[Napoli - 30/12] La Fiat boicotta il tavolo in prefettura, i lavoratori Agile cacciati dalla sede

Dal presidio:

la testimonianza di alcuni operai FIAT solidali con la vertenza dei 92

Il contributo di uno dei 38 precari a cui è stato già comunicato il mancato rinnovo

Fine 2009 amarissimo per i lavoratori coinvolti nelle due più importanti vertenze in città.

Si è svolto stamattina, negli uffici della Prefettura, l’incontro previsto tra sindacati, azienda e istituzioni locali per la vicenda dei 92 operai FIAT in scadenza di contratto, a solo 24 ore di distanza dalla comunicazione, per 38 di questi, del mancato rinnovo e della conseguente perdita dell’occupazione.
Per tutti gli altri invece ci sarà da attendere il prossimo Marzo ma le intenzioni della FIAT, a questo punto, sono chiarissime. Particolarmente odiosa e provocatoria è apparsa, con queste premesse, l’assenza ingiustificata dell’azienda torinese, che ha così dimostrato tutta la sua arroganza e l’assoluta indifferenza nei confronti di una situazione ormai drammatica.
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I lavoratori, con i nervi a fior di pelle, hanno atteso i propri delegati presidiando dalle 9 e 30 la sede prefettizia di Piazza Plebiscito definendo il gesto dall’azienda “uno schiaffo” e annunciando la prosecuzione dell’occupazione della sala del consiglio comunale di Pomigliano. Erano presenti anche gli altri operai Fiat, già da tempo in cassa integrazione straordinaria.
Ed ha il sapore della beffa il sostegno al reddito per i prossimi 6 mesi prospettato dalla Regione Campania che, ancora una volta, si conferma capace soltanto di promesse ad orologeria con il timer fissato sulle prossime scadenze elettorali.

Promesse che si trasformano in inconcludenti dichiarazioni di solidarietà se si considera invece la vertenza dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Agile ex-Eutelia che, dal 28 Dicembre, sono rimasti privi anche della sede di San Giovanni a Teduccio oltre che di qualsiasi prospettiva occupazionale.

Questi, subito dopo aver trovato sbarrato l’ingresso dell’azienda, hanno messo su, sempre in Via Ferrante Imparato, un gazebo per protestare contro questa ennesima umiliazione e hanno provveduto alla diffusione di un comunicato per mettere al corrente gli altri lavoratori e le immobili istituzioni locali della insostenibile situazione a cui si è arrivati.