Rinnovo igiene ambientale: cresce il NO dei netturbini!

NO rinnovo contratto igiene ambientale

Le consultazioni certificate dei lavoratori dell’igiene ambientale per il rinnovo del CCNL del comparto scaduto quasi tre anni fa stanno per concludersi. Subito dopo la firma dell’intesa sindacati conflittuali, realtà auto-organizzate, componenti interne alla Cgil stessa e singoli lavoratori si sono attivati per analizzare la proposta e aprire dibattiti costruttivi.

Dai posti di lavoro sono sorti i comitati per il no per bocciare questa ipotesi di rinnovo che nei fatti aumenta l’orario di lavoro, attacca il salario e limita tutele già acquisite. Il tutto condito con più soldi ad enti bilaterali che si sostituiscono allo Stato con fondi previdenziali e sanità privata.
La cosa più importante però forse si è notata proprio durante le assemblee che hanno portato al voto; dal confronto con i relatori di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel sono emerse le enormi divergenze fra la linea mantenuta dalle OO.SS. e i bisogni reali dei lavoratori. Il sindacalismo confederale ormai è sempre meno emanazione dei lavoratori e sempre più una congrega di burocrati infastiditi dal dissenso di una base. E intanto da questa base è emersa spontaneamente l'esigenza di collaborazione e confronto. Impressionante è stato il dibattito nelle varie assemblee: ai lavoratori che chiedevano più soldi veniva risposto che bisogna esser competitivi, a coloro che chiedevano meno ore e più attenzione alla salute lasciavano intendere che in contrattazione di secondo livello avrebbero “risolto” loro, a chi chiedeva di mantenere le tutele veniva fatto notare che il mondo del lavoro va in un’altra direzione. Solo derise le proposte di generalizzazione della lotta al decreto Madia e al Codice Appalti che avvelenano l’intera contrattazione nei rinnovi contrattuali per i lavoratori dei servizi pubblici.
Purtroppo per loro, però, nemmeno il terrorismo psicologico che prospetta l'apocalisse qualora vinca il "no" e il tentativo di screditare i comitati per il "no", hanno ottenuto il risultato sperato; i lavoratori che hanno detto no a questo accordo bidone sono il doppio dei favorevoli a Milano, Monza, Bari ed Empoli (consultazioni concluse, solo per citarne alcune), più del doppio a Roma (consultazioni da concludere) e forti sono i comitati per il no a Genova e Napoli. 

La lotta dei lavoratori delligiene ambientale diventa dunque cruciale per lintero mondo del lavoro, in primis per i comparti afferenti ad Utilitalia e cioè Acqua, Gas ed Energia scaduti il 31/12/2015. è necessario ora sostenere la lotta contro questo accordo bidone e iniziare un lavoro di informazione e coinvolgimento dei lavoratori degli altri comparti in vista del loro prossimo rinnovo e di un percorso di lotta che miri a bloccare il Decreto Madia e costringa il governo ad inserire le tutele di salvaguardia nel Codice Appalti.


A Roma le votazioni sono ancora in corso e, a un livello inaspettato, il NO sta vincendo clamorosamente. Questo è anche il frutto dell'impegno dei lavoratori del "comitato per il no", che zona per zona, rimessa per rimessa, stanno partecipando alle assemblee e le votazioni per far capire le ragioni, scontrandosi con le minacce e i ricatti dei funzionari sindacali. Queste alcune foto di questi momenti di grande orgoglio operaio!

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