Si scrive Expo, si legge sfruttamento

Il circo expo

Il circo mediatico di EXPO è agli sgoccioli e camminando per Milano, nelle zone in cui è previsto l’evento e nel centro città, si vedono cantieri aperti 24 ore al giorno, operai sfruttati che lavorano a ritmi frenetici per permettere a Matteo il primo maggio FESTA DEI LAVORATORI, di dire “ce l’abbiamo fatta l’Italia è forte!”

MA COME TUTTI I CIRCHI CHE SI RISPETTINO CI SONO DEGLI SFRUTTATI

E’ di qualche giorno fa la notizia apparsa sul Corriere della Sera di Milano che un’ agenzia di lavoro interinale non riusciva a trovare lavoratori disposti a lavorare dal lunedì alla domenica , impiegati 24 ore su 24 su 4 turni che avevano il compito di “vigilare” sui turisti nei quartieri della movida milanese.

MA PERCHE’ QUESTI LAVORATORI NON HANNO ACCETTATO? COSA C’E’ DIETRO AI CONTRATTI DI LAVORO UTILIZZATI PER EXPO? Abbiamo intervistato una giovane disoccupata che negli ultimi giorni ha sostenuto diversi colloqui per lavorare in EXPO e che ha superato le selezioni.

Che tipo di lavoratori partecipano alle selezioni?

Quando si va a fare un colloquio per lavorare presso una qualsiasi azienda presente in EXPO si sentono storie e si vedono facce di persone, segnate da anni di disoccupazione e di crisi, sogni e speranze appesi a contratti di lavoro destabilizzanti. Il dramma è trasversale perché non si incontrano solo giovani alle prime armi ma anche persone adulte che vedono in expo una svolta, che poi si rivela incubo quando vengono spiegate le condizioni contrattuali.

La forza lavoro impiegata viene quasi tutta dal sud Italia, sono persone che devono sostenere costi elevati per venire a fare il colloquio, disposti a fare sacrifici nell’illusione che qualcosa cambi.

Ma tutto svanisce quando il contratto proposto è quasi sempre un part-time di 30 ore settimanali, con la massima flessibilità 7 giorni su 7 e con turni massacranti.

E’ risaputo che Milano non è una città economica e trovare un alloggio a prezzi contenuti non è plausibile se si pensa anche alla speculare sperequazione da parte dei proprietari di case, che in vista dell’evento hanno aumentato gli affitti: con 750 euro al mese, facendo due rapidi calcoli, è praticamente impossibile sostenere anche solo le spese di affitto e di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro.

Che tipo di contratti vengono proposti?

Le aziende utilizzano contratti di lavoro differenziati in base all’età sfruttando tutti gli escamotage presenti nel Jobs Act...

Ad esempio come la dote unica lavoro e il programma garanzia giovani, molti ragazzi sono assunti con contratto a tempo indeterminato per usufruire degli sgravi previsti dalla legge. La domanda è d’obbligo: come può un giovane essere assunto a tempo indeterminato per un evento che termina il 31 ottobre?!?!

Come è organizzato il lavoro nei padiglioni di EXPO?

Siccome il sito è molto grande e la flessibilità è la parola d’ordine questi lavoratori e lavoratrici devono scattare da un padiglione ad un altro a piedi, nel minor tempo possibile, e ( non si capisce come...) dovrebbero non attraversare il sito espositivo perché per farlo dovrebbero essere muniti di biglietto d'ingresso che non hanno.

Esistono delle agevolazioni per chi lavorerà ad EXPO se vuole partecipare all’evento?

Non è ancora chiaro se i lavoratori e la lavoratrici avranno sconti o convenzioni per mangiare e, nel caso in cui si possiede una macchina, non è previsto un parcheggio gratuito per i dipendenti... Quindi dai quei famosi 750 euro bisognarebbe sottrarre anche i soldi per mangiare (a costi decisamente poco economici) e quelli del parcheggio

Se sommiamo tutte le spese che vanno sostenute dai lavoratori e dalla lavoratrici possiamo dirci che resta ben poco... a parte lo sfruttamento

QUESTO E’ L’EXPO DEI PADRONI.. QUESTA E’ LA LORO FLESSIBILITA’! NO EXPO NO SFRUTTAMENTO!

Jobs Act   EXPO