[Referendum] Autoconvocati della scuola per il NO!

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Lo abbiamo scritto: bisogna far vivere il NO alla riforma costituzionale di Renzi nei posti di lavoro, perché dietro i suoi artifici tecnici si nasconde un progetto di classe che vuole un Governo più forte e veloce nel ratificare le sue decisioni antipopolari. Lo hanno capito i lavoratori autoconvocati della scuola, di cui ripubblichiamo di seguito il comunicato.

Il governo Renzi, non soddisfatto di aver duramente attaccato i diritti dei lavoratori e delle classi meno abbienti con una serie di leggi deleghe (in primis Jobs Act e Buona Scuola), vuole torcere in senso autoritario la Costituzione, mediante una legge di modifica costituzionale, che affiancata alla legge elettorale Italicum, ridurrà ulteriormente gli spazi di agibilità politica. Infatti in nome della governabilità per gli interessi della Troika (FMI, BCE e Commissione Europea), consegnerà la maggioranza dell’unica camera elettiva ad un partito di minoranza. Tutto questo in un Governo che mediante le leggi deleghe e gli innumerevoli decreti legislativi ha già nei fatti sottratto il potere legislativo al Parlamento, trasferendolo a se stesso. Ricordiamo che in base al principio di separazione dei poteri, previsto dalla nostra Costituzione, il Governo è detentore del potere esecutivo e non di quello legislativo. Con questa riforma si vuole prendere anche quello legislativo, e mettere una serie ipoteca anche su quello giudiziario.Infatti con un consenso limitato tra i votanti, in un paese dove l’astensione raggiunge quasi il 50% degli elettori, e vinto il ballottaggio con la seconda forza elettorale è possibile ottenere la maggioranza assoluta alla Camera (340 seggi su 630). Un provvedimento che mina completamente la rappresentatività della Camera e l’uguaglianza dei cittadini nell’esercitare il diritto di voto. Un meccanismo di voto che ricalca in parte quello della legge Acerbo, che consegnò il Paese nel 1924 alla dittatura di Benito Mussolini. Me mentre nella legge Acerbo era necessario almeno il 25% dei voti per ottenere i 2/3 dei seggi, con questa legge è sufficiente vincere un ballottaggio avendo una percentuale anche inferiore al 25% per avere quasi il 55% dei seggi. La combinazione di Italicum e riforma costituzionale impone inoltre i capilista bloccati, già bocciati dalla Corte Costituzionale, e la trasformazione del Senato in un organismo sostanzialmente di immunità per consiglieri regionali collusi con il malaffare. Viene quindi nei fatti eliminato il bicameralismo, compressa enormemente la democrazia, il tutto con un risparmio sostanziale di pochi milioni di euro (su un bilancio dello Stato di centinaia di miliardi di euro). E il “piazzista” Renzi prova a venderci, con un quesito ingannevole, questa riforma “truffa” come un grande risparmio per le casse dello Stato!

E’ significativo come questo Governo, non eletto da nessuno e andato in Parlamento con una legge incostituzionale (il Porcellum), e in netto calo di consensi, provi a rimanere a galla con alchimie elettorali, con l’irresponsabilità di poter consegnare il Governo del Paese ad una forza di minoranza non rappresentativa degli orientamenti politici dei cittadini. Inoltre i segretari di Partito avranno intero controllo sui propri eletti mediante il meccanismo dei capilista bloccati che permettono loro di decidere sostanzialmente chi verrà eletto in ogni seggio, assicurandosi in questo modo piena fiducia dei propri sottoposti anche in contrasto con la libertà di coscienza degli eletti. Notevole è l’analogia con la “Buona Scuola” che ha consegnato il governo delle scuole nelle mani di manager-padroni, esautorando i poteri democratici degli Organi Collegiali. D’altronde da un uomo che ricopre contemporaneamente il ruolo di capo del Governo e di capo del Partito, e che procede con arroganza e sordità alle consultazioni a lui non gradite, non ci si poteva aspettare altro!

Invitiamo tutti i lavoratori della scuola, gli studenti maggiorenni e i genitori degli alunni ad andare a votare in massa per il No al Referendum Costituzionale del 4 dicembre per difendere la democrazia, e per non perdere l’occasione per mandare a casa questo Governo di ladri e bugiardi, amici dei banchieri e dei poteri forti. Un no alla riforma costituzionale è un no al Jobs Act e alla Buona Scuola. Allo stesso tempo, invitiamo, in caso di vittoria del No e di dimissioni del governo, a mantenere alta la vigilanza democratica contro possibili inciuci che facciano rientrare dalla finestra ciò che abbiamo sbattuto fuori dalla porta.

Votiamo No al Referendum Costituzionale di Renzi e Boschi. Mandiamoli a casa il prima possibile prima che facciano ulteriori danni al Paese.

 

Rete Camere Popolari del Lavoro