Non fermeranno la nostra lotta! Sabato 4/02 Corteo nazionale a Modena!

corteo si cobas

Nell’ultima settimana il SI Cobas è stato al centro delle cronache nazionali. Ovviamente non per le tantissime lotte dei facchini che in questi anni sono andate avanti nel silenzio mediatico generale, ma perché i padroni di un’importante ditta modenese, la Levoni, hanno tentato, in combutta con la polizia, di screditare il sindacato mettendo in piedi una trappola ai danni del coordinatore nazionale Aldo Milani.

Al di là della vicenda specifica, è evidente l’attacco politico (qui ne abbiamo parlato diffusamente) sferrato contro un sindacato “reo” di organizzare il conflitto nei magazzini della logistica insieme a centinaia di lavoratori. Non riuscendo a piegare queste lotte con i licenziamenti e la repressione, i Levoni hanno tentato di screditare il sindacato, ordendo una trappola che serviva a presentare il SiCobas come un sindacato formato da disonesti che svendono le lotte dei lavoratori in cambio di un tornaconto personale. A questo attacco il sindacato ha risposto con la grande solidarietà nei confronti di Aldo Milani (ora scarcerato, ma ancora con misure restrittive), ma soprattutto rilanciando la lotta in tanti magazzini dove questa settimana ci sono stati diversi scioperi. Al culmine di questa mobilitazione sabato 4 a Modena, la città dei Levoni, ci sarà un grande corteo di lavoratori in solidarietà con Milani, ma soprattutto per rilanciare i motivi delle lotte che evidentemente tanto male stanno facendo a padroni disposti a tutto pur di fermarle. Di seguito il lancio della manifestazione del Si Cobas.

Centinaia di migliaia di morti in Siria, Yemen, Africa Centrale; milioni di uomini sradicati dalle loro case e respinti dai paesi ricchi quando non sprofondati nel mare; centinaia di milioni costretti a lavorare in condizioni disumane per salari da fame, imprigionati nei CIE, bastonati e imprigionati se si ribellano (da ultimo: in Bangladesh).

Non c’è pace nel mondo perché non c’è uguaglianza. Il mondo intero è diviso in due classi: la grande maggioranza dei proletari che lavora e produce ogni cosa, e la minoranza di borghesi che si appropria di ogni ricchezza e controlla gli Stati, con la democrazia borghese o la più feroce dittatura. (08 individui possiedono più ricchezza della metà diseredata del mondo!)

La guerra che essi portano all’esterno è per sottomettere le popolazioni degli stati più deboli e spartirsi lo sfruttamento di proletari e ricchezze naturali. Anche l’Italia partecipa a queste guerre, in Libia, Medio Oriente, Afghanistan. La guerra che portano all’interno è per imporre la sottomissione dei proletari, e spremere da loro più lavoro con più bassi salari, per impedire che i proletari alzino la testa e strappino loro di mano il potere. 

Guerra alla guerra! 

Contro le guerre dei padroni non serve invocare una “pace” che non esiste. Chiamiamo i proletari a unirsi per condurre la loro guerra contro le guerre dei padroni.

- NO alla divisione tra lavoratori italiani e immigrati, no alla xenofobia e al razzismo con cui i borghesi puntano a riversare contro gli immigrati il risentimento degli strati più poveri della popolazione colpiti dalla crisi capitalistica!

- NO ai respingimenti, alla riapertura dei CIE, ai dinieghi del permesso ai richiedenti asilo, dati in pasto alle cooperative del malaffare e al lavoro gratuito!

- Per la libertà di circolazione e di insediamento degli immigrati, senza distinzione tra “richiedenti asilo” ed “emigranti economici”; 

- Basta col ricatto del permesso legato al contratto di lavoro, alla minaccia di espulsione per chi è licenziato! - Cittadinanza a tutti i figli di immigrati nati o cresciuti in Italia!

Le lotte dei facchini, in maggioranza immigrati, sono un inizio. I padroni non sono stati a guardare e hanno provato a fermarli e dividerli, con licenziamenti e la repressione poliziesca e giudiziaria degli scioperi. Ma non hanno fermato il movimento, che ha conquistato dignità e salario per migliaia di operai e si estende ad altri settori. Nel settore delle carni, soprattutto nel modenese, dove vigono condizioni di sfruttamento estremo, hanno licenziato 55 lavoratori del gruppo Levoni che hanno osato ribellarsi scioperando col SI Cobas. Non riuscendo a fermare la loro lotta neanche con i manganelli e i lacrimogeni, i padroni con il supporto della Questura hanno costruito una montatura per infamare il SI Cobas nella persona del suo coordinatore nazionale Aldo Milani. Con la “prova” di un filmato in cui uno dei padroni passa una bustarella a un suo consulente pagato diecimila euro dopo il primo incontro con il sindacato e seduto a fianco di Milani al tavolo di trattativa (per fare riassumere i licenziati) accusano Milani di avere chiesto soldi per fermare le lotte, e lo hanno arrestato!!! Questa menzogna è stata fatta girare su tutti i media come fosse verità, spacciando il consulente del padrone per un sindacalista SI Cobas!!!

I padroni con questa operazione tendevano a diffondere l'idea che anche i dirigenti del SI Cobas prendono le bustarelle strumentalizzando le lotte. Il teorema che vogliono far passare e' il seguente: gli agitatori del SI Cobas radicalizzano le lotte, fanno fare scioperi e picchetti duri per poi incassare vendendo le lotte.

Per questi signori le nostre lotte si sviluppano perché strumentalizzate da qualche agitatore che poi si vende per quattro denari ricattando i padroni. Cercano di distorcere la realtà e cioè che noi lottiamo per difendere le nostre condizioni economiche come lavoratori e rivendichiamo i nostri diritti .

La risposta immediata dei lavoratori scesi in sciopero in decine di magazzini in molte città, il presidio davanti al carcere di Modena hanno ottenuto la liberazione di Aldo, ma la denuncia non è tolta e Aldo non può uscire da Milano. Con Aldo vogliono colpire le lotte e la libertà di sciopero.

Contro le guerre dei padroni, per l’unità e la difesa delle lotte dei proletari-

Sabato 4 febbraio ore 15.00 manifestazione nazionale a Modena, partenza da piazza Sant'Agostino.

Rete Camere Popolari del Lavoro