[Roma] Lavoratori dell'Hotel Corsetti contro esternalizzazioni selvagge!

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Piccola ma importante giornata di lotta quella dei lavoratori delle pulizie dell’Hotel Corsetti di Roma, in zona EUR. Un hotel a 4 stelle, di proprietà di una storica famiglia romana. Padroni ricchi e potenti, insomma, che evidentemente si saranno sentiti un po’ fessi ad avere alle proprie dipendenze lavoratori ancora dotati di diritti.

Urgeva quindi tagliarli, i diritti, per gonfiare i profitti, inseguendo la moda del settore: quello di esternalizzare i lavoratori, assumendoli attraverso cooperative che li facciano lavorare a chiamata e li mettano sotto ricatto permanente. Perché qui si parla di lavoratori ancora dotati di tutele, di quel famoso posto fisso che ormai, a differenza delle giungle di appalti ed esternalizzazioni, non è più di moda.
I dipendenti del servizio di pulizia, però, non hanno accettato passivi l’inesorabile avanzata di questo triste spirito dei tempi. Perché i tempi saranno tristi ma, come non ci stancheremo mai di ripetere, i focolai di resistenza esistono e anzi si moltiplicano, proprio perché si moltiplicano i motivi di rabbia. Solo che spesso anziché sfogarsi, la rabbia si perde nel risentimento e nello sconforto, anche perché i sindacati non aiutano. Come in questo caso, in cui la CISL ha di fatto abbandonato i suoi (ormai ex-)iscritti, che per questo si sono autorganizzati e nell’ultimo mese hanno fatto per due volte scioperi di tre giorni di fila. Fino a rivolgersi poi al SI Cobas, con cui hanno organizzato, oggi, un’ulteriore giorno di sciopero, dall’adesione quasi al 100%. Sciopero accompagnato da presidio, necessario a urlare lo schifo per il comportamento dell’azienda. Urlarlo all’azienda stessa, urlarlo a tutti quelli che hanno ancora le orecchie per sentire. Perché l’ingiustizia va denunciata, tenersela dentro logora.
Un sentimento comprensibile e necessario se veramente vogliamo che in questo Paese le cose comincino a cambiare, che si è scontrato con la posizione della polizia che, accorsa dopo un’ora, ci ha tenuto tanto affinché lo sciopero non si tramutasse in “manifestazione”, imponendo il ritiro delle bandiere del sindacato e la fine degli interventi dal megafono. “Basta chiedere l’autorizzazione”, dicevano. Peccato che ogni volta che l’autorizzazione è stata richiesta, l’azienda ha provveduto a sostituire i lavoratori con manodopera reclutata per l’occasione, tendenzialmente a nero. Un comportamento antisindacale che la polizia non ha mai punito. Prioritario, per l’ordine pubblico, pare essere che dei lavoratori in sciopero non facciano sentire le proprie ragioni davanti alla propria azienda.
La lotta però continua e oggi è stato un bel giorno di unità e solidarietà tra lavoratori.

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