[Verona] UNITI SIAMO TUTTO! Appunti dall’assemblea del 5 febbraio

assemblea lavoratori verona

Ripubblichiamo un breve report (al fondo potete sentire gli interventi) dal blog "Lavoratori e Lavoratrici in Lotta a Verona" a proposito di un'importante assemblea di lavoratori e disoccupati che si è tenuta a Verona.

Abbiamo deciso di dare spazio a questa notizia perché ci pare uno di quei tentativi da sostenere perché cercano di andare oltre le appartenenze aziedali, categoriali e sindacali e provano coi fatti a costruire esempi ed eseprienze di solidarietà concreta tra lavoratori, disoccupati, precari, insomma tra tutti i "nostri".

Venerdì 5 febbraio ci siamo trovati in tanti, lavoratori e lavoratrici, a discutere sullo stato della metalmeccanica veronese. Lo abbiamo fatto ascoltando i lavoratori di alcune grosse aziende del territorio: Over Meccanica, Officine Ferroviarie Veronesi, BPW e Cardi. A questi interventi sono seguite le testimonianze di altre realtà in crisi. Ha parlato Maurizio del gruppo Tosoni, Marco ballerino della Fondazione Arena, Alioscia di Avio, che gestiva i servizi aeroportuali a Villafranca.Confrontandoci numerosi sulla realtà di esperienze apparentemente molto diverse, abbiamo scoperto di trovarci su piano comune che parte dalla responsabilità degli imprenditori (ma anche dei padroni vestiti da politici che decidono sulla gestione di un bene pubblico quale ad esempio è la Fondazione Arena), e arriva fino alle difficoltà di tutti i giorni. La difficoltà di dover reagire ad un’offensiva padronale che nelle politiche del lavoro, in ultimo il Job Acts, ha preparato il campo ad un drastico peggioramento delle nostre condizioni di lavoro e dei nostri diritti, nonché della stessa possibilità di scioperare. Nelle specificità di ogni situazione, è emersa con forza la necessità di un ricongiungimento tra lavoratori. Ma non solo di lavoratori perché proprio nell’unione tra chi a stento ha ancora un lavoro, e chi il lavoro lo ha perso, è in mobilità o in cassa integrazione, sta la possibile via d’uscita, il punto di congiunzione tramite cui agire collettivamente per modificare questo stato di cose. Non è vero che licenziare e tagliare gli stipendi, trattarci come merce da spostare a proprio piacimento, sia necessario. Ma anche fosse necessario, non è detto che noi staremo lì a guardare mentre altri decidono sulle nostre vite.

L’assemblea di Venerdì non è stata solo la messa in scena di un disastro. Il motivo stesso per cui è nata e l’ampia e varia partecipazione, ci riportano già un risultato importante: non siamo soli a lottare nella nostra azienda, affianco a noi altri hanno subito lo scempio di un mercato dei lavoratori che ci vuole divisi, egoisti, immobili. Ci vogliono far pensare che sia colpa nostra: siamo esuberi, siamo vecchi, chiediamo troppo; e ci vogliono far combattere tra di noi dicendoci che c’è chi ha più diritti e non è giusto. Che anche i dipendenti pubblici devono essere soggetti ai nuovi contratti, che non va bene che ci siano dei garantiti. Il discorso va invertito! Finché un diritto è esigibile da qualcuno, è riconquistabile anche dagli altri, ma quando non è più esigibile da nessuno, creare le condizioni che permettano di ricostruire le condizioni necessarie al suo reinserimento nell’organizzazione del lavoro diventa davvero molto difficile! Allo stesso modo non bisogna fare diventare norma il livellamento dei salari e dei ritmi di lavoro.

Venerdì è emersa una chiara voglia di mettersi in gioco, di partecipare attivamente. Non sono state date soluzioni matematiche, perché è un percorso che va costruito insieme. Tuttavia abbiamo suggerito degli strumenti minimi che crediamo necessari per passare da spettatori a protagonisti. E’ infatti riattivando un circolo virtuoso di solidarietà che tutti insieme si può costruire un percorso comune che sia incidente sul territorio. Invitiamo chiunque non solo a seguirci, ma a contattarci, a partecipare, a contribuire alla costruzione di questo percorso che venerdì ha fatto il suo primo grande passo.
Proprio per questo invitiamo tutti a portare solidarietà e aiuto concreto ai lavoratori e alle lavoratrici della Fondazione Arena che hanno deciso di continuare il presidio nonostante l’ultimatum della Dirigenza!

A questo link è possibile riascoltare tutti gli interventi.

Rete Camere Popolari del Lavoro