretto a interagire con chi non ha paura di lottare per i propri diritti!

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