Gli operai che volantinano fuori alle scuole... sull'intelligenza e lungimiranza dei compagni dell'irisbus

Non demordono e non smettono di far parlare di loro gli operai dell’IRISBUS. Il Comitato di Resistenza Operaia non aspetta i tempi lunghi (e inutili) della politica ufficiale e della svendita sindacale, e continua a presidiare il territorio, a informare la popolazione irpina, a intervenire nel dibattito pubblico.

 

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Ieri i lavoratori hanno preso la parola a un convegno che vedeva la partecipazione del procuratore Antonio Ingroia, commuovendo la platea e riscuotendo applausi e la solidarietà del magistrato.

Ancora una volta hanno dimostrato che nessun personaggio pubblico, nessun potere, nessun rappresentante delle istituzioni può passare per il loro territorio senza fare i conti con la loro vertenza, senza essere incalzato a prendere una posizione. E ancora una volta hanno ricevuto approvazione e visibilità, che da soli non rappresentano certo una vittoria, ma consentono alla propria vertenza di non morire, dando stimoli e fiducia.

Allo stesso tempo le tute blu dell’IRISBUS hanno avuto anche un’altra idea. Un’idea assurda, se si considera la tradizionale impostazione del sindacato di relegare i problemi dei lavoratori dentro il perimetro della fabbrica, senza mai socializzare le ingiustizie che gli operai subiscono con quelle degli altri oppressi. Un’idea assurda anche se si considera la tradizionale diffidenza operaia verso gli studenti, e la reciproca indifferenza degli studenti nei confronti delle questioni del lavoro. Un’idea assurda, visto quanto i nostri governanti fanno da anni per aizzare i giovani contro i vecchi, i figli contro i padri.Un’idea assurda se si pensa che negli ultimi decenni non è stata mai messa in pratica… Ma un’idea estremamente ragionevole, lungimirante e intelligente: andare a volantinare fuori alle scuolechiedere agli studenti di mobilitarsi con gli operai e i disoccupati, invitare a una “generalizzata ribellione culturale ed intellettuale”.

Lo scopo di questo volantinaggio è allargare la mobilitazione, far diventare la questione operaia il perno di una questione sociale più generale, puntare al livello politico più alto, denunciare l’irrazionalità del capitalismo e invitare a pensare una società diversa, in cui non ci siano speculatori e parassiti, ma il lavoro sia giustamente ripartito e sia degno, e le decisioni vengano prese collettivamente… Ecco il bellissimo volantino diffuso dagli operai dell’IRISBUS. Invitiamo tutti i collettivi, tutti i gruppi e associazioni politiche e studentesche a ripubblicarlo, a manifestare la loro solidarietà e vicinanza a questa lotta, invitiamo tutti i lavoratori delle aziende in crisi a fare come stanno facendo questi compagni… UNITI SI VINCE!

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Cari giovani, cari studenti
è passato più di un anno da quando, in maniera unilaterale la Fiat ha deciso di smantellare anche qui in Irpinia chiudendo lo stabilimento IRISBUS di Valle Ufita. Si tratta di uno stabilimento strategico per l’intero Paese, infatti da qui uscivano gli autobus per il trasporto pubblico dell’intera nazione. In questi mesi di lotta abbiamo tentato tutte le strade, quelle istituzionali, quelle sindacali, quelle parlamentari ma sembra che niente si sia veramente mosso per risolvere la questione.

Noi non possiamo permettere di perdere questa fabbrica non solo per gli operai, che vi lavorano o per l’indotto che ruota intorno ad essa, ma piuttosto non possiamo permettere che venga praticato l’ennesimo scippo al territorio e così sottratta a piccole dosi, apparentemente indolori, anche la speranza per le nuove generazioni di poter costruire qui la propria vita e il proprio futuro.

Purtroppo sia il Governo Berlusconi, sia quello Monti nulla hanno fatto per preservare questo presidio strategico, anzi con la scusa dei mercati e della globalizzazione giustificano tutti gli atti disumani del loro amico “capitale”. Tutto ciò che in questa barbara logica non rientra viene macinato e spazzato via. In nome dello spread e della finanza senza fare nessuna distinzione si chiudono Fabbriche, Presidi Ospedalieri, Tribunali e centri di cultura e di informazione. Per conto delle banche e di una finta modernità si smantella la cultura accessibile a tutti minacciando e distruggendo anche la scuola pubblica. Per tutti questi motivi per combattere contro un precario destino che ci accomuna, vi chiediamo di partecipare con noi ad una generalizzata ribellione culturale ed intellettuale partendo dall’Irpinia.

Noi crediamo che il mondo in cui viviamo e la società che ci circonda o è frutto della nostra immagine o è il risultato del nostro silenzio, per cui dato che né ci riconosciamo nella società che altri hanno costruito né vogliamo dissentire in silenzio, abbiamo deciso di praticare un’altra strada insieme a voi che parta dall’organizzazione collettiva per disegnare nuovi orizzonti.

Rete Camere Popolari del Lavoro