[Padova] Oltre l’80% di adesioni allo sciopero di BusItalia!

v75 autobus su 90, 6 tram su 11: questi i numeri dei mezzi bloccati la mattina di martedì 17 per 4 ore dai lavoratori di BusItalia. La riuscita di questo primo sciopero è un segnale forte e chiaro alla dirigenza di BusItalia e all’amministrazione comunale: così non si può più andare avanti!

75 autobus su 90, 6 tram su 11: questi i numeri dei mezzi bloccati la mattina di martedì 17 per 4 ore dai lavoratori di BusItalia. La riuscita di questo primo sciopero è un segnale forte e chiaro alla dirigenza di BusItalia e all’amministrazione comunale: così non si può più andare avanti!

Da mesi, infatti, la situazione dei lavoratori si è fatta insostenibile.

Dopo che APS, l’azienda del trasporto pubblico padovano, è stata privatizzata tramite una fusione con BusItalia (azienda che proviene da Firenze, dove ha già avuto modo di farsi conoscere dopo aver rilevato la comunale ATAF) le cose non hanno fatto che peggiorare: il vecchio sistema di turnazione è stato sostituito da un nuovo metodo, che ha spezzato la continuità del lavoro inserendo ore “buche” all’interno della giornata. Per fare un esempio: ci sono nastri che durano 10 ore e al cui interno le ore effettivamente lavorate sono 7! E le altre 3 ore? Un’indennità di 5 € all’ora e via.


L’effetto sulla vita dei lavoratori è devastante: devono sacrificare tutta la loro giornata, in cui non possono fare niente, non possono vedere la famiglia, i figli, e tutto in nome di una presunta maggiore efficienza del servizio!
In più, dal 7 gennaio, giorno in cui sono stati introdotti i nuovi turni (senza che la dirigenza si preoccupasse di spiegare qualcosa agli autisti, e gli effetti si sono visti), la turnazione è cambiata 45 volte! Anche qui, ciò che è colpito è la possibilità per i lavoratori di poter disporre della loro vita, di poter organizzare la loro giornata per fare altro a parte lavorare.
Ma i turni sono spezzati anche perché a ogni autista vengono assegnati più linee e mezzi diversi all’interno dello stesso turno: e questo ha effetti disastrosi anche per l’utenza, perché si crea un incastro tale tra le linee e i mezzi che un semplice ritardo, un qualsiasi incidente hanno ripercussioni a catena (e che ci siano incidenti è molto probabile: gli autisti sono spesso obbligati a uscire con mezzi che non funzionano bene o che addirittura non sono a norma).

E oltre al danno, c’è pure la beffa: a detta degli stessi lavoratori, cioè di quelli che conoscono meglio l’azienda in cui lavorano, prima della fusione il servizio era molto più efficiente. Questo nuovo tipo di turnazione pare quindi essere finalizzato solo a un maggior profitto, anche se le modalità con cui questo obiettivo viene perseguito sono completamente irrazionali: i turni complessivi, infatti, sono addirittura aumentati, con una spesa maggiore per l’azienda!


 

Questo sciopero di 4 ore, proclamato da ADL, SLS e SGB (i sindacati più rappresentativi tra i lavoratori BusItalia, anche se al tavolo di trattative si siedono solo i confederali, che si rifiutano di indire le elezioni interne consapevoli che le perderebbero), va quindi in una duplice direzione: gli autisti lottano per le loro condizioni di lavoro e per garantire alla città un servizio adeguato. Di contro, la dirigenza di BusItalia – che sta evidentemente lavorando per smantellare le conquiste sindacali delle lotte intraprese in passato dai lavoratori e per distruggere la qualità del servizio – si è rifiutata di interloquire con i lavoratori in sciopero e non sembra intenzionata a cedere su nessun punto.

Si parla già di un prossimo sciopero di 8 ore.

Rete Camere Popolari del Lavoro