[Grisignano di Zocco - VI] Importanti vittorie nella logistica!

Lunedì 14 si è chiusa la vertenza al magazzino della Prix di Grisignano di Zocco, tra Vicenza e Padova: tutto è cominciato il 18 gennaio, quando una sessantina di lavoratori sono stati estromessi dal magazzino in seguito a un cambio di appalto voluto dalla dirigenza Prix. Da allora i lavoratori e l’ADL Cobas hanno cominciato una dura lotta per il reintegro di questi lavoratori. Due mesi di picchetti e cortei che hanno visto più volte l’intervento violento della polizia e che hanno portato anche, per reazione, alla creazione di un inedito fronte che teneva insieme CGIL-CISL-UIL, giunta regionale del Veneto e i principali committenti, tutti uniti nella volontà di reprimere i “disordini” causati dalle lotte dei lavoratori e nel tentativo di escludere come interlocutori i sindacati di base

Lunedì 14 si è chiusa la vertenza al magazzino della Prix di Grisignano di Zocco, tra Vicenza e Padova: tutto è cominciato il 18 gennaio, quando una sessantina di lavoratori sono stati estromessi dal magazzino in seguito a un cambio di appalto voluto dalla dirigenza Prix.

Da allora i lavoratori e l’ADL Cobas hanno cominciato una dura lotta per il reintegro di questi lavoratori. Due mesi di picchetti e cortei che hanno visto più volte l’intervento violento della polizia e che hanno portato anche, per reazione, alla creazione di un inedito fronte che teneva insieme CGIL-CISL-UIL, giunta regionale del Veneto e i principali committenti, tutti uniti nella volontà di reprimere i “disordini” causati dalle lotte dei lavoratori e nel tentativo di escludere come interlocutori i sindacati di base (ne parlavamo poche settimane fa).


Il disegno della Prix era chiaro: abbattere sensibilmente il costo del lavoro eliminando lavoratori presenti nel magazzino anche da 10-15 anni e sostituendoli con manodopera “fresca”, senza anzianità e inquadrata ad un livello più basso; sfruttare i nuovi mezzi offerti dal governo alle aziende, quindi usufruire degli sgravi fiscali per le nuove assunzioni e del Jobs Act per stipulare contratti “a tutele crescenti”; infine eliminare dal magazzino la presenza scomoda dei lavoratori sindacalizzati. Una situazione pressoché identica a quella, ancora in corso, dei magazzini della Carrefour a Roma, dove con un meccanismo analogo sono stati licenziati 7 lavoratori.
Ma nonostante il supporto di istituzioni e forze dell’ordine, questa volta il gioco di prestigio non gli è riuscito, e la vicenda si è trasformata in una bella vittoria dei lavoratori. Cosa prevede infatti l’accordo firmato lunedì 14?

    • la riassunzione di 28 dipendenti nella nuova cooperativa, con il riconoscimento dell’anzianità lavorativa e dei livelli precedentemente acquisiti, ma soprattutto senza l’applicazione del Jobs Act. Un passaggio dell’accordo prevede proprio che i contratti di lavoro saranno stesi “senza l’applicazione del regime giuridico” entrato in vigore con il JA;
    • Per altri 26, l’accettazione volontaria di 14.000 euro di buonuscita;
    • Per altri 6, il reintegro dopo un periodo di prova di tre mesi.


Addirittura, la dirigenza Prix ha dovuto inserire nell’accordo che rinuncia a prendere i soldi degli sgravi fiscali legati all’attivazione dei nuovi contratti!

Si tratta di una vittoria davvero significativa, per diversi motivi: in primo luogo sul piano della garanzia del mantenimento del posto e delle condizioni di lavoro durante i cambi di appalto, una questione sempre più importante e che travalica il confine del settore logistico, vista la diffusione del sistema delle cooperative in appalto e subappalto, soprattutto nei servizi, con i tentativi connessi di usare i cambi appalti per “sostituire” lavoratori, risparmiando in costo e diritti del lavoro; in secondo luogo sul piano della lotta contro il Jobs Act, contro i suoi effetti e le strategie che i padroni stanno mettendo in atto da un anno sfruttando le possibilità offerte dall’utilizzo combinato di Jobs Act e sgravi fiscali, letteralmente truffando lo Stato, spesso con la complicità dei sindacati confederali e sempre contro i lavoratori. Ne avevamo già parlato, e la vicenda del Prix di Grisignano ci conferma che lottando è possibile sospendere l’applicazione del Jobs Act e mettere il bastone tra le ruote alle imprese, facendo fallire i loro piani.


E sempre lunedì 14 è arrivata un’altra notizia positiva dalla logistica: ADL Cobas e SI Cobas hanno fatto un accordo con tre importanti committenti (TNT, Bartolini e Gls) su due problemi non affrontati nel CCNL: in caso di cambio di appalto la nuova cooperativa che subentra non potrà più escludere i lavoratori presenti nei magazzini di questi tre committenti e non potrà più sostituirli con altri lavoratori in capo alla stessa cooperativa; i lavoratori che hanno subito un infortunio e risulteranno inabili e quindi impossibilitati ad essere impiegati in azienda percepiranno un salario pur rimanendo fuori dai loro magazzini. Anche in questo caso si tratta di un accordo importante, sia per quanto riguarda la materia trattata e quindi l’avanzamento delle tutele dei lavoratori, sia da un punto di vista più complessivo: sancisce infatti, dopo anni di lotta, il riconoscimento di questi due sindacati come interlocutori principali da parte di importanti committenti, aggirando di fatto il ruolo formalmente detenuto dalle confederazioni sindacali maggiori (e le inedite alleanze da esse tentate, come dicevamo sopra a proposito del Veneto)
Insomma, in questi giorni arrivano dalla logistica, da una singola vertenza e da un accordo più generale, importanti indicazioni non solo per chi è direttamente coinvolto nel settore, ma per tutti i lavoratori che, al di là dell’appartenenza sindacale e settoriale, lottano contro il Jobs Act e si impegnano nella costruzione di una resistenza efficace contro l’offensiva padronale e governativa – e contro l’aiuto che spesso viene loro fornito dai sindacali confederali.

Possiamo quindi prendere esempio da queste lotte, tentare di generalizzarle e rendere sempre più frequenti questo tipo di vittorie: e possiamo farlo a partire dalla lotta in sostegno ai lavoratori della Carrefour di Roma, perchè, come accaduto alla Prix di Grisignano, siano riassunti alle condizioni precedenti il licenziamento!

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