[Roma] I facchini Carrefour accettano la buonuscita

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da Boicotta Carrefour che licenzia

Questa settimana i sette lavoratori del magazzino Carrefour di Roma, licenziati per non aver accettato le brutali imposizioni aziendali e aver lottato contro di esse, hanno accettato la buonuscita della cooperativa.

L'ultima cifra proposta dall'azienda, 8700€ ciascuno, è più del doppio di quella proposta solo un mese fa. Questo da una parte ci rende soddisfatti perché mostra l'incisività della campagna che abbiamo avviato proprio un mese fa, dei volantinaggi nei supermercati, dei video sui social network, dei centinaia di manifesti attaccati fuori dai punti vendita che si vantano della inumana scelta di rimanere aperti “H24 7 giorni su 7”. Dall'altra ci fa aumentare la rabbia perché i lavoratori non hanno scelto di firmare perché stufi di dare battaglia, perché impauriti o perché dubbiosi della possibilità di vincere la lotta contro Carrefour e la cooperativa, ma perché strozzati dalle difficoltà economiche in cui si trovano, alcuni con famiglie a carico e affitti da pagare, dopo quattro mesi senza stipendio. Per i poliziotti è facile lavarsi la coscienza di fronte alle illegalità delle aziende invitando a ricorrere ai tribunali, i tribunali non sono veloci come gli avvisi di sfratto o la necessità di dare da mangiare ogni giorno ai propri figli. Per noi ne deriva un ulteriore spinta alla necessità di potenziare la Cassa di resistenza per i licenziati politici, che d'altronde avevamo già avviato con un discreto successo in questo caso.

È chiaro che per noi la lotta non finisce qui. Sia nei magazzini dove dilaga tanto lo sfruttamento legale quanto quello illegale delle false buste paga e delle truffe anche ai danni anche dello Stato (come quella che riguardava il licenziamento e poi la riassunzione dei facchini Carrefour). Sia nei negozi Carrefour dove, in queste settimane di volantinaggi, abbiamo incontrato tanti lavoratori e tante lavoratrici che non ne possono più di lavorare su turni H24 imposti con la collaborazione di sindacalisti compiacenti o, quando non lo sono, con la persecuzione di chi lotta. Solo la connessione e il reciproco supporto tra lavoratori e lavoratrici che con le loro lotte colorano questa città, può farci uscire dall'indifferenza generale e liberarci dallo sfruttamento!

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