Mappatura (parziale e non esaustiva) delle vertenze in corso in Campania – Febbraio

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Lavoratori della sanità in sciopero 
Circa mille persone in piazza per una fiaccolata indetta dai sindacati confederali e dai lavoratori della sanità che da piazza plebiscito protestano contro lo sfacelo in cui versa la sanità in Campania, con disagi sia per il personale dipendente che per i cittadini meno abbienti, con un contratto di settore che non viene rinnovato da oltre sei anni.
Fonti: IlMattino


Irpinia Calcestruzzi
Fra corsi e ricorsi burocratici a pagarne le spese sono gli operai della Irpinia calcestruzzi (in seguito ad una sentenza emessa dal Tar della Campania - Salerno che si è espressa nei confronti della Regione Campania a danno dell’azienda “Calcestruzzi Irpini”). Inoltre è anche annullata l'autorizzazione del genio civile per le attività estrattive: la Irpinia Calcestruzzi, scarica sui lavoratori l'esito della sentenza : 54 lavoratori subito fuori ed altri 200 a rischio. La soluzione prospettata consiste nella presentazione al genio civile di un'istanza da parte dell'azienda per ottenere l'autorizzazione alla commercializzazione dei prodotti giacenti. Se la vendita fosse autorizzata, potrebbe consentire inoltre il rispetto di tutti gli altri impegni contrattuali della società. Ma in prima battuta a rischiare sono sempre i più deboli, con 250 famiglie a rischio di perdere il lavoro.
Fonti: IrpinianewsOrticalab

 

Sciopero usb lavoratori pulizia e decoro
"Terminano le risorse e ripartono i licenziamenti per gli addetti ex-lsu che operano negli appalti di pulizia e decoro nelle scuole, che giovedì 11 febbraio sciopereranno e manifesteranno con l’USB nelle principali città. Lo sciopero è proclamato per le regioni: Sardegna, Sicilia, Puglia, Basilicata, Campania, Lazio, Umbria e Marche. A Roma la manifestazione si terrà in piazza di Montecitorio, a partire dalle ore 10.30." Si legge sul sito dell'USB che indice una mobilitazione generale in difesa dei posti di lavoro per gli addetti alle pulizie scolastiche. Inoltre, in una nota si evidenzia che "A meno di due mesi alla scadenza del progetto 'scuole belle' e dei relativi finanziamenti, per i lavoratori si riprofila la drammatica situazione di una perdita enorme di reddito (dagli attuali già miseri 800 euro a nemmeno 300 mensili) e di occupazione, tant'è che sono state riaperte le procedure di licenziamento collettivo per 18.000 addetti".
Fonti: IlDenaroCampania.Usb


IIA – Industria Italiana Autobus
Prima la delusione e poi una flebile speranza di ripartire con nuove commesse per la IIA (Industria Italiana Autobus), newco nata dalla fusione della ex Iveco di Flumeri ad Avellino (irisbus) e della Bredamenarini bus di Bologna. L’Assessore allo Sviluppo e alle Attività produttive della Regione, Amedeo Lepore, rassicura che ci sarà l’aumento di capitale da parte di IIA utile ad ottenere il finanziamento di Invitalia destinato a rilanciare lo stabilimento di Flumeri. Il ministero del Lavoro, inoltre, deliberà il secondo anno di cassa integrazione visto che le verifiche fatte sono positive. Infine, dalla Regione Campania - si afferma- arriveranno ulteriori 5 milioni che andranno ad integrare i 25 previsti da Invitalia.
Si ritornerà a discutere di ex Irisbus a Roma il prossimo appuntamento al MISE il prossimo 2 marzo.
Fonti: IrpinianewsIlDenaro

 

Caremar
I 14 lavoratori delle biglietterie Caremar che sono stati licenziati il 31 gennaio scorso dopo anni al servizio dell’azienda, alcuni addirittura dall’anno di costituzione della Caremar, dal 1976, ricevono la solidarietà dall'assessore al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Panini, ma la vicenda non si sblocca. Intanto la mobilitazione continua dopo la manifestazione con tanto di bara esposta durante un corteo dei lavoratori a calata porta di massa il mese scorso. Sul volantino "funebre" si leggeva: "“Prematura scomparsa: il 31 dicembre 2015, 14 addetti di biglietteria Caremar licenziati e sostituiti da giovani assunti col jobs act. Si ringrazia la Caremar e la Regione Campania. Si dispensa dai fiori”.
Fonti: Napoli.zonIschiablog


Gepin Contact
Il 9 febbraio è indetto uno sciopero con presidio a Roma dei lavoratori di Gepin Contact che da 13 anni gestisce il call center nazionale del servizio postale: a rischio 450 lavoratori su 600. "In Gepin Contact, -affermano i sindacati- la situazione recentemente è diventata sempre più difficile a causa della perdita della commessa principale dei servizi di Contact Center di Poste Italiane, assegnata al massimo ribasso a prezzi stracciati, che sta determinando un esubero di circa 450 lavoratori sui 600 complessivamente impiegati nel gruppo". "Gli ammortizzatori di cassa integrazione ordinaria -aggiungono- sono ormai in fase di esaurimento ed alcuna nuova commessa, malgrado le promesse iniziali, è stata acquisita dalla nuova proprietà societaria". Gepin Contact ha sedi a Casavatore (Napoli) e a Roma.
Fonti: Rassegna

 

DEMA 
Striscioni con slogan di protesta da parte dei lavoratori fuori lo stabilimento della DEMA nel sito di Somma Vesuviana, dove si rischia un forte ridimensionamento nell’organico.  I lavoratori sono infatti complessivamente circa 500 e ben 99 sono in pericolo a causa del calo di commesse per quello che era uno dei fiori all’occhiello dell’industria aeronautica. Nonostante gli incontri al MISE di inizio anno ancora non è stato trovato un accordo tra l’azienda e i sindacati. Tra i lavoratori si parla anche di un possibile sciopero al fine di catalizzare l’attenzione della politica locale, mentre alcuni rappresentati dei lavoratori di via San Sossio cercheranno nei prossimi giorni un incontro con il sindaco di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo.
Fonti: ClashCityWorkersIlFattoVesuviano

 

FCA di Termoli
Corteo interno spontaneo degli operai della FCA di Termoli contro i ritmi di lavoro sempre più disumani imposti dall'azienda automobilistica. Sul sito de Il sindacato è un'altra cosa, si afferma che: "L’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici convocata dalla RSA Fiom per discutere dell’ennesimo sabato comandato, dei ritmi e dei carichi sempre più pesanti si è trasformata in un corteo interno allo stabilimento che è giunto fino agli uffici della dirigenza aziendale" . Nelle scorse settimane anche dalla Sevel di Atessa erano giunti segnali della ripresa di conflittualita’ negli stabilimenti Fca.
Fonti: Sindacatounaltracosa

 

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