[Video] Roma collassa: di chi è la colpa?

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“All'utenza diciamo di difendere il servizio pubblico perché è una garanzia di democrazia queste le parole di una delle lavoratrici delle biblioteche comunali romane che da tempo stanno lottando per assicurare agli abitanti di Roma un servizio di qualità che dev'essere pubblico e retribuito. Prossima tappa di questa lunga battaglia è oggi, venerdì 13 Maggio, giornata in cui è stato indetto da USB e da USI uno sciopero generale dei dipendenti pubblici diretti ed indiretti (delle aziende partecipate o in appalto) contro le disposizioni del DUP e per il nuovo contratto decentrato, in contemporanea allo sciopero nazionale delle educatrici e maestre di nidi e scuola d'infanzia che rischiano il licenziamento di massa.

Due presidi si terranno dalle 10 a Piazza Santi Apostoli e a Palazzo Vidoni.

Se è vero che a Roma il servizio pubblico è malgestito, malpagato, sottodimensionato, è anche vero che ciò è dovuto ai continui tagli al personale, alla mancata sostituzione di quelli che vanno in pensione (a causa del blocco del turnover nel P.I.), al clientelismo praticato da dirigenti e burocrazie sindacali e, soprattutto, alle innumerevoli esternalizzazioni che stanno portando a condizioni di lavoro inaccettabili basate sul ricatto costante dei lavoratori e ad un costante abbassamento della qualità e della quantità dei servizi erogati. Davanti a questa situazione l'amministrazione capitolina, con la complicità dei media locali e nazionali, ha scelto scientificamente di scaricare tutte le colpe sui dipendenti pubblici comunali continuamente etichettati come garantiti e fannulloni nonostante sia solo grazie a loro che concretamente “si tiene insieme la baracca”.
Visto che non lo si fa mai, per capirne di più abbiamo chiesto ai diretti interessati in cosa consistesse il loro lavoro quotidiano, se fosse cambiato negli ultimi anni, quanto guadagnassero e cosa pensassero del lavoro che svolgono per altri cittadini come loro:



Qui per approfondimenti sulla vertenza sul contratto decentrato e sul salario accessorio.
Qui per approfondimenti sulla situazione delle educatrici e delle maestre precarie degli asili nido e delle scuole materne comunali.

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