[Napoli] Sciopero ASIA...la munnezza a terra contro la munnezza in giacca e cravatta!

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Stamattina a Napoli forse avrete notato cassonetti pieni e sacchi di immondizia a terra...HANNO ANTICIPATO LE ELEZIONI ED HA VINTO DI NUOVO LA JERVOLINO? No, tranquilli: si tratta di uno sciopero proclamato dalla sola CGIL all'interno dell'ASIA di Napoli.

Delle motivazioni avevamo già parlato nel dettaglio qui: una lotta contro il cottimo, per l'estensione a tutti i lavoratori del terzo livello e della produttività, per un rilancio delle assunzioni per far fronte all'invecchiamento e ai pensionamenti del personale, a fronte di un'attività sempre più onerosa. La storia che raccontiamo oggi, però, non riguarda solo il contratto, ma il percorso che ha portato allo sciopero: sciopero che i lavoratori hanno provato a scongiurare fino all'ultimo, proprio per non arrecare disagio alla città, ma che sono stati costretti a confermare di fronte all'arroganza manageriale.

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Il management aziendale, nell'ordine, ha: rifiutato ogni confronto; boicottato la partecipazione alle assemblee; negato l'uso degli spazi aziendali per l'organizzazione del referendum; disconosciuto i risultati referendari; ancora in questa settimana, a fronte dell'estremo tentativo di conciliazione fallito e del doveroso resoconto in assemblea, ha negato di aver ricevuto i fax di indizione, minacciando ritorsioni contro i lavoratori partecipanti.
E' anche per questo, e non solo per la difesa dei livelli salariali e dei ritmi di lavoro, che riteniamo che questo sciopero parli a tutta la città, perché è uno sciopero di dignità: parla ai lavoratori Almaviva, che in questi giorni stanno mostrando una grande capacità di lotta e resistenza; ai lavoratori Gepin, Alenia, agli "incompatibili" che scioperano a Termoli e Melfi, a tutti coloro che, dappertutto in Italia, lottano per la difesa dei propri diritti e sanno, sulla loro pelle, quanta fatica costi organizzare la resistenza, a quanti ricatti si è sottoposti e quante pressioni tocca subire, anche da coloro che si dicono "amici" dei lavoratori.
Il sacchetto di immondizia per strada lo abbiamo avuto per anni: le montagne di rifiuti in città erano la rappresentazione plastica dell'intreccio perverso tra capitali legali e illegali, dell'abuso perpetrato ai danni di un'intera città da parte di una ineffabile classe politica; il sacchetto che forse vedrete oggi merita, invece, tutta la nostra solidarietà!

 

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